È online “Chitarra Acustica” n. 10/2018

È online il numero 10/2018 di Chitarra Acustica, di cui potete leggere l’editoriale di presentazione e che potete sfogliare, scaricare o richiedere nella sua versione cartacea su fingerpickingshop.com o nei migliori negozi di strumenti musicali.

La musica è di tutti?

La musica è di tutti, è un bene prezioso e va condiviso.

Perché negare a un ragazzo l’emozione del palco, il fascino delle luci, l’ebbrezza della fama? Preferire quello più bravo è discriminante. La musica è arte, va condivisa senza discriminazioni. Il palco deve essere accessibile a tutti, non solo a chi ha studiato per anni rovinandosi vita e mani sulla tastiera. Otto, dieci, dodici ore di studio giornaliero non possono evirare un diritto, ignorando l’altro, il meno fortunato o diligente (anche la disciplina è un talento e non tutti ne godono), per far spazio alla propria vanità e smania di protagonismo. E sì, perché se sali sul palco e mostri la tua arte sei solo un vanitoso. Chissà quanti poveri ragazzi, impegnati venti ore al giorno con Facebook, soffrono questo dominio! Se avessero tempo e potessero studiare sarebbero anche più bravi di te, molto di più. Questo basta a dar loro il diritto di lamentarsi e il diritto di esibirsi. E che nessuno osi criticare pena la gogna mediatica…

Sto imparando a fatica che i sacrifici contano poco, servono solo a creare maggiore distanza tra te e chi pretende di essere come te, ma saltando le tappe che ti hanno portato al tuo traguardo.

Una volta nella mia scuola, alle elementari, ingiustamente e senza nessun rispetto verso etica e morale, gli studenti ‘disattenti’ venivano messi in castigo dietro la lavagna e provavano grande senso di vergogna per questa umiliazione. Oggi vanno aiutati e capiti, compresi, non sono loro che sono ‘lenti’, sono gli altri che vanno troppo veloci.

Dal Grande Fratello in poi la rivoluzione sociale finalmente ha messo le cose a posto. Tutti possono, tutti devono, tutti proprio tutti, non solo quelli che hanno studiato, che quasi sempre sono solo i raccomandati o quelli che hanno i genitori facoltosi…

«Ah, se solo avessi tempo, ma ora Instagram mi impegna ancor più di Facebook!» Così mi minaccia un ragazzo incontrato al termine di un mio concerto: comprendo, nessuno può permettersi di assentarsi un solo istante dal dialogo social. Chissà cosa penserebbero gli altri, che non conosci, ma che esistono e sono più importanti di quelli che conosci e che ti stanno intorno?

Così anche la povertà è diventata solo un fastidio, un ‘inghippo’. Ma la soluzione è semplice, basta dividere la ricchezza e incrementare il debito, perché tutti siano autosufficienti in questo mondo di vanitosi, brutti e cattivi.

Il mio vicino di casa adora WhatsApp, anche se è un po’ deluso dal fatto cha abbiano tolto il limite dei 160 caratteri. A lui bastavano e gli permettevano di essere immediato, sintetico e veloce come il suo geniale pensiero: «TVBCVDAS» (ti voglio bene ci vediamo domani a scuola). Ecco, proprio lui avrà diritto al suo sussidio e finalmente potrà comprare una chitarra ed è pronto a sfidarmi. Vuole mostrarmi di cosa è capace con lo strumento giusto e costoso, perché è la chitarra che fa il suono; ignorando che ormai da tempo uso solo una chitarra da duecento euro. Era forse questa la decrescita felice?

Intanto, nell’attesa che tutto ciò accada, ha già organizzato l’evento: serata, inviti, locale con birre a raffica. «E la musica?» gli chiedo. Mi spiega che imparerà per tempo. D’altra parte, con tutto il casino che ci sarà e la birra che farà viaggiare a mille il pubblico, figurati che importanza può avere la musica! Onestamente però si sta impegnando, lo sento provare intanto l’inizio del concerto; nel silenzio della notte ogni tanto un urlo: «Ciao Bologna!»

Tutto il resto è noia.

Reno Brandoni

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