Vintage accessibile – Kel Kroydon… chi era costui?

(di Stefano Damonte) Sono appassionato di country blues, un genere musicale nato e sviluppatosi agli inizi del secolo scorso e che ha avuto la sua massima diffusione nella seconda metà degli anni ’20, inizio ’30, uno degli ultimi epigoni del quale fu Robert Johnson che vediamo imbracciare, nella celeberrima fotografia, una piccola Gibson L-1 flat top, anni ’20. Probabilmente è proprio per questo che mi intrigano le chitarre acustiche Gibson degli anni ’30: sono il suono di quell’epoca e, quando si trova quella giusta, suonano alla grande e sono inimitabili, se non altro per il semplice fatto che non si può copiare l’effetto del trascorrere del tempo sul legno… su quei legni.
Peraltro la distanza, l’impossibilità di una prova diretta, come anche la consapevolezza che strumenti del genere possono essere riparati solo da liutai con molta esperienza in materia, mi avevano sempre tenuto distante da qualsiasi tentazione, anche in tempi internettiani dove tutto è a portata di mano o quasi. È stato un incontro casuale, o quasi, ad avvicinarmi a questo mondo: una visita, con altri amici, al laboratorio di Guitar Repair di Andrea Bagnasco e Alessio Casati (www.guitar-repair.eu), allora a Loano in provincia di Savona, dove avevo potuto provare ed apprezzare le qualità delle Gibson flat top vintage anni ’30-’40: LG-2, J-35, ‘Roy Smeck’ Stage Deluxe, Southern Jumbo, J-45… un sogno.
In seguito a quella visita ho iniziato ad approfondire un poco l’argomento: siti di dealer, qualche libro, la sezione vintage dell’UMGF (Unofficial Martin Guitar Forum), tanta informazione, ma anche difficoltà a discernere, come si dice, il grano dal loglio. Ed è per questo che l’incontro con Andrea e Casati è stato prezioso e determinante.
Così, poco prima del Natale 2010 mi ero ritrovato a vagare su Internet senza cercare nulla… curiosando sui siti di commercianti di chitarre vintage… www.om28.com di Eric Schoenberg, , www.folkwaymusic.com (bellissima la sua sezione “Museum”), www.steveswanguitars.com, www.jetcityguitars.com ecc. Tante cose più o meno belle, ma anche costose, finché sul sito di www.elderly.com, noto spacciatore di corde e altre amenità chitarristiche, ho trovato una bella Kel Kroydon (che avevo già visto su UMGF) con qualche problema, ma anche accessibile dal punto di vista economico.

In un mondo di Gibson e Martin, cosa sarà mai questa cosa? E qui sta il bello: la Kel Kroydon è una Gibson a tutti gli effetti, da molti considerata essere quasi una Gibson L-2 (quelle 12 tasti con fasce e fondo in mogano – la stessa chitarra è stata prodotta anche con 13-14 tasti, fasce e fondo in palissandro brasiliano, ponte fisso o floating, ma con carenatura a X): cambia il nome, è meno ornata, ma per il resto è uguale o comunque molto simile, anche nel suono.
Siamo agli inizi degli anni ’30 del secolo scorso, la Grande Depressione infuria, il management Gibson deve affrontare il calo delle vendite e, per evitare di dover licenziare personale, viene deciso di produrre con un brand diverso (uno dei primi off-brands Gibson), un nome di fantasia di cui al momento non si conosce l’origine, una linea di strumenti economici: chitarre, banjo, mandolini e… giocattoli in legno (di questi ultimi rimane poco). Nasceva così la Kel Kroydon.
Le chitarre hanno la sigla KK-1 e KK-2, quest’ultima un poco più ornata: decalcomanie riproducenti due pappagalli o anche un vulcano hawaiiano, stilizzati sul top e, in alcuni casi, impiallacciatura della paletta e tastiera con una plastica ad imitazione della madreperla (la cosiddetta M.O.T., ‘Mother Of Toilet’, risparmio la traduzione). Il prezzo di vendita è una frazione di quello della Gibson L-2 : $ 20 contro $ 75, anche se i legni e la manifattura sono praticamente la stessa cosa.
La L-2 (peraltro si dice che queste ultime venissero costruite dai liutai più esperti, che facevano solo quello) ha il truss rod, la Kel Kroydon no; per il resto stesse misure del body con un lower bout largo 14¾”, manico sottile con un moderno profilo ovale, tastiera in palissandro sottilissima e con frets in mandolin wire, meccaniche aperte con ‘bottoni’ in plastica nera, nut apparentemente in ebano da 1¾”, scala corta Gibson 24,75”, ponte in palissandro rettangolare con spaziatura 60 mm, bridge plate sottilissima, top naturale in abete, catenatura a X (a differenza di altre off-brands che avevano la catenatura ladder, cioè catene trasversali al top, parallele al ponte per intenderci), catene sottilissime, quasi lame di coltello.
La Kel è differente nell’estetica: paletta senza le due classiche volute Gibson, ma con l’estremità piatta (tipo Martin) e con la scritta Kel Kroydon in rosso/arancio, fasce e fondo in mogano stained (cioè colorato con mordente nero o marrone molto scuro), la rosetta è nera-bianca-nera, il top ha un binding bianco.
Anche per l’assenza del truss rod (che verrà poi aggiunto in fase di restauro sotto forma di due barre di carbonio) è una chitarra leggerissima e potenzialmente ben suonante, suono Gibson, ben diverso da quello Martin… filosofia della chitarra acustica. La Kel verrà prodotta in uno scarso numero di esemplari nel periodo 1930-1932, di cui pochissimi, a causa della costruzione così leggera e delicata, sono giunti a noi in buone condizioni.
Anche questa in oggetto aveva subìto i danni dovuti allo trascorrere del tempo: il tiraggio delle corde aveva deformato il top nella zona del ponte, mentre il neck-block, difettoso, era ruotato leggermente, causando altri danni. Il top però, protetto da un bel finger-rest, non era danneggiato da plettrate come spesso accade e, cosa più importante, la chitarra non aveva subìto interventi da parte di liutai non competenti, che spesso producono danni difficilmente riparabili: la chitarra era unmessed, non ‘incasinata’.
Il prezzo di 800 euro era accettabile e quindi, dopo un rapido consulto con Alessio e Andrea, ho deciso per l’acquisto. La Kel è arrivata giusto prima di Natale, in una settimana, e qualche giorno dopo è stata affidata alle mani esperte di Alessio.

Stefano Damonte

Per saperne di più
Per chi volesse ulteriori informazioni, sia sulle Kel Kroyden che le altre Gibson prodotte sotto brand diversi, segnalo il bel libro The Others Brands of Gibson di Paul Fox, liutaio americano che costruisce copie di Gibson vintage, uscito nel 2011 e facilmente reperibile su www.amazon.com.
Segnalo anche i siti di due liutai USA che costruiscono copie di chitarre vintage:
www.arkneweraguitars.com di Tony Classen;
www.fox-guitars.com di Paul Fox, l’autore del bel libro di cui sopra.
E www.antiquetoycollections.info/products.asp?cat=237, dove sono visibili alcuni dei giocattoli in legno prodotti col brand Kel Kroydon.
Segnalo infine il sito http://home.provide.net/~cfh/gibson6.html, che è una miniera di informazioni in materia di chitarre acustiche vintage.
(s.d.)


Chitarra Acustica, 4/2013, pp. 36/37

...sull'Autore
Redazione

Related Posts

  1. giampierogueli Reply

    Ciao Stefano ho letto con piacere il tuo articolo sulla rivista Chitarra Acustica e la tua chitarra mi ha fatto innamorare. Ti sarebbe possibile postare qualche video per poterne godere anche della voce? Ciao Giampiero

Lascia il tuo commento

*

Captcha * Time limit is exhausted. Please reload the CAPTCHA.