Un ‘vecchio amico’ e una nuova rubrica

Vorrei dare il benvenuto a un mio caro vecchio amico – ‘vecchio’ si fa per dire – Giuseppe Cesaro, con il quale ho condiviso lunghi anni di collaborazione con la rivista Chitarre, per la quale ha curato tra le altre cose una pionieristica rubrica “Chitarra & MIDI”, ha realizzato con me due indimenticabili interviste a Van Wood e Pino Daniele, e negli ultimi anni si è avvicinato alla sezione “Acustica”. Lo ringrazio in particolare perché, oltre a inviare i suoi primi contributi come nuovo collaboratore di Fingerpicking.net, ha aggiunto una sua nota di presentazione che funziona sia come proprio biglietto da visita, sia come dichiarazione d’intenti e perfetta introduzione a una nuova rublica di recensioni di dischi, libri e video, “Reviews”, cui è chiamato subito a partecipare insieme a veterani del sito come Daniele Bazzani e Alfonso Giardino, e ad altri che si aggiungeranno. Lascio perciò volentieri la parola a Giuseppe, che affronta in questa nota alcune difficoltà cui una rubrica di recensioni va incontro in una comunità come la nostra, e vi do appuntamento subito dopo con le prime recensioni del nuovo spazio “Reviews”, che va ad affiancare in home page gli spazi “Video” e “Strumenti” in questo momento di profonda crescita del nostro sito. (a.c.)

Giuseppe Cesaro visto da Claudio Villa

Hi, Folks!
Dopo più di vent’anni (sebbene con qualche interruzione) di onorato (spero) e fedele (questo è certo) servizio tra le pagine della nobile Chitarre del ‘maestro dei maestri’, Andrea Carpi, raccolgo volentieri il suo invito a portare il mio piccolo contributo di pensieri e parole sulle pagine di Fingerpicking.net. Uno spazio che – per la qualità e la ricchezza di temi e narratori – rappresenta senz’altro uno dei più autorevoli punti di riferimento per chiunque abbia nella chitarra la bussola e il sestante del proprio navigare la musica: direi «LA community» dei fingerpicker di casa nostra. E – perché no? – anche di qualche ‘vicino’.
La speranza è che pensieri e parole valgano il tempo che impiegherete a leggere e che quanto sono riuscito a rubare a questo mezzo secolo (la maggior parte del quale trascorso con la testa e talvolta le mani tra le sei corde) possa, se non altro, stimolare curiosità e interesse e magari spingere a indagare orbite e rivoluzioni di un pianeta – la chitarra – che, al contrario della luna, non mostra mai la stessa faccia e, dunque, non ha un solo… lato oscuro. That’s it.
Dato che comincerò col parlare di alcuni album, credo si renda necessaria una piccola premessa di metodo. Mettiamola così: non di recensioni si tratterà, semmai di presentazioni e impressioni personali. Una sorta di ‘visita guidata’ all’ascolto.
Innanzitutto per evitare il rischio dell’imperante ‘mollicanesimo’. Mi riferisco allo stile quasi agiografico che talvolta assumono certi servizi di TG (non me ne voglia il buon e bravo Vincenzo Mollica), con il rischio di lasciare in chi ascolta la fuorviante impressione di trovarsi ogni volta di fronte all’ennesimo capolavoro e di non riuscire più a distinguere cosa da cosa.
La seconda esigenza è quella di evitare il sospetto del ‘conflitto di interessi’. Ce n’è fin troppi nel nostro Paese: non mi sembra igienico originarne di nuovi. Molti degli album dei quali scriverò, infatti, saranno, inevitabilmente, album di colleghi, in qualche caso di amici, e molti saranno prodotti proprio da Fingerpicking.net. Dunque – per rispettare il lavoro di autori e interpreti, ma anche autorevolezza e prestigio di questa testata – mi sembra necessario chiarire subito il taglio di queste riflessioni: un ascolto attento, il più possibile informato, che illustri a chi si trova davanti un titolo ed una tracklist cosa ci sia dietro (e, soprattutto, dentro) quel titolo e quella tracklist. Il tutto, senza mai dimenticare che Fingerpicking.net è più o meno l’equivalente di ciò che il marchio DOCG è per i vini: denominazione di origine controllata e garantita, che, nel nostro caso, potremmo tradurre in “denominazione di origine chitarristica garantita”.
Gusti personali a parte, è, quindi, davvero improbabile che su queste pagine si possa incappare in dischi che possano lasciare insoddisfatti o, peggio, farci storcere il naso. E, dunque, l’uso di certi superlativi rischia, una volta tanto, di essere davvero motivato.

Giuseppe Cesaro

I would like to welcome a dear old friend of mine – ‘old’ so to speak – Giuseppe Cesaro, with whom I shared long years contributing to Chitarre magazine, where he edited among other things a pioneering column on “Guitar & MIDI”, he conducted together with me two unforgettable interviews with Van Wood and Pino Daniele, and during last years he came closer to the acoustic section. I thank him in particular because, in addition to sending his first reports as a new contributor to Fingerpicking.net, he added an introductory note that works both as his business card and as a declaration of intent and perfect presentation of a new column of CDs, books and videos reviews, to which he is already brought into contributing with our web site’s veterans such as Daniele Bazzani and Alfonso Giardino, as well as others who will join. So I gladly yield to Giuseppe, whose note deals with some difficulties to which a reviews colum could be heading in a community like ours, and I give you an appointment at once for the first reports of our new “Reviews” spot, that will stand beside the “Video” and “Instruments” spots on our home page in this moment of important growth. (a.c.)

Giuseppe Cesaro in a drawing by Claudio Villa

Hi, Folks!
After more than twenty years (despite a few interruptions) of honoured (I hope) and faithful (this much is certain) service for the pages of the noble Chitarre magazine edited by the ‘master of masters’, Andrea Carpi, I am delighted to accept his invitation to bring my small contribution of thoughts and words to the pages of Fingerpicking.net. It’s a space that – for the quality and wealth of its themes and narrators – indisputably represents one of the most authoritative points of reference for whoever makes their guitar into their compass and sextant for navigating music: that is to say «THE community» of fingerpickers at our house. And – why not? – even of those nearby.
The hope is that thoughts and words are worth the time it takes to read them. And I hope that the time I’ve been able to steal from this half-century (the better part of which has been spent with my head and often my hands as well amongst the six strings) can if nothing else arouse curiosity and interest. It would be nice if I could stimulate people to explore orbits and revolutions of a planet – the guitar – that, unlike the moon, never shows the same face twice and so has more than one… dark side. That’s it.
Seeing that I will start by speaking about a few albums, I think that a little explanation of my methodology is necessary. Let’s put it like this – I won’t be doing any reviews in the strictest sense of the word. What I’ll be sharing with you will be personal impressions and presentations creating a kind of ‘tour guide’ to your listening.
Above all I’d like to avoid the risk of all-prevailing mollicanesimo. I’m referring to the almost hagiographic style that sometimes certain news reporters adopt (hoping the good as gold Vincenzo Mollica doesn’t get mad at me) with the risk of leaving the misleading impression in whoever is listening to them of being each time faced with the nth masterpiece and no longer capable of distinguishing one thing from another.
My second necessity is to avoid any suspicions of having ‘conflicting interests’. There are far too many already in our country and I don’t think it’s hygienic to plant any more. In fact, many of the albums I’m going to write about will inevitably be albums by my colleagues, in some cases by my friends, and many of them will have been produced by Fingerpicking.net. So – in order to respect the work of their authors and players as well as the authority and prestige of this magazine – I feel it’s necessary to clarify immediately the angle my reflections are going to take. Having listened carefully and as knowledgeably as possible, I intend to show whoever finds themselves faced with the title and the track-list what lies behind (and above all inside) each title and track-list. All of this will be done without ever forgetting that Fingerpicking.net is more or less equivalent to the brand DOCG for wine: “denominazione di origine controllata e garantita” [denomination of controlled and guaranteed origin], that in our case could be translated as “denomination of guitarist guaranteed origin”.
Personal taste aside, it is therefore unlikely that you can stumble upon albums on these pages that could leave you unsatisfied, or worse that you could turn your nose up at. And so the use of certain superlatives risks, for once in a while, actually being merited.

Giuseppe Cesaro

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Redazione

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  1. sammy Reply

    Ennesimo benvenuto dall’ennesimo ex lettore affezionato dei primi numeri di Chitarre!

  2. gippe Reply

    Grazie! Grazie a tutti, per la stima e la fiducia (per altro, non… comprata. Caso, da noi, piuttosto infrequente. Pare). Spero di continuare a meritare entrambe. In caso contrario, per favore, avvertitemi per tempo. Accoglierò le critiche con la stessa considerazione. Maggiore, forse. In questo, lo scrivere somiglia al suonare: non si finisce mai di imparare. (Rima e metro sono involontari, ma stuzzichevoli: pardon)
    Quanto al “rosicamento immane” di Fulvio (rosicamento comune a molti Tex…isti o Tex…ani, non so) è un grande regalo del mio amico Claudio Villa (un vero Maestro, anche se lui, con sublime understatement, commenterebbe: “Al massimo, bidello!”).
    Quando ci siamo conosciuti (’99), si è commosso all’idea che – negli ormai lontani anni ’70 – avessi venduto la mia collezione originale dei primi 200 Tex per comprare la mia prima chitarra. Per compensare mi ha scattato questa bellissima foto con Aquila della Notte, infilandomi appunto nei nobili panni del buon Pat. Panni che – lo ammetto – indosso con orgoglio, anche se indegnamente. Come quasi tutti gli altri, del resto.

  3. Nik Ottocorde Reply

    Ciao Giuseppe, da affezionato ex lettore di Chitarre ti dò anche il mio benvenuto, la premessa è di quelle migliori, e credo che sia questo il posto giusto per poter scrivere in libertà, poi essere obbiettivi e dare un giudizio personale è sempre una scelta coraggiosa che sempre meno persone fanno, poi un disco può piacere ad uno e non all’altro, ma alla fine, bene o male, questo lo decide sempre chi ascolta, ma una guida fa sempre bene… illuminaci! 😀

  4. Reno Brandoni Reply

    Eccoti con noi. Un nuovo piccolo passo per un grande traguardo.

  5. Fulvio Montauti Reply

    Seppur molto incuriosito dal nuovo collaboratore e dalla nuova rubrica, seppur molto d’accordo con il mollicanesimo, non c’era in realtà una credibile motivazione per un mio commento.
    Senonché l’immagine firmata Villa mi crea un rosicamento immane cui dovevo in qualche modo dare sfogo.
    Caro Giuseppe, non ci conosciamo, ma da quel ritratto mi ricordi, barba a parte, il buon PAT MC RYAN.
    Ciao!

  6. nonny guitar
    nonny guitar Reply

    Oltre a condividere con te oneri e passioni (agli onori non ci penso) per la nuova rubrica “Reviews”, mi ritrovo a condividere in tutto anche le tue parole.
    Avrò tanto da imparare e, con maestri come voi, non potrò che gioirne.

    Benvenuto, Giuseppe!

  7. Giovanni Pelosi Reply

    Come tuo affezionato lettore, ti mando un caloroso benvenuto, Giuseppe.
    Quello del conflitto di interessi tra titolarità di un’etichetta discografica e obiettività o, diciamo, “libertà” delle recensioni, è sempre stato un nostro problema irrisolto. Alternativamente, abbiamo lasciato perdere, e non abbiamo parlato affatto di un disco appena uscito, oppure abbiamo lasciato che qualche volenteroso frequentatore del forum si assumesse l’iniziativa, avendo ascoltato il CD, di parlarne.
    Al di là dell’interesse (che, ad onor del vero, non ha consistenza materiale) temevamo l’autoreferenzialità nel parlare di dischi scelti o voluti da noi stessi.
    Sono sicuro che la tua professionalità, e che la tua premessa, siano il modo giusto per affrontare il “problema”.

    Ciao,
    Giovanni

  8. Daniele Bazzani Reply

    Grande, benvenuto!

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