Larrivée L-10E e D-40R

(di Mario Giovannini) Come abbiamo sentito direttamente da Jean Larrivée nelle pagine precedenti (se ancora non avete letto l’intervista… cosa aspettate?), Larrivée è un ‘affare di famiglia’ e nell’azienda lavorano, oltre alla moglie, anche i suoi figli. Così il confronto tra le chitarre ricevute in prova è, in un certo senso, anche ‘generazionale’. La serie L è un progetto originale di Jean che, sia pur non recentissimo (risale al 1971), è sicuramente innovativo e ha dimostrato in quasi cinquant’anni di onorato servizio tutta la sua validità. La serie 40, invece, è stata fortemente voluta dal figlio Matthew e rappresenta una sorta di ritorno alle caratteristiche più ‘pure’ dell’archetipo della chitarra. Padre innovatore e figlio conservatore a confronto quindi… e vediamo come è andata finire.

L-10E

Lo shape del corpo della serie L è quello originale Larrivée, una sorta di parlor con gli steroidi o… una OM con il culo grosso, se preferite. La L-10 è il livello top della serie, con finiture e materiali di altissimo livello. La tavola armonica è in abete Sitka canadese figurato, con fibre molto compatte e lineari. Fasce e fondo sono in palissandro, tutto rigorosamente massello. Le giunzioni della cassa sono ornate con un binding in pearloid sul fronte e in acero sul retro, mentre sul manico – realizzato in un solo pezzo di mogano – sale una bordatura in ivoroid. La rosetta della buca è ornata da un filetto in abalone, che richiama le volute riportate sia sul ponte che sulla tastiera, entrambe in ebano. La finitura è lucida, realizzata in maniera perfetta. La paletta, impiallacciata in ebano, riporta il logo della casa, sempre in abalone, e un filetto color avorio che richiama il binding del manico. Le meccaniche sono Grover cromate, dal funzionamento ineccepibile. Un battipenna tartarugato completa il look dello strumento che, nel complesso, sembra aver centrato quel giusto compromesso – cui Jean fa riferimento nell’intervista – tra gusto ‘europeo’ per finiture lineari e minimali e quello più ‘americano’, sempre alla ricerca di madreperla e pearloid.

La realizzazione dello strumento è assolutamente impeccabile, praticamente perfetta. Ficcando il naso nella buca non si vedono imperfezioni di sorta, ma non si può fare a meno di notare il sistema di amplificazione iMix della L.R. Baggs montato su questo modello. I controlli di tono e volume sono installati nella parte superiore della buca, ma la basetta del pre ha una serie di trimmer settabili a piacere, che permettono una serie di interventi piuttosto radicali sulla resa finale. A breve andremo a vedere nel dettaglio.

Una volta imbracciata, la chitarra è molto comoda e bilanciata. Il setup è ottimo, le corde nuove… difficile chiedere di più! Il suono è rotondo, profondo e corposo. L’attacco pronto e veloce, il sustain quasi prossimo all’infinito, con una punta di ottimo riverbero naturale. Volume e dinamica in abbondanza, non manca nulla. I bassi, in particolare, sono definiti e potenti, senza mai essere troppo invadenti. I cantini sono presenti e definiti, molto melodici e facili da mettere in evidenza. Si dice spesso che la chitarra non fa il chitarrista… vero. Ma strumenti come questo sono davvero in grado di tirare fuori il meglio di ciascuno, vista la facilità con cui si ottengono suoni rifiniti ed equilibrati. Uno strumento eccellente, estremamente versatile anche se, bisogna dirlo, suonato con le dita dà veramente il suo meglio.

L’iMix della Baggs, in questo ‘contesto’, ci fa oggettivamente un figurone. Composto da due rilevatori, l’Element e l’iBeam, unisce il meglio dei due sistemi (che sono in vendita anche separatamente, ovviamente) con un controllo di mix – attraverso dei trimmer modificabili con un cacciavite a stella direttamente dalla buca della chitarra – che permette di personalizzare i tagli su bassi e medi, oltre al livello di gain, e di splittare l’uscita in stereo. Quindi un sistema piuttosto evoluto (del resto non è esattamente economico) che, con pochi aggiustamenti, permette davvero di ottenere un’ottima resa.

D-40R

Tale padre, tale figlio. Almeno nei livelli di qualità e di finitura dello strumento. La dreadnought progettata da Matthew Larrivée rispecchia appieno i canoni della casa per materiali e livello di finiture. Anche in questo caso, anche se come fascia di prezzo siamo decisamente più in basso, troviamo tutti legni masselli e una finitura ineccepibile. La tavola è in abete Sitka, fasce e fondo sono in palissandro indiano, con giunzioni della cassa e tastiera ornate da un binding in acero. La finitura herringbone, presente sia sul piano armonico che nell’ornamento della rosetta, suggerisce la presenza di un sistema di catenature alleggerito. Per la precisione si tratta dello Scalloped Parabolic Hybrid System, basato sul classico progetto a X, ma con sagomatura e intonazione realizzati a mano su ogni singolo strumento. Il manico è realizzato in pezzo unico di mogano, con tastiera in ebano, in match con il ponte. I dot sulla tastiera sono in pearloid, a forma romboidale. La paletta, che abbandona la consueta forma arrotondata a favore di un design più tradizionale e squadrato, è ricoperta in palissandro e monta meccaniche Grover open-back che, oltre a funzionare alla perfezione, si intonano a meraviglia con il look Martin style dello strumento. La finitura dello strumento è satinata e, nel complesso, il design appare essenziale ma non per questo meno elegante, anzi.

Una volta imbracciata, la chitarra è leggera, ben bilanciata e comoda, anche per le dimensioni della cassa non eccessive. Pure in questo caso è da segnalare un setup praticamente perfetto con corde nuove. Malgrado personalmente non ami particolarmente le dimensioni standard dei manici delle dread, attorno ai 44 mm, devo ammettere di non aver fatto nessuna fatica a fare amicizia con la D-40. Anzi! Il suono è una bomba. Imponente, grosso e corposo, ricco di volume e dinamica. Le basse sono da dread dura e pura, ma i cantini non spariscono, tutt’altro. Sono ben definiti e presenti, e quanto a sustain è una bella sfida con la L-10.

Una chitarra dal look tradizionale e dal suono estremamente moderno e attuale, con cui si può suonare davvero di tutto.

Conclusioni

La chitarra scorre potente nella famiglia Larrivée. Jean può dormire tranquillo, il futuro della sua ‘creatura’ è assicurato anche per le generazioni a venire. Bel lavoro Matthew!

mario.giovannini@chitarra-acustica.net

Scheda tecnica

Larrivée L-10E

Importatore: Aramini Strumenti Musicali Srl – Via XXV aprile, 36 – Cadriano di Granarolo (BO)

info@aramini.net

Top e catene: abete canadese figurato

Fasce e fondo: palissandro

Manico: mogano

Tastiera: ebano

Ponte: ebano

Binding: acero

Meccaniche: Grover

Amplificazione: L.R. Baggs iMix

Larghezza al capotasto: 46 mm

Distanza MI-mi al ponte: 58 mm

Scala: 650 mm

Tasti: 21

Prezzo: € 5050 (IVA inclusa)

 

Scheda tecnica

Larrivée D-40R

Importatore: Aramini Strumenti Musicali Srl – Via XXV aprile, 36 – Cadriano di Granarolo (BO)

info@aramini.net

Top e catene: abete canadese figurato

Fasce e fondo: palissandro

Manico: mogano

Tastiera: ebano

Ponte: ebano

Binding: acero

Meccaniche: Grover open-back

Amplificazione: no

Larghezza al capotasto: 44 mm

Distanza MI-mi al ponte: 54 mm

Scala: 650 mm

Tasti: 21

Prezzo: € 2390 (IVA inclusa)

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