MiniSteve Acousticwood Magnetic Pickup

(di Giuseppe Tropeano) – Il mondo dei chitarristi è suddiviso in due grandi famiglie: quelli che amplificano il loro strumento esclusivamente mettendo di fronte al proprio strumento un microfono (come dar loro torto?); e quelli che invece si dedicano alla praticità, installando un sistema di amplificazione (come dar torto a loro, d’altra parte?). Ma essere pratici non sempre significa rinunciare alla qualità del suono. Molte importanti aziende hanno studiato una miriade di soluzioni per aiutare noi chitarristi. In questo caso, invece, l’idea parte da una persona che progetta una cosa per risolvere, prima di tutto, un problema personale; ed è chiaro che mette in gioco tutte le energie e la cura del caso. È quello che ha fatto Stefano Bersan nel progettare e brevettare (brevetto d’invenzione) il MiniSteve Acousticwood Magnetic Pickup.

Come accade per una donna, la prima cosa che attira è la bellezza: è per questa che ti giri a guardarla, per poi sperare di poter approfondire e scoprire anche tutto il resto… Così accade con il MiniSteve, ti fermi a guardarlo perché è bello: è costruito completamente in legno, strizzando così l’occhio anche all’ecologia (che, di questi tempi, male non fa); anzi, per essere precisi, è costruito in tre diverse varianti con tre diverse essenze: acero, mogano e noce. Il taglio dei legni è preciso e pulito, viene effettuato con macchine di precisione, mentre le bobine sono avvolte completamente a mano.

Chiacchierando con Stefano, ovviamente, chiedo se la motivazione della scelta di costruirlo con diversi legni fosse legata solo a una questione estetica, oppure se ci fosse dell’altro sotto. A suo dire i pickup offrono una diversa risposta in termini timbrici. Non ci credo! È un pickup magnetico, è impossibile. Ma siamo in fiera, quindi con il frastuono che c’è e soprattutto non avendo i miei ‘ferri del mestiere’, non posso confermare e neppure smentire. Ecco allora che Stefano, in tutto il suo candore misto a entusiasmo, mi dice: «Che problema c’è? Eccoli tutti e tre, portali a casa e provali con calma!»

Ero scettico sulle differenze timbriche, molto scettico. Quindi, arrivato a casa, prendo la mia chitarra, monto il primo pickup (in acero) e ci suono un po’, con tanto di sorriso sghignazzante… Dietro suggerimento di Stefano, regolo un po’ le espansioni polari fino a trovare la distanza ideale dalle varie corde. OK, adesso tocca agli altri. Copio la configurazione dei magneti al neodimio e monto il pickup in mogano. Comincio a suonare qualche accordo, un brano di Jerry Reed, qualche notina per giocare. Smonto il secondo pickup e monto l’ultima versione in noce: nel frattempo il sorriso sghignazzante è scomparso… Stessi brani di prima: insomma, per farla breve, ho dovuto ricredermi! Stefano aveva ragione, le differenze ci sono. Sia chiaro, non cambiano il timbro in modo radicale: si tratta di sfumature, di colori che assume il suono (a parte i colori, peraltro bellissimi, dei vari legni). E come se non bastasse, decido anche che quello in noce è il mio preferito.

Il pickup suona benissimo. Ottima la trasparenza sulle corde rivestite, senza però rinunciare a un suono bello corposo. Sui cantini si fa sentire un po’ l’effetto elettrico, ma regolando la distanza delle espansioni polari tutto migliora (è un’operazione che richiede solo una brugola e giusto il tempo di trovare il suono che più ci aggrada).

Non dimentichiamoci di avere a che fare con un pickup magnetico che, in quanto tale, ha determinate caratteristiche dalle quali non si può prescindere. A tale riguardo c’è da dire una cosa importantissima: il sistema può essere completato con un microfono Electret che viene montato su un apposito supporto – studiato e brevettato da Stefano, giusto per non lasciare niente al caso – e da un preamplificatore in classe A, alimentato da batterie ricaricabili tramite USB, grazie al quale si può regolare il mix tra i segnali provenienti dal magnetico e dal microfono. Inoltre, grazie a un EQ semiparametrico a una banda, si può intervenire sulle frequenze medie, indipendentemente sia sul microfono che sul pickup. Il pensiero è quello di ‘prendere’ il corpo del suono con il pickup e i dettagli con il microfono posizionato all’interno della cassa di risonanza. La prova del sistema completo la faremo prossimamente con un altro test dedicato.

Stefano Bersan sta impiegando in questo progetto ogni sua risorsa, e non parlo solo in termini economici. È riuscito a creare un prodotto ecologico, di grande qualità, con tutta la cura del caso, che sicuramente sarà in grado di soddisfare molte nostre esigenze, soprattuto in ambito live. Vale di certo la pena andare a provarlo, si potrà trova praticamente in ogni fiera in programma. E poi è bello, molto bello.

Giuseppe Tropeano

Alcuni dati tecnici

Magnete: neodimio

Struttura del pickup: interamente in legno ‘acustico’ massello

Doppia bobina: RCC = 5.3 k𝜴 a 20°C

Diametro espansioni polari: 5 mm.

Lunghezze espansioni polari: 20, 25, 30 mm

V out : 23 mV

Peso complessivo: circa 65-70 grammi

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