Dallo stornello del Sor Capanna ai Pink Floyd

(di Luigi ‘Grechi’ De Gregori) Cavalcando nel Web dalle parti dello stornello romanesco (direste mai che uno come me si interessi di queste cose? Ebbene, sì, e di molte altre al di fuori del mio genere), mi sono imbattuto in questo audio con foto: “Zara Prima – Stornelli del Sor Capanna”, con Pasquale Taraffo alla chitarra (https://youtu.be/yXnYGLYqa2c). Non è certamente una gioia per le orecchie, e difficilmente un chitarrista moderno può essere attratto da uno stornello nel quale, anche per via della registrazione d’epoca, non emergono particolari virtuosismi.

Però Pasquale Taraffo è stato un virtuoso chitarrista di fama mondiale. Un po’ di anni fa Beppe Gambetta ha riscoperto i suoi spartiti e li ha magistralmente eseguiti. Quindi rifacciamoci le orecchie galoppando verso “Beppe Gambetta – Sonata in La di Pasquale Taraffo” (https://youtu.be/JM3pIn-UJjE) e così capiamo, grazie anche alla maestria di Beppe, la grandezza di Taraffo come chitarrista-compositore.

Ma torniamo allo stornello romano del Sor Capanna e, se la cosa non vi interessa, saltate pure questi approfondimenti, che però a me hanno fatto capire come quell’accompagnamento in apparenza semplice e primitivo può lasciare spazio a piccoli virtuosismi. Ci troviamo così davanti a un esauriente e interessante documentario che vede come narratore Sandro Bari, appassionato di cose romanesche (e occasionalmente accompagnatore alla chitarra di Harold Bradley, al primo Folkstudio di Roma): “Sorcapanna”, https://youtu.be/2iunXQj6MQI.

E di seguito Alvaro Amici, l’ultimo grande stornellatore dei tempi più recenti, con i suoi “Stornelli maliziosi”: https://youtu.be/hoGhd_WOufE. Purtroppo oggi, a parte rare eccezioni, lo stornello romano è decaduto diventando banale e volgare e gadget da turisti.

Ma torniamo a Taraffo. La foto del nostro inizio (lui è a sinistra della cantante) lo ritrae imbracciando una chitarra-lira. Accanto a lui, seduto, un mandolinista, poi un’altra chitarra-lira e una chitarra. Taraffo era in tour con la sua orchestra ed è evidente che la bella e brava Zara Prima, con la sua presenza, dava una marcia in più ad uno spettacolo che conteneva ben altri virtuosismi rispetto allo stornello che abbiamo ascoltato. Come ad esempio questo brano di Taraffo, dove si può ascoltare bene il suo chitarrismo: “Tango”, https://youtu.be/oYsKL0Q-RX4.

A questo punto è legittima la curiosità sullo strumento, la chitarra-lira, e sulla tecnica che usava. Ci sono molte cose interessanti e molti misteri… Il prossimo approfondimento è un documentario di circa mezz’ora, “Secrets of Taraffo”, e mette in luce in maniera esauriente il perché Taraffo abbia raggiunto fama mondiale ai suoi tempi: https://youtu.be/qdvBVCHnGRo.

Ma una chitarra così è fatta solo per virtuosi come Taraffo e Gambetta? Non credo: credo che basti essere dei buoni chitarristi per affrontare i bassi in più con successo, anche in brani moderni: ed eccoci ai Pink Floyd con un arrangiamento di “Comfortably Numb” ad opera di Jamie Dupuis! (https://youtu.be/YRSlwhlTPUE)

Ed ora a me e a voi viene senz’altro voglia di mettere le mani su una siffatta chitarra… Ma, ahimè, ce ne sono poche in giro: ne ho viste solo nelle braccia di Beppe Gambetta, anzi no, non la imbracciava veramente perché poggiava su un piedistallo risonante. Se non ricordo male l’aveva costruita il liutaio Antonello Saccu. E poi, tanti anni fa al Folkstudio, ebbi l’occasione di ascoltare Riccardo Marasco, stornellatore toscano, con la sua meravigliosa modello ‘Aquila’ del grandissimo chitarrista e liutaio degli anni ’20, Luigi Mozzani. Non ne ho mai vista una di fabbrica, quindi l’unica è farsela costruire, e temo sia molto costosa. Per chi volesse – malgrado tutto – osare, c’è un sito per lui: harpguitars.net/taraffo.htm.

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