Eko modello Marco Polo MM

«Prima di occuparci di questo piccolo gioiello di casa Eko» – è così che Marco Manusso apre il suo articolo – ne approfitto per salutare con estrema gioia il suo contributo per la nostra rivista, che spero sia il primo di una lunga serie. Non sono sicuro che gli farà piacere se lo scrivo, ma i suoi articoli su Chitarre, che leggevo da ragazzino, hanno contribuito in maniera significativa alla mia scelta di intraprendere questa professione.

Il mese scorso abbiamo testato l’altra versione della Marco Polo, con la tavola in abete, e la prova on the road di Marco ben completa l’esame di questa interessante creatura. (m.g.)

Marco Polo è tornato: la Eko è andata a cercarlo in Cina… e lo ha trovato!

(di Marco Manusso) Prima di occuparci di questo piccolo gioiello di casa Eko, dedicato ai chitarristi che viaggiano, vorrei spendere due parole (forse di più) per esprimere la gioia di poter nuovamente scrivere di chitarre – dopo qualche anno di militanza (solo… ventiquattro!) con il mitico mensile Chitarre – sulla rivista Chitarra Acustica, grazie ovviamente al rapporto di stima reciproca con Andrea Carpi.

E torniamo alla bimba, che ci guarda sorniona dal suo elegantissimo fodero con tanto di scritta ‘Marco Polo’, cerniere waterproof e doppie tracolle regolabili. Ma, prima di tutto, sentiamo che cosa ci racconta il ‘maestro d’ascia’ Roberto Fontanot:

«Quando abbiamo pensato a un catalogo di strumenti per la Cina, dove il marchio Eko degli anni ’60 era pressoché sconosciuto, è stato quasi ovvio che i prodotti dovessero essere di design e di qualità, per rappresentare al meglio lo stile italiano. Così, quando ho pensato a una chitarra piccola e portatile per il musicista che viaggia, è stata quasi ovvia l’associazione d’idee tra la Cina e Marco Polo. E, per sottolineare questo, ho pensato di incidere il termine ‘viaggiatore’ in tutte le lingue intorno alla buca.

Una volta decisa la forma dello strumento e la scala da 610 millimetri, inizialmente lo abbiamo costruito con la tavola armonica in abete italiano, che personalmente trovo superiore al Sitka. Però, dato che ho sempre avuto la passione per le chitarre degli anni ’30 tutte in mogano, non ho resistito all’idea di provare a costruirne una completamente di mogano. E il risultato sulla è stato veramente soddisfacente. Siamo anche riusciti a mantenere un prezzo competitivo nonostante la chitarra sia in legno massello, mentre quelle della stessa fascia di prezzo sono in laminato. E bisogna anche aggiungere che sulla Marco Polo è installato il Fishman Flex Plus, che è il top di gamma di questo brand. Per quanto riguarda la custodia, ho pensato di costruire un vero e proprio fodero per ‘viaggiatori’, con tanto di materiale idrorepellente e cerniere a tenuta stagna.»

Ora, dopo le parole del mastro liutaio, passiamo al test vero e proprio.

Premessa: il test in questo caso è stato lungo e accurato, dato che la suddetta ‘signorina’ mi ha accompagnato in giro per l’Italia, dalle montagne della Valle d’Aosta alle spiagge assolate della Sardegna, dai navigli di Milano alle fattorie del cremonese, e non ha fatto distinzione se la location fosse quella unplugged di un lettino sotto l’ombrellone, o quella plugged del palco romano del Big Mama…

Del corpo abbiamo già parlato. Le meccaniche Grover open gear dorate aggiungono un tocco vintage alla paletta, anch’essa in mogano (lamina), e i tre bottoni del sistema Fishman di amplificazione si fanno appena notare sulla fascia superiore, senza quindi smorzare il look ‘antico’. La paletta è sobria e le dimensioni sono rapportate a quelle della chitarra, così come il capotasto sintetico da 43 mm. La tastiera in South American Roupanà, molto compatto, non ha binding né segnaposizioni, ma diciamo che bastano quelli laterali per orientarsi sulla tastiera, molto comoda grazie al manico a profilo low C.

Il suono della Marco Polo è ovviamente rapportato alle sue dimensioni, con una predilezione per le medie frequenze, tipica del mogano. Ma la scala corta ci dà la possibilità di montare una muta di corde .013-.056, per gonfiare il suono; ed effettivamente, non appena montate, la chitarra comincia a vibrare e il suono diventa più definito.

Andiamo a cominciare: estratto lo strumento dal bellissimo fodero, la prima sensazione è quella del ridotto ingombro, ovvero la chitarra è piccola e, come tutte le chitarre di dimensioni ridotte, la sua ergonomia ben si adatta all’esecutore. È quindi comoda da ‘indossare’, al contrario delle ‘culone’ jumbo dove spesso sembriamo dei panda abbracciati a un albero…

Fondo, fasce e top in mogano verniciato a poro aperto sono molto accattivanti, e il look richiama inevitabilmente le chitarre ‘povere’, ma con un fascino molto bluesy, degli anni della grande depressione americana del 1929. A dispetto della suddetta depressione, la Marco Polo è esattamente quello che ci vuole per combattere la ‘depressione’: una chitarra sempre a portata di mano, a portata d’ispirazione o di creatività. Queste funzioni sono state espletate dalla signorina in causa con estrema cura e dedizione.

Con le .013 la chitarra ingrossa la voce, senza che la comodità dell’action venga disturbata dal diametro maggiorato; anzi, la scala corta dello strumento permette di montare corde ‘robuste’ senza problemi di scomodità esecutiva.

Grazie alla Eko che mi ha fornito con largo anticipo la chitarra, ho potuto ‘convivere’ con la piccola nelle location più disparate. Sulla spiaggia la chitarra sembra dare il meglio di sé: aspetta diligentemente sotto l’ombrellone il momento più ‘creativo’. Ovvero, quando nel tardo pomeriggio la spiaggia comincia a perdere gli elementi di disturbo e ci si può godere il fresco (e la tranquillità) sul lettino imbracciando la Marco Polo… la creatività è assicurata!

Tra le montagne il fodero a zaino pesa poco e permette di salire agilmente per i sentieri, fino a raggiungere il più vicino falò dove esibirci coralmente ne “La canzone del sole” (brano chiave per evitare di essere buttati tra le fiamme del falò). Ma il meglio è stato raggiunto a bordo del traghetto, dove la noia della traversata viene attenuata o scompare totalmente.

Insomma, la Marco Polo passa con estrema facilità dal bagagliaio di qualsiasi city car al posto del passeggero sullo scooter… Non inquina, tiene compagnia, non ingombra, ma soprattutto è sempre presente quando arriva l’ispirazione… e non è poco.

Marco Manusso

Scheda tecnica

Eko Marco Polo MM

Tipo: chitarra acustica elettrificata

Distributore: Eko Music Group – Via Oliviero Pigini, 8 – Zona Industriale Aneto – 62010 Montelupone (MC)

www.ekomusicgroup.com

Corpo: Mini 018J

Top: mogano massello

Fondo e fasce: mogano massello

Manico: mogano (profilo low C)

Capotasto: 43 mm

Tastiera e ponte: South American Roupanà

Scala: 610 mm

Meccaniche: open gear vintage

Elettronica: Fishman Flex Plus

Prezzo: € 549 (IVA inclusa)

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