Una McAlister per SarzanaA McAlister for Sarzana

Probabilmente il 20 luglio 2001 e l’8 dicembre 2006 sono date senza significato per i più, e invece sono state il punto di partenza di un’incredibile serie di eventi, concerti, incontri e bellissime amicizie: E il bello è che le persone coinvolte non sanno che tutto è cominciato proprio da queste due date: il 20 luglio 2001, concerto di David Crosby a Lucca, e l’8 dicembre 2006, l’incontro ad Ancona con il vulcanico Alessio Ambrosi – patron dell’AGM di Sarzana – nel dopo concerto di Bob Brozman.


A Lucca, dopo il suo concerto, David Crosby scende dal palco per firmare autografi e scambiare due chiacchiere con i suoi fan, quando gli sottopongo la pagina centrale di Acoustic Guitar per firmare la foto in cui letteralmente ‘abbraccia’ una McAlister Crosby model: lui mi guarda un po’ sorpreso, e da lì a parlare di chitarre il passo è davvero breve. Mi racconta del suo «amore al primo tocco» con la McAlister e che in casa non suona altro che quella chitarra costruita dal suo amico Roy; chitarra che usa tantissimo anche in studio ma che – fino a qualche mese fa – non si portava ‘on stage’ perché non aveva trovato un modo soddisfacente per amplificarla… Poi, data la ressa dei fan, mi lascia con un: «Buy it, if you don’t like it I’ll take it!»
Passa l’estate e ricevo un’e-mail di risposta da Roy McAlister, che – dopo avermi ringraziato per l’interessamento – mi dice che Croz era stato a casa sua alla fine del tour europeo e gli aveva parlato di un «Italian gentleman» che aveva fatto domande sulle sue chitarre e… inizia l’avventura: ordino una chitarra a Roy, che mi arriverà nel 2005.
Durante il suo concerto acustico di Firenze, scambio un paio di battute con Jackson Browne tra una canzone e l’altra e gli chiedo di suonare una McAlister. E lui divertito mi chiede quale volevo sentire, se la Concert o la Smeck: opto per la Smeck e lui suona “These Days”, che suonerà poi a Sarzana con la mia McAlister 00-45, ma… non andiamo troppo avanti!
Soddisfattissimo della mia prima McAlister, ne ordino un’altra e – nel frattempo – l’8 dicembre 2006 dopo un concerto pirotecnico di Bob  Brozman incontro Alessio Ambrosi, a cui chiedo se gli interessa che il liutaio di David Crosby e Jackson Browne venga a Sarzana 2008. Lui mi risponde di sì senza pensarci un secondo, cosi cominciamo a scambiarci e-mail e telefonate, fino a che Roy parteciperà effettivamente all’AGM del 2008 tenendo un workshop sul top voicing. Roy rimane incantato dal festival, dall’ambiente e dal clima di amicizia che lo circonda, e si ripromette di tornare calando un asso inimmaginabile: «Ma se provassimo a portare Jackson Browne?» Alessio coglie la palla al balzo e inizia un lungo lavoro diplomatico per portare il ‘fratellino’ al festival, lavoro che chi frequenta Fingerpicking.net già conosce.
Nel 2009, grazie a Roy, riesco ad avere un pass per il backstage del concerto di Jackson Browne a Bologna, dove io e lui parliamo di chitarre e del festival di Sarzana (già anticipato da Roy) per oltre mezz’ora e ci lasciamo con la speranza di rivederci proprio a Sarzana. Passano dodici mesi e Jackson Browne si esibisce sul palco centrale della Fortezza Firmafede di Sarzana, dopo aver ricevuto il premio “Corde & Voci per Dialogo & Diritti” (“Strings & Voices for Dialogue & Civil Rights”).
Roy, per ringraziare Alessio, decide di costruire una chitarra che donerà al costituendo museo dell’AGM. La chitarra è una Crosby model (ovviamente), cutaway, pensata per chitarristi fingerstyle con top in abete italiano acquistato proprio al festival del 2010, con fasce e fondo in palissandro indiano. Il progetto originario prevedeva il simbolo di Sarzana intarsiato nella paletta da Larry Robinson, il quale però lo ha sconsigliato, perché avrebbe dovuto ridurre fin troppo il disegno che sarebbe venuto male. Ed ecco allora che il buon Larry ha disegnato e prodotto un intarsio rappresentativo del festival da inserire al dodicesimo tasto. Il giudizio di Roy è emblematico: «Ho ricevuto l’intarsio oggi ed è fantastico! Sono entusiasta. Pensavo che sarebbe stato troppo semplice e non sufficientemente dettagliato, ma Larry è un maestro!»


Questa sarà un chitarra speciale non tanto per i legni o per il suono (che sarà comunque stupendo) ma per quello che rappresenta: amici trovati al festival, amici lontani eppure cosi presenti nella vita di tutti i giorni, momenti indimenticabili come quando JB suona sul palco del festival, oppure quando un estasiato John Gorka – dopo aver mangiato e bevuto di tutto assieme ai maestri Stanzani e McAlister alla corte di Lauro & Co. – imbraccia la chitarra e ci suona quattro pezzi in sala da pranzo per ringraziare dell’ospitalità…
Se un giorno ci sarà occasione di raccontare un po’ di queste storie a David Crosby, di raccontargli a cosa ha dato iniziato… be’, sono sicuro che se la riderà sotto i suoi mitici baffi dicendo: «Ma io ti avevo solo consigliato di comprare una chitarra!»

Andrea Fabi

Diario di lavoro

di Roy McAlister

1. Queste sono le parti principali del corpo della chitarra di Sarzana. L’assemblaggio delle fasce è nella forma, ma l’intaccatura non è ancora installata. La tavola armonica è incatenata ma non ancora intonata. L’intonazione sarà di tipo scalloped, ma con le quattro catene esterne di supporto affusolate, così da ottenere una voce frizzante adatta per il fingerstyle contemporaneo.

2. Ecco l’assemblaggio della cassa in fase di incollaggio: la tavola, il fondo e le fasce sono tutte incollate contemporaneamente. La cassa è incollata mentre è tenuta ferma nella forma con i diffusori di collante al loro posto. Successivamente, quando la colla è asciutta, questi ultimi sono rimossi attraverso la buca e il corpo è estratto dalla forma.

3. Ecco l’assemblaggio della cassa, tutta incollata con i bordi rifilati e pronti per la preparazione del binding.

4. Le ‘cornici’ e i ‘giunti’ del binding sono stati tagliati e sto installando il binding. Il binding del fondo è stato incollato in posizione e sto sistemando il binding della tavola. Potete vedere il binding e i listelli separati del top e delle fasce che devono essere incollati. Uso un nastro adesivo molto robusto per tenere il binding in posizione mentre la colla si asciuga. Il binding è in palissandro brasiliano e i listelli sono in fibra nera/bianca/nera da .030” per le fasce, e in una combinazione di fibra nera/bianca/nera e legno (agrifoglio) per il top.

5. Una volta che la colla del binding si è seccata, il nastro viene rimosso e il binding è raschiato e levigato. Quindi spruzzo con lo spray un sottile strato di sigillante. La foto è scattata nella postazione per lo spray dopo aver applicato lo strato di sigillante.

6. Ho sistemato il manico e incollato la tastiera. Mi sto preparando a intagliare il manico e questa è la morsa che uso in questa fase: serve semplicemente a tener fermo il manico mentre lo intaglio secondo il profilo desiderato.

7. Qui sto intagliando il manico. Adotto la vecchia tecnica tradizionale del coltello ‘a petto’ per ottenere la giusta forma e il giusto spessore.


8. Sto verificando le specifiche del manico: la larghezza del capotasto, lo spessore e il profilo del manico. Questo è un passo cruciale per assicurare che la chitarra abbia la comodità e suonabilità desiderata.


9. Eccomi (vecchio grassone…) mentre dò la sistemazione finale di precisione alla giuntura del tacco con la spalla mancante, usando un cesello per intagliare e sistemare con esattezza.


10. Sto facendo un controllo finale di qualità, per assicurarmi che il fissaggio e la sistemazione del manico, così come l’allineamento della tastiera con la buca siano corretti, prima di iniziare la fase di verniciatura.

11. Che chitarra fantastica! È appena finita e il suono è incredibile. Non costruivo con abete italiano da parecchi anni: è un abete sensazionale per il fingerstyle. Questa tavola armonica è stata selezionata a mano e portata a casa in valigia dall’ultimo Guitar Meeting di Sarzana.
Ma adesso torno in bottega. In questo periodo sto lavorando sedici ore al giorno, per poter spedire in tempo tutte le chitarre in Italia. Sono stanchissimo!

Questo articolo è in Chitarra Acustica, n. 2, maggio 2011, pp. 44-48.

As dates go, 20 July 2001 and 8 December 2006 are probably pretty meaningless for most people, and yet they mark the beginning of an incredible series of events, concerts, meetings and wonderful friendships. And the beauty is that the people involved don’t even know that everything began on these two dates: 20 July 2001, the David Crosby concert in Lucca, and 8 December 2006, the meeting in Ancona with the volcanic Alessio Ambrosi – patron of the AGM in Sarzana – after the concert by Bob Brozman.

After his concert in Lucca, David Crosby is leaving the stage to sign autographs and chat with his fans, when I present him with the centre page of Acoustic Guitar and ask him to sign the photo which shows him literally ‘hugging’ a McAlister Crosby model. He gives me a curious look, and it’s not long before we’re chatting about guitars. He tells me of his «love at first touch» with the McAlister and that at home he only ever plays that guitar, the one made by his friend Roy. The guitar that he also uses a lot in the recording studio, but that – until a few months ago – he had never taken ‘on stage’ as he hadn’t been able to find an adequate amplification system for it. Then, succumbing to the crush of his fans, he left me saying: «Buy it, if you don’t like it I’ll take it!»
Summer passes by and I receive an e-mail reply from Roy McAlister, who – after thanking me for my enquiry – tells me that Croz went to his house at the end of his European tour and told him about an «Italian gentleman» who had been asking about his guitars. And so the adventure begins… I order a guitar from Roy, which arrives in 2005.
During his acoustic concert in Florence, I exchange a few words with Jackson Browne between songs, and I ask him to play a McAlister. Amused, he asks me which I’d like to hear, the Concert or the Smeck: I choose the Smeck and he plays “These Days”, which he will go on to play later in Sarzana with my McAlister 00-45… but let’s not get too far ahead of ourselves!
Very satisfied with my first McAlister, I order another one. In the meantime, on 8 December 2006 after a Bob Brozman concert with fireworks, I meet Alessio Ambrosi and I ask him whether he would be interested in having the luthier for David Crosby and Jackson Browne at Sarzana 2008. He says yes without a second’s thought, so we start exchanging e-mails and phone calls, until Roy actually takes part in the 2008 AGM with a workshop on top voicing. Roy is enchanted by the festival, with its atmosphere of friendship, and promises to come back, playing an unimaginable ace card: «How about if we tried to get Jackson Browne to come?» Alessio jumps at the opportunity and embarks on a long drawn out diplomatic mission to bring the ‘little brother’ to the festival. Followers of Fingerpicking.net are already familiar with this story.
In 2009, thanks to Roy, I manage to get a backstage pass to Jackson Browne’s concert in Bologna, where he and I talk for over half an hour about guitars and the Sarzana festival (which Roy has already told him about). We part, hoping that the next time we see each other will be in Sarzana. Twelve months go by and Jackson Browne performs on the main stage of the Fortezza Firmafede in Sarzana, after accepting the “Strings & Voices for Dialogue & Civil Rights” Award.
To thank Alessio, Roy decided to build a guitar as a gift for the planned AGM museum. The guitar is a Crosby model (of course), with a cutaway, designed for fingerstyle guitarists with an Italian spruce top bought at the 2010 festival, and Indian rosewood back and sides. The original design included the Sarzana symbol as an inlay in the headstock by Larry Robinson. In the end, however, Larry advised against this, as he would have had to make the drawing so small that it would have looked bad. And so Larry designed and produced an inlay representative of the festival to be inserted at the twelfth fret. Roy’s reaction was emblematic: «I got the inlay today and it’s fantastic! I am so excited. I thought it would be too simple and not enough detail, but Larry is the master!»

This will be a special guitar, not so much for the wood or sound (which will still be amazing) but for what it represents: friendships forged at the festival, friends who are so far away and yet so much a part of our everyday lives, unforgettable moments like when JB played on the festival stage, or when a delighted John Gorka – after eating and drinking together with the masters Stanzani and McAlister at Lauro & Co. – took up his guitar and played us four songs in the dining room, by way of thanks…
If, one day, I ever get the chance to share some of these stories with David Crosby, to tell him what he set in motion… well, I’m sure that he would chuckle under his legendary moustache, saying: «But all I did was suggest you buy a guitar!»

Andrea Fabi

Workbook

by Roy McAlister

1. These are the basic body parts for the Sarzana guitar. The sides assembly is in the mold, but does not have the kerfing installed. The top is braced but not yet voiced. It will receive a scalloped voicing, but with the four outer support braces tapered to help create a crisp voice for contemporary fingerstyle.

2. Here is the box assembly being glued together – the top, back and side assembly all get glued at the same time. The box is glued while it is held in the mold with the ‘spreaders’ in place. They are later removed through the soundhole when the glue has dried and it comes out of the mold.

3. Here is the box assembly all glued-up with the edges trimmed and ready for binding preparation.

4. The binding ‘ledges’ or ‘rabbet’ has been cut and I am installing the binding. The back binding has been glued into place and I am in the process of binding the top. You can see all the separate binding, top and side purflings that need to be glued. I use very strong ‘strapping tape’ to hold the binding in place while the glue dries. The binding material is Brazilian rosewood and the purfling is a .030” black/white/black fiber for the sides and back, and is a combination of black/white/black fiber and wood (holly) purfling for the top.

5. After the binding glue has dried, the tape is removed and the binding is scraped and sanded down. I then spray a thin coat of sealer. This photo is taken in the spray booth after the sealer coat has been applied.

6. I have fit the neck and glued the fretboard. I am preparing to carve the neck and this is my neck carving jig, which simply holds the neck firmly while I carve it to the proper profile.

7. Here I am carving the neck. I use the old traditional technique of using a draw-knife to get the right shape and thickness.

8. I am checking the specs of the neck – the nut width, the thickness and the profile of the neck. This is a crucial step to ensure that guitar will have the right feel and playability.

9. Here I am (fat, old man…) doing the final precision fitting of the heel to the cutaway on the body, by using a chisel to cut an exacting fit.

10. I’m making a final quality check to make sure the neck fit and set, as well as the fretboard alignment with the soundhole are all correct, prior to starting the lacquer process.

11. Fantastic guitar! Just completed and the tone is amazing. I have not built with Italian spruce for several years – it’s amazing fingerstyle spruce. This top was hand selected in Italy and carried home in my suit case from the last Guitar Meeting in Sarzana.
I must go back to my shop. I’m working sixteen hour days now, until I get all these guitars shipped to Italy. I’m so tired!

This article is in Chitarra Acustica, n. 2, May 2011, pp. 44-48.

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  1. Giovanni Pelosi Reply

    Complimenti per il racconto altamente rosicogeno Andrea, e best compliments to Roy!

  2. domenick Reply

    Slurp!!

  3. federico Reply

    bella storia, Andrea, letta tutta d’un fiato.
    ma la chitarra l’hai provata?

  4. Andrea Fabi Reply

    Grazie Alfonso, quell’esperienza con JB… ancora non ci credo che l’abbia vissuta realmente 🙂

  5. Alfonso Giardino
    Alfonso Giardino Reply

    Grande storia e gran bel reportage.
    Non posso dimenticare l’espressione da bimbo nel paese dei balocchi che tu, Andrea, avevi a Sarzana quando accompagnavi JB. E non puoi immaginare la mia da «’nvidioso»… o sì?! Visto che, credo, hai avuto modo di vederla… 😉

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