Corde Galli LS1254, RA1254 e RA1027 12

Il Made in Italy ci piace. Tanto. Se poi è di qualità, ancora meglio. Quando poi si parla di un’azienda con 130 anni (quasi) di storia alle spalle, al piacere si aggiungono attenzione, rispetto e curiosità. In Galli sono passate almeno tre generazioni di progettisti e costruttori di corde che, partiti dal budello animale, sono arrivati alle macchine a controllo numerico… Insomma, è gente che sa quello che fa. L’eredità di Tommaso Galli, il fondatore, è stata ben raccolta dai suoi successori che, negli anni, hanno sempre saputo rinnovarsi e tenere il passo con il mercato. Il lancio di una nuova serie di corde per chitarra acustica, quindi, non poteva lasciarci indifferenti. Anzi, la curiosità e l’attesa erano parecchie. Le nuove Round Wound di Galli vengono proposte in due linee: le LS, con anima esagonale e avvolgimento in fosforo bronzo, disponibili in quattro calibri per chitarra a 6 corde e uno per la 12 corde; e le RA, sempre con anima esagonale ma con avvolgimento in bronzo, disponibili in cinque calibri per chitarra a 6 corde e uno per la 12 corde. Da .010 a .013 per le Phosphor Bronze, da .010 a .014 per le Bronze, ce n’è davvero per tutti i gusti e tutte le mani. Noi, come sempre siamo stati in media res, con un test sulle 1254 che sono, probabilmente, il set più utilizzato sulla chitarra acustica. E, soprattutto, sono il diametro che il sottoscritto usa abitualmente. Vediamo nel dettaglio.

LS 1254

Il package delle corde, e questo vale per tutta la serie e tutti i diametri, è elegante, sobrio e pulito. Le confezioni sono molto simili, caratterizzando la linea, ma al tempo stesso permettendo di individuare a colpo d’occhio le varie differenze, grazie a un uso intelligente delle colorazioni delle scritte.

All’interno dello scatolotto di cartone, le corde sono impacchettate sotto vuoto in un involucro di plastica, a protezione da umidità e agenti esterni, in modo da preservarne l’integrità nel tempo. Le corde, poi, sono imbustate ancora singolarmente nella carta, con l’indicazione del diametro della corda riportato su ciascuna confezione, in caratteri ben leggibili. Anche se da parecchi punti di vista la scelta potrebbe essere discutibile, è evidente che chi ha progettato il tutto sa cosa vuol dire cambiare le corde prima di salire sul palco, magari in un angolino poco illuminato di un locale. Praticità e semplicità sono cose che si fanno sempre apprezzare.

Nessuna accortezza particolare per il montaggio, anche se personalmente preferisco sempre eliminare l’eccedenza della corda solo dopo averla portata in tensione. La sezione esagonale non ha gli stessi problemi di quella rotonda, che rischierebbe il danneggiamento, ma mi sembra una regola ‘sana’ da seguire in ogni caso. Se sono montate bene, le LS vanno immediatamente in accordatura e ci restano. Non per modo di dire, ci restano proprio. È stato necessario un piccolo ritocco dopo una mezz’ora, poi più nulla. Altro dettaglio importante, se si sta per salire su un palco. Malgrado la tensione complessiva sia piuttosto robusta, attorno ai 75 kg, il feeling che se ne ricava di primo acchito è ottimo, il manico risulta morbido e confortevole.

Dal punto di vista sonoro, sono le fosforo/bronzo meno fosforo/bronzo mai provate. Personalmente è un genere di lega che non apprezzo molto, con un suono solitamente molto squillante… niente di tutto questo. Le LS hanno una corposità notevole, rotonde sui cantini e soprattutto corpose sui bassi. Questi ultimi, in particolare, inizialmente sembrano tirare leggermente indietro, un po’ fermi sulla fondamentale. In realtà nell’insieme risultano ben presenti, ma al tempo stesso dosati nel mix finale in maniera perfetta. Sono corde ideali per il fingerstyle, magari vecchia maniera con il palmo della destra appoggiato al ponte. Non vi deluderanno.

RA 1254

Confezione, caratteristiche costruttive e qualitative sono identiche alle LS, quindi eviteremo di ripetere cose già dette. Le uniche differenze sono il rivestimento in solo bronzo e la disponibilità del gauge .014, non presente nelle LS. Roba per ‘uomini veri’, noi restiamo sulle canoniche .012. Anche in questo caso il montaggio e la messa in tono sono routine, non necessitano particolari accortezze. E di nuovo la tenuta dell’accordatura è istantanea e durevole, senza bisogno di continui aggiustamenti, anche nella prima fase d’utilizzo. In questo caso la tensione complessiva sale leggermente, sfiorando i canonici 80 kg, ma le sensazioni di utilizzo rimangono ottime, il manico è comodo e confortevole senza creare problemi.

Il suono è corposo, pieno e rotondo. Ben equilibrato su tutta la gamma, in grado di valorizzare al meglio le caratteristiche della chitarra su cui vengono montate. Per me queste sono ‘le corde’, come tipologia di base e come resa finale. Sono versatili, adatte a suonare un po’ di tutto, dotate di un’ottima dinamica e di una riserva di volume non indifferente.

RA1027 12

Croce e delizia di tutti i chitarristi, la 12 corde non manca mai in ‘arsenale’. Anche se poi, al momento del cambio corde, ti penti amaramente di averla comprata. Scherzi a parte, questo è un segmento di mercato un po’ trascurato dai produttori di corde, per cui l’uscita di qualcosa di nuovo non può che essere salutata con interesse.

Le RA 1027 12 hanno tutte le caratteristiche comuni alla serie Round Wound (evitiamo di nuovo ripetizioni inutili), con gauge .010-.047 e avvolgimento in bronzo. In questo caso l’operazione di montaggio e messa a punto va un po’ più per le lunghe, ma la colpa non è delle corde. E, particolarmente in questo caso, si apprezza la velocità di tenuta dell’accordatura, visto che di solito con la 12 corde si passa metà del tempo ad accordare e l’altra metà a suonare scordati… L’ottima tenuta delle RA è più che mai un valore aggiunto in questo contesto.

Le impressioni sonore sono analoghe alle 1254: ottime! Suono ben equilibrato e corposo, dinamico e ricco di volume. Ottima la sensazione sotto le dita, malgrado le tensioni elevate che sviluppano questo tipo di strumenti.

Conclusioni

Nel complesso le nuove Round Wound hanno convinto, appieno. Prodotto intelligente, classico e moderno in egual misura, in grado di soddisfare le esigenze anche più raffinate. Personalmente ho apprezzato molto le RA, ma devo dire in tutta onestà che le Phosphor Bronze sono state davvero una piacevole sorpresa.

Mario Giovannini

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