Matteo Crugnola “Nunc”

Nunc, otto composizioni originali per chitarra solista. Questo album introspettivo ritrae gli anni più recenti della vita di Matteo Crugnola, visti dall’intimità della chitarra, lo strumento che lo accompagna da sempre.

Dopo il disco d’esordio del 2011, Espiro, che abbiamo recensito a giugno del 2013, Matteo ha proseguito nel suo percorso di ricerca attraverso un melting pot di suoni dall’Africa e dall’Europa con Kalibé – La danse d’Harmattan sempre del 2011 (recensito a febbraio del 2014), con Indaba del 2013 (recensito a settembre del 2013) attraverso musiche del mondo in un connubio di chitarra fingerstyle e voci; e ancora con Kalibé – Mãe da Lua nel 2017, in collaborazione con la poetessa, cantante, musicista brasiliana Mãe da Lua.

In quest’ultimo Nunc troviamo una sintesi delle esperienze precedenti, condensata in un suono ancestrale e colto insieme, grazie a un uso molto articolato ma fluido di varie tecniche di chitarra moderna fingerstyle, in cui Crugnola è un maestro. Aperture di taglio etnico fuse con armonie sofisticate di stampo più colto e moderno – molto bello il ricorso agli armonici artificiali, ai diversi piani delle dinamiche e alla percussione – conferiscono eleganza sonora e profondità di messaggio artistico a tutti i brani. In particolare, “Serengeti”, “Miro”, “Mediterraneo” e “Buenas noches, Maripli”, un tango intriso di grazia, i brani che ci hanno più colpito. Infine, il missaggio e la masterizzazione ad opera di Pino Forastiere contribuiscono non poco alla bellezza dei suoni.

Gabriele Longo

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