Malosco 2018 con Franco Morone 

(di Claudio Infriccioli) – Cosa spinge persone molto diverse tra loro a iniziare e poi coltivare la stessa passione? Ricordo che a nove anni, quando mia madre mi chiese quale strumento musicale mi sarebbe piaciuto suonare, senza alcuna esitazione risposi: la chitarra! Come a indicare un bisogno inconsapevole e ancestrale di pizzicare questo meraviglioso strumento. Dopo i miei primi studi classici ho scoperto il fantastico mondo del fingerstyle, conoscendo appassionati con diverse motivazioni, ma tutti con il desiderio istintivo di misurarsi con uno strumento che regala bellissime emozioni e produce suoni così intimi e ricercati. Il fingerstyle, attraverso una tecnica variegata e straordinaria, sembra far risaltare ancora di più le diverse abilità dei chitarristi. Per questo i workshop rappresentano momenti di incontro importanti per il confronto e l’arricchimento personale. In questo articolo desidero raccontare la mia esperienza vissuta nel workshop annuale di Franco Morone, indiscusso punto di riferimento della chitarra acustica in Italia e all’estero. Dal 1991 Franco organizza appuntamenti di studio e i suoi corsi sono frequentati da appassionati provenienti da paesi diversi. Solo tra gli italiani citiamo nomi che in passato hanno frequentato i suoi corsi e oggi svolgono attività professionale: Sergio Altamura, Roberto Dalla Vecchia, Luca Francioso, Paolo Sereno, Andrea Varnier, Emanuele Grafitti e molti altri di una lunga lista. Diversi gli appassionati di chitarra che si sono conosciuti in questi meeting estivi stringendo solide amicizie. Per questo vale la pena citare lo stesso Franco che sintetizza felicemente l’importanza di ritrovarsi insieme: «Gli appuntamenti estivi a Dulcamara, un agriturismo immerso tra i calanchi della provincia di Bologna, iniziarono come veri laboratori per lo studio della chitarra, i primi workshop estivi in Italia! I percorsi didattici erano originali e riferiti a quello che tutti noi sentivamo come un nuovo repertorio per la chitarra acustica. Si condivideva un forte entusiasmo per il modo diverso di trasmettere e di insegnare musica. I primi dieci anni di Dulcamara furono un’esperienza unica, che contribuì a individuare nuovi argomenti e modalità didattiche necessarie alla crescita dei singoli e del gruppo. In pochi giorni i partecipanti raccoglievano materiale ed esperienze utili per un anno di studi e, oltre a ciò, si ricaricavano al massimo le batterie della nostra passione!» (www.acousticguitarworkshops.com)

Dopo una decina di anni il workshop si è spostato in altri paesi dell’Emilia, poi in Umbria e infine a Malosco. Questo incantevole paesino della Val di Non, in provincia di Trento, ogni anno a fine luglio diventa la cornice ideale per una settimana di studio e di apprendimento. Il tutto reso ancora più piacevole dalla frescura e dalla tranquillità estiva della montagna e dei boschi. Quelli che seguono sono appunti della mia personale esperienza di Malosco 2018, che ha avuto luogo dal 24 al 29 luglio, e attraverso di essi mi auguro di comunicare tutta la ricchezza e la magia di un’esperienza unica e indimenticabile.

La location, il clima e gli allievi

La location del workshop di Malosco, quest’anno giunto alla XII edizione, è veramente ideale per chi desidera, come dice Franco, «ricaricare le batterie della propria passione». Essendo La Casa Alpina una struttura alberghiera immersa nel bosco, risulta il posto ideale per una full immersion. L’impressione è stata da subito quella di vivere un clima di grande accoglienza. Franco e Raffaella mettono subito a loro agio i partecipanti per affrontare il percorso didattico che si svolgerà da lì a breve. Da subito il gruppo rivela grande entusiasmo e disponibilità: ognuno è libero di vivere la sua esperienza in relazione ai propri tempi e alle proprie attitudini. Quest’anno gli iscritti, numerosi, provengono dall’Italia, dalla Germania, dalla Gran Bretagna, dall’Irlanda e dagli Stati Uniti. L’età dei partecipanti è molto diversificata, dalla mascotte del gruppo, un chitarrista tedesco di quindici anni, fino ai quasi settant’anni del chitarrista statunitense. Un cenno meritano anche i singoli percorsi di formazione dei partecipanti, che confermano il potere inclusivo della chitarra acustica, da sempre capace di coinvolgere appassionati che seguono generi musicali diversi. Tra i partecipanti una insegnante di chitarra classica diplomata al conservatorio, che testimonia la presenza di chi ha acquisito una competenza specifica e riconosciuta, ma desidera mettersi in gioco e confrontarsi con tecniche diverse. Poi ci sono chitarristi con percorsi musicali più o meno lunghi e articolati alle spalle, che assieme ai meno esperti formano un gruppo compatto alla ricerca di nuovi stimoli nella prosecuzione di un percorso avviato.

Le lezioni collettive

La formula didattica del seminario di Malosco propone un programma organizzato con lezioni collettive e individuali. Le lezioni collettive durante i quattro giorni hanno i seguenti obbiettivi:

1. Migliorare e quanto più possibile velocizzare la lettura delle due notazioni (pentagramma e intavolatura).

2. Correggere eventuali difetti di impostazione, di tocco e metronomo attraverso l’esecuzione di scale e linee melodiche eseguite con stili e modalità diverse (scale maggiori, minori, blues, pentatoniche).

3. Completare la conoscenza dell’armonia, degli accordi e delle relative progressioni presenti nei brani di studio.

4. Esempi suonati di varie tecniche fingerstyle utilizzate nelle composizioni più significative del repertorio.

Le lezioni collettive sono svolte seguendo la dispensa del seminario preparata da Franco per i partecipanti, ricca di contenuti oltre quelli dei quattro punti citati. Non mancano esercizi relativi agli intervalli e alle scale, frasi in stile blues, jazz, celtico e così via. Alla fine del testo un paio di standard inediti, “Smile” e “Georgia on My Mind”. Nel corso delle lezioni le singole pagine della dispensa sono riportate sullo schermo da un proiettore, per rendere lo studio più chiaro e comprensibile. Gli incontri sono vissuti con grande partecipazione e coinvolgono in modo interattivo gli allievi, sia nell’esecuzione ritmica che nell’armonizzazione. In particolare è bellissima l’esecuzione collettiva in diretta di “Don’t Know Why” di Norah Jones, e poi è anche molto istruttivo ripercorrere alcuni brani di Franco con spiegazioni esaustive circa le scelte ritmiche, armoniche e tecniche utilizzate.

Le lezioni individuali

Le lezioni individuali sono organizzate in base alle specifiche esigenze dell’allievo, tenendo conto del suo livello di esperienza. Altri iscritti, se desiderano, possono partecipare come uditori, previo consenso dell’interessato. Assistere a una lezione con Franco è un momento di grande interesse sia per gli allievi che per gli uditori, in una logica di reale e proficuo interscambio. Un aspetto sorprendente di Franco non è infatti soltanto la sua capacità e generosità nel trasmettere le proprie conoscenze e la propria esperienza in campo musicale, ma anche la sua attitudine a entrare in empatia con l’interlocutore, attraverso un reale interesse al percorso dell’allievo. Entrambi infatti impiegano proficuamente il tempo dedicato all’apprendimento in un clima di partecipazione. Sembrano frasi fatte, ma basta vivere l’esperienza di un corso con Franco per rendersi conto della concretezza di quanto detto.

Anche nelle lezioni individuali si apprezza la grande capacità didattica e di sintesi di Franco: in due ore di lezione riesce a dare il massimo consigliando il modo di superare eventuali lacune, in particolare come migliorare il suono, il senso del ritmo, la propria musicalità e cosi via.

Prove serali per il concerto dei partecipanti.

Altra esperienza fondamentale e insostituibile del corso è quella delle prove serali per il concerto del venerdì. Tutti i partecipanti suonano insieme dimostrando buone capacità e attitudini sia dal punto di vista ritmico che della esecuzione. Bello ritrovarsi in una vera orchestra di chitarre sotto la sapiente regia di Franco! Tutti sono già abbastanza preparati visto che i PDF con la musica e l’intavolatura sono stati già inviati prima del corso. Questo ha reso possibile curare i dettagli dell’esecuzione. I partecipanti che per varie ragioni non avevano potuto prepararsi in tempo hanno ricevuto lezioni di recupero da Raffaella Luna. A Raffaella spetta veramente una nota di merito, visto che si è presa anche cura di organizzare le lezioni svolte da Franco, assisterlo durante il corso e infine partecipare con successo ai due concerti; senz’altro una presenza preziosa e insostituibile.

Suonare in gruppo è un’opportunità non facile da trovare oggi, un’esperienza che dà a tutti la possibilità di vivere la chitarra in maniera più completa, non soltanto come strumento solista. In questa ottica, tra una lezione e l’altra sono stati lasciati tempi utili alle occasioni di incontro tra i partecipanti, che hanno così preparato oltre ai loro brani singoli anche esecuzioni in duo, trio e quintetto. Certamente i bellissimi spazi offerti dalla Casa Alpina, come il prato attrezzato con panchine, sedie, gazebo e tavoli, hanno reso agevoli oltre che piacevoli tutte le prove per il concerto.

Il concerto degli allievi

Una delle proposte più stimolanti e caratterizzanti del workshop di Franco è rappresentato dal concerto degli allievi. Un evento organizzato nel Centro Civico di Malosco e inserito nella programmazione estiva dei comuni della Val di Non. L’evento è divenuto ormai un appuntamento imperdibile non solo per i turisti soggiornanti in zona, ma anche per gli stessi abitanti di Malosco e dei paesi limitrofi. Importante dire che grazie al concerto dei partecipanti, sostenuto dal comune di Malosco, il costo del seminario risulta più accessibile e questo soprattutto per l’impegno e il lavoro dei partecipanti stessi. Poi certamente l’emozione di suonare in concerto fa miracoli! Tutti, per merito di questa forte motivazione, si impegnano a migliorare le proprie esecuzioni. Durante il concerto ognuno esegue uno o due brani con piena libertà di scelta. Il suggerimento di Franco è quello di non emozionarsi troppo, perché può succedere di perdere un dieci-quindici per cento di qualità della propria esecuzione, e a volte anche di più. Poi il consiglio finale per tutti è quello di scegliere brani non troppo impegnativi, e una volta sul palco far prevalere la voglia di suonare anziché quella poco produttiva di mettersi in mostra. Dopo i singoli è la volta dei duetti, trii e quintetti, che si alternano con successo prima dell’esecuzione dell’orchestra con tutti i partecipanti. Sia gli interventi solistici, sia quelli in ensemble creati per l’occasione rendono particolarmente bella e interessante la serata. Si suonano blues, gospel, canzoni cantate e brani strumentali. Particolarmente emozionante è stato il finale del concerto con i quattro brani suonati dalla nostra orchestra: “Music for a Found Guitar Orchestra” (il brano della Penguin Cafe Orchestra “Music for a Found Harmonium”, rivisitato anche nel titolo per l’occasione); “My Grandfather’s Clock”, un tradizionale americano tratto dal libro di Franco My Acoustic Blues Guitar – Metodo di chitarra blues; poi “Le meglio storie con la mia chitarra”, composta da Franco e inserita nella raccolta Basic Fingerstyle Guitar; e per finire “Luna’s Blues” dedicato a Raffaella e proveniente dal repertorio dei duetti di Franco con Ulli Bögershausen. Proprio questo blues è proposto a seguito di questo articolo per condividere con i lettori la musica che si ‘respirava’ a Malosco. Per tutti i chitarristi è stato gratificante aver offerto una bella prova di fronte al pubblico ed essere stati particolarmente soddisfatti della propria esecuzione, del timing e delle singole parti, assoli inclusi!

Il concerto di Franco

È sempre un privilegio assistere a un concerto di Franco, in programma nella serata finale del corso, anche per chi, come me, lo ha già sentito suonare in diverse altre occasioni. Se, infatti, un’esibizione musicale dal vivo può comunicare emozioni agli spettatori, la chitarra di Franco regala qualcosa di più: le sue note sono un concentrato di energia, passione e poesia, linfa vitale per un pubblico di chitarristi. Per gli allievi, inoltre, ascoltare un maestro nella concretezza e bellezza di un concerto è un utile completamento del percorso didattico, e spiega più e meglio di ogni altro discorso teorico le capacità e le risorse personali utilizzate sul palco da parte del chitarrista. A parte queste considerazioni ‘didattiche’, Franco anche in questa occasione si è speso in un’altra memorabile serata, ripercorrendo con grande maestria e intensità il suo repertorio, spaziando dalla musica celtica a quella tradizionale italiana, dal blues al jazz fino a brani con nuove sonorità in grado di coinvolgere lo spettatore con le sue bellissime melodie.

Conclusioni

Anche se le nuove tecnologie informatiche offrono strumenti di confronto e di apprendimento impensabili solo qualche anno fa, ritengo che per gli appassionati di chitarra sia di fondamentale importanza avere un incontro di persona con un insegnante e altri musicisti appassionati. In questo senso il workshop estivo di Malosco è stata un’occasione importante che ha regalato a tutti momenti di crescita e di confronto impagabili. L’organizzazione delle giornate e il percorso didattico sono stati sicuramente vincenti, superando le aspettative di ognuno. Da questo punto di vista per me e per gli altri partecipanti l’obiettivo è stato raggiunto, visto l’entusiasmo e il desiderio di apprendere e migliorare trasmessi da Franco Morone!

Claudio Infriccioli

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