ScoreCloud

(di Reno Brandoni) Domanda: cosa stressa in maniera particolare un musicista, soprattutto se chitarrista?

Il dover trascrivere le proprie composizioni in musica…

Sì, perché lo deve fare per diversi motivi, primo fra tutti il deposito alla SIAE, anche se ormai – per chi è registrato al portale online – è possibile depositare i brani direttamente in MP3. Inoltre trascrivere è utile se si suona con altri musicisti: far leggere la parte, dare tempi e tonalità può essere certe volte indispensabile. Ed è utile per la didattica: quanti studenti, o semplicemente quanti amici vi hanno chiesto lo spartito di quel brano che state suonando o che avete appena composto? In ultimo, quando si scrive, si corregge: si fa un’analisi attenta, si controlla la quadratura delle battute e l’ordine dei bassi.

Mettersi davanti al foglio, o anche semplicemente davanti al computer per trasporre le proprie note in musica è arduo, faticoso, ma soprattutto noioso. Essendo ormai, già dallo scorso secolo, costretto a sottomettermi a questa odiosa prassi, ho nel tempo cercato le soluzioni più comode e immediate. Non ultima la chitarra MIDI, che dovrebbe rilevare ogni nota e riprodurla sul pentagramma. Così non è: molti effetti, rumori, strisciati, bending, elementi ritmici, rendono quasi impossibile il rilevamento esatto delle note, generando un foglio musicale incomprensibile. E spesso si perde più tempo a sistemarlo che a riscriverlo di nuovo.

Ho sempre disperatamente abbandonato ogni idea e tentativo, non avendo mai trovato l’entusiasmo giusto per proseguire. Eppure le promesse e le scommesse dei vari produttori e inventori non sono mancate. Ma devo dire che tutte, per quelle che sono le mie conoscenze, sono abortite senza alcun successo.

Ora, mi trovo installato sul computer questo ScoreCloud, e sono sorpreso di come qualcuno abbia osato così tanto. Promettono che basta suonare davanti al microfono del computer un qualsiasi brano e quest’ultimo, mediante un rapidissimo processo di analisi, verrà trasformato in notazione musicale. Badate bene, non solo la melodia, ma anche tutta la polifonia con in più – chicca finale – suggerimento e grafico degli accordi armonicamente corretti su ogni battuta.

Confesso, sono talmente disilluso che scarico la mia copia e chiedo un codice per testare il prodotto, convinto di perdere solo del tempo. Infatti, quanto tutto è pronto per l’avvio, quasi dimentico e abbandono l’idea.

Arriva un fatidico momento in cui un amico mi chiede lo spartito di una nuova composizione. Non voglio dire di no, imbraccio la chitarra per iniziare a scrivere, accompagnato dalla noia di sempre. Sto per avviare il mio software di scrittura preferito, di cui non vi rivelerò il nome, e trovo l’icona di ScoreCloud abbandonata da chissà quanto tempo. Quale migliore occasione per provarlo e sfidarlo! Il brano è in accordatura di Do con il capo al IV tasto. Procedo, l’avvio è semplicissimo: si lancia il programma, si preme l’icona Rec e si inizia a suonare. Finisco, attendo qualche secondo ed ecco apparire una progressione di note disordinate e non suddivise per battute. Sorrido, convinto di confermare la mia tesi sulla solita sequela di promesse vane. Seleziono svogliatamente e ormai deluso il pulsante ‘Analyze!’, per comprendere cosa può realmente analizzare, e magicamente la partitura appare sullo schermo ordinata e ‘quasi’ precisa. Avvio con il tasto Play l’esecuzione della trascrizione ed è già in versione MIDI, quindi posso ascoltare la registrazione eseguita da qualsiasi strumento (MIDI). Posso modificare tempo e tonalità, il tutto in maniera straordinariamente semplice e veloce. Non ci credo: sistemo le note con il suo editor personale che agevola ogni azione, intervengo in qualche piccolo aggiustamento e, senza fatica, ho lo spartito del mio brano scritto in tonalità corretta, con le giuste alterazioni in chiave e con gli accordi (che non avrei mai pensato) su ogni battuta.

Mi chiedo se quello che sto vivendo è sogno o realtà. È mai possibile tutto questo? Ho solo suonato una volta il brano davanti al mediocre microfono del mio computer, e posso leggere ed esportare in PDF il mio spartito!

Oso ancora di più: invece che suonare, importo direttamente un MP3. Il risultato non cambia. Mi si abbatte una frontiera. Posso importare ogni cosa. Provo con un brano di pianoforte appena registrato per un nuovo lavoro, e la magia si ripresenta. Spartito pronto dopo una breve analisi. Ritorno alla chitarra e inizio una serie di esperimenti sia suonati che importati, tutti finiti in maniera estremamente positiva. Naturalmente qualche cosa va aggiustata e sistemata, ma melodia e armonia vengono rispettate al novanta per cento. Una cosa estremamente divertente e piacevole per chi deve trascrivere tanta musica e non sa da dove iniziare. Parlo soprattutto per la definizione del tempo e della tonalità.

Certo, una pecca la devo denunciare: non scrive la tablatura. Ma provo a esportare lo spartito in formato MIDI o XML per acquisirlo in alcuni dei software di scrittura più usati per il nostro strumento: fantastico, anche la Tab è bella che pronta. Indubbiamente ogni passaggio degrada sempre più il risultato, e sarebbe auspicabile che la conversione in tablatura avvenisse nello stesso ScoreCloud.

Sono talmente eccitato che decido di scrivere immediatamente alla casa produttrice, la Doremir Music Research AB. La risposta è immediata e piena di buone notizie: «La funzione Tab l’hanno chiesta in molti, ci stiamo lavorando.»

Ma davvero ho finalmente trovato il software giusto che cercavo da una vita? Sembrerebbe proprio di sì. Di sicuro starò attento a tutti gli aggiornamenti per informarvi su ogni futura evoluzione.

Un piccolo passo per l’uomo, un grande passo per l’umanità? Forse è troppo e mi sono lasciato prendere la mano. Provate e fatemi sapere!

Reno Brandoni

...sull'Autore

Related Posts

Lascia il tuo commento