Zapateria – Videoblog n. 5

In occasione dell’uscita dell’audiolibro autobiografico “Zapateria”, ho deciso di produrre questo “Videoblog” con cadenza settimanale. È un’ occasione per filmare i grandi musicisti ospiti di casa mia, ma anche per raccontare i miei viaggi, le prove, gli strumenti, gli incontri, ed anche i fatti importanti, o meno, che capitano attorno alla musica.

Questa settimana sono in concerto a Brescia presso il Parco Gallo e a Sarzana all’ Acoustic Guitar Meeting. Per ragioni diverse, credo che in entrambi i casi sia andata più che bene. Ciao, alla prossima!

Riccardo Zappa

 

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  1. Albert Reply

    …l’attimo è fuggente, e anche in musica vale il principio della “irripetibilità”.

  2. Riccardo Zappa Reply

    Grazie! Un amico, grande compositore, un giorno mi disse un concetto interessante, e cioè che una volta pubblicato un brano, l’autore stesso ne perde idealmente la paternità, diventando, in quel momento, intimo patrimonio di tutti gli altri che lo avrebbero eseguito. Ci sono esecuzioni volte al rispetto meticoloso della partitura, altre viceversa ancor più pregiate poiché questa viene re-interpretata in modo talmente efficace da costituire una variante ancor più pregiata dell’originale. Per finire, mi capita spesso di riascoltare una mia esecuzione di un mio brano per nulla soddisfacente. La bellezza di ciò che andiamo suonando, dunque, penso si concretizzi nel momento in cui ci rapportiamo agli altri, generando piccole onde nell’aria che non si sa mai bene dove finiscano.

  3. antonello massa Reply

    Definire significa limitare
    Non sai quante volte mi sono ritrovato a parlare di questa bella composizione, con parole mie, qualcosa di più di un semplice ascoltatore, essendo un appassionato di chitarra e suonandola.
    Non avevo mai avuto “il coraggio” di avvicinarmi a questo brano come chitarrista, con tanto di spartito alla mano, non mi azzardavo a studiarlo.
    Un brano composto per chitarra a 12 corde ed io con la sei classica.

    Ma quell’inciso che spuntava all’improvviso inatteso, cosi diverso e complementare, poetico, con quel cantato che solo la 12 corde riesce a trasmettere così chiaramente, è quanto tentavo di raccontare ai miei fortunati amici, ignari a quel momento, di tutto questo…

    Poi ti ho sentito suonarla con la sei corde classica e mi hai convinto a provarci, e grazie, perché è bello poterla proporre o semplicemente emozionarsi a suonarla.

    Complimenti per il tuo progetto

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