Un sogno lungo una notte

Vivo a Bologna, ma quando posso fuggo lontano dalla pianura alla ricerca del mare: orizzonte inesauribile colorato di albe e tramonti, silenzio e sale, pelle bruciata dal sole, serenità infinita. Ho eletto da alcuni anni come mia patria d’esilio la Sardegna, e lì passo sempre più parte del mio tempo, nascosto tra mirto ed elicriso a suonare e pensare, a condividere con gli amici sardi le mie nuove idee sulla musica e sul sito. La musica è un linguaggio universale e, quando due uomini che la vivono con estrema passione s’incontrano, non può che nascere qualcosa di buono. Così è stato tra me e l’amico Gianni.

In questa terra ho trovato le radici per una nuova giovinezza e sempre di più mi appassiono al gusto e alle tradizioni di questo popolo, che difende e ama la propria cultura e – quando vede nei tuoi occhi un minimo d’emozione per i suoi suoni – si riempie il cuore di gioia.
Da qualche anno invito Stefan Grossman a passare con me una settimana in questa terra e, rapito anche lui dall’armonia del luogo, ha trasformato il saltuario invito in una piacevole consuetudine. L’anno scorso, dopo averlo presentato ai miei amici Lucia e Gianni e dopo aver partecipato a una fantastica cena a casa loro conclusasi con un’improvvisata esibizione di Stefan e mia, l’esaltazione e l’emozione di Gianni lo hanno portato a pronunciare una solenne promessa verso Stefan: «Il prossimo anno, se ritorni, organizzerò una festa dove potrai apprezzare dal vivo la nostra musica».
La promessa non è svanita nel piacevole ricordo della serata, ma è rimasta ben viva nella mente di Gianni e – devo dire – anche in quella mia e di Stefan. Per cui quest’anno, quando Stefan ha confermato che il 14 agosto mi avrebbe raggiunto per passare una settimana di vacanza con la mia famiglia ed io ho comunicato la notizia agli amici del luogo, nel ‘segreto’ più assoluto Gianni ha organizzato l’evento promesso comunicandoci semplicemente: «Venerdì sarete a casa mia per una cenetta sarda»… Che dietro l’invito si nascondesse quello che sto per raccontarvi era lontano da qualsiasi possibile fantasiosa immaginazione.
Cerco di riassumere sperando di poter trasmettere con queste righe, poche foto e qualche piccolo video amatoriale (grazie a un’improvvisata telecamera/telefonino), la ‘tensione’ emotiva della serata.
Arriviamo a casa di Lucia e Gianni e il quadro è questo: in primo piano una tavola imbandita con salumi e altre leccornie caratteristiche del luogo. In secondo piano, laggiù nella grande veranda, due altoparlanti che denunciavano la presenza di un impianto di amplificazione, presagio di qualcosa di buono… Ci vengono presentati il maestro del coro, Giovanni Puggioni, e due ragazzi: un chitarrista e un cantante. Ci sediamo a tavola e davanti a un piatto di malloreddus, cui fa seguito il mitico porceddu, si inizia a parlare di musica. Il maestro cerca di spiegarci il ‘segreto’ della polifonia sarda e, alzandosi, chiede ai due ragazzi di aiutarlo in qualche esempio: le prime brevi note ed è subito magia… Stefan mi guarda sorpreso, ed è come se ci fosse scoppiata una bomba vicino: l’energia di quelle poche note inaspettate, così calde e coinvolgenti, rischiara la serata riempiendo quel luogo di una luce abbagliante.

Parlo del mio amore per “Non potho reposare”, ed ecco che il maestro – imbracciato un chitarrone sardo che subito attira la curiosità di Stefan – improvvisa il brano richiesto. Da lì in poi è festa!

Stefan prova a suonare un blues sul chitarrone. Io eseguo la mia versone di “Non potho reposare” accompagnato dall’armonica dal maestro del coro.

Arriva Peppe Cuga, esperto suonatore di launeddas, che subito entra in confidenza con Gianni e mia moglie, si siede a tavola e inizia a parlare e raccontare…Grossman-con-chitarrone

r-gianniepeppe

Gianni Mossa e Peppe Cuga

r-flaviaepeppe_light.jpg

flavia e peppe

Il ragazzo chitarrista ci propone di provare l’amplificazione, e Stefan ed io attacchiamo le mie due Franklin e improvvisiamo – manco a dirlo – “Mississipi Blues”.

r-stefanerenoDurante l’esecuzione la casa si riempie rapidamente di amici. Tutto il vicinato, che ha sentito l’accenno dei  canti sardi e ora il blues del Delta, si riversa dentro casa, dove intanto è giunto un coro di dodici elementi di cui lo stesso Gianni fa parte. Sul tavolo, dove poco prima stavamo cenando, appare un altro maialino sardo a disposizione di musicisti e ospiti: che accoglienza!
Quando il coro inizia a cantare e ad offrire a un fortunato ascoltatore – prima Stefan, poi sua moglie, quindi mia moglie, Lucia, Tommaso, ecc. – il piacere di star seduto esattamente al centro del loro ‘cerchio’ mentre loro eseguono i canti tradizionali, l’emozione sale alle stelle, e le stesse stelle di quella notte senza nuvole sembrano ascoltare beate.

Ecco l’esecuzione dell’immancabile “Corsicana”.

Subito dopo è il suonatore di launeddas che ammalia tutti girando tra ospiti e musicisti con il suo suono pastorale/natalizio. Poi ancora Stefan, poi è di nuovo il mio turno, e ancora cori fino a notte inoltrata…

La serata si spegne pian piano, ma fin quando si può si cerca di tenere la fiammella accesa il più a lungo possibile. Nessuno vuole interrompere la magia: una pacca sulla spalla, una stretta di mano, una nuova promessa per il prossimo anno, un ultimo bicchiere di mirto… Negli occhi di tutti la consapevolezza di una notte che forse è stata solo un lungo sogno.
E così, il giorno dopo al supermercato, quando io con occhiaie e camicia hawaiana regalata da Stefan ho incontrato uno degli sconosciuti ospiti, che si è avvicinato e stringendomi la mano mi ha detto “che magnifica serata, indimenticabile!”, ho capito che tutto era successo. Era accaduto veramente e, dopo aver mandato ad Andrea Carpi qualche filmato giusto per renderlo un po’ ‘invidioso’, ho ricevuto l’invito dallo stesso a raccontare la mia avventura.
r-stefanerenocamicia
Ecco perché sono qui a scrivere. Grazie a Lucia e Gianni Mossa.

...sull'Autore
  1. Fulvio Montauti Reply

    Semplicemente fantastico.

  2. Federico Mossa Reply

    Un sincero ringraziamento per aver fatto rivivere anche a me, che avrei voluto esserci, una serata speciale degna di essere ricordata a lungo.

    Un caro saluto da Londra
    Federico

  3. Gianni Mossa Reply

    Soltanto il tuo affetto per la Sardegna ha potuto trasfigurare un cena fra amici in in una notte magica.Ci piace soprattutto il tratteggio dei caratteri più evidenti della nostra terra, che sono fra tanti la musica,la poesia e l’ospitalità.
    Grazie per la tua Amicizia, peraltro ricambiata. Gianni e Lucia

  4. Daniele Mattiello Reply

    Bellissimo racconto da pelle d’oca.

  5. Daniele Bazzani Reply

    Noi andiamo a cercare musica per il mondo, ma ce l’abbiamo qui, nella nostra terra, nei nostri cuori.

    Grazie Reno per il racconto e per il resto, questo è uno dei motivi per cui, quando ho dovuto fare una scelta professionale e personale, non è stata difficile.

  6. futre Reply

    io sono solo terribilmente invidioso e questo post non mi è piaciuto per nulla!
    anzi manco lo leggo!
    ecco!

    😉

  7. Giovanni Pelosi Reply

    Stefan ha un invito permanente per Ferentino.
    Spero che quest’anno ce la faccia, sarei contentissimo, per lo spessore artistico e per l’amicizia personale.

  8. Reno Brandoni Reply

    Stefan a Roma ?
    chissà… Giovanni… Ferentino… che questo sia l’anno buono ?

  9. vecchiaradio Reply

    Grazie Reno, per averci fatto vivere, con il tuo racconto, la magia di questi momenti……e quando puoi, una volta riportacelo a Roma Stefan!!!!!!!!

    Stefano Vessicchio

  10. Giovanni Pelosi Reply

    Meno male che questa occasione magica è capitata ad un amico, che la sa anche raccontare bene…

  11. dario fornara Reply

    Bellissimo racconto Reno, sono momenti che vorremmo vivere tutti e che solo la magia della musica rende possibile. Bellissimo anche il chitarrone, …ne voglio uno, punto.

  12. nonny guitar
    nonny guitar Reply

    Ho avuto anch’io la fortuna di godere dell’ospitalità sarda. Grande terra, splendida gente.
    Grazie Reno per il bel racconto e per averci fatto respirare l’aria dell’estate in questo novembre quasi “natalizio”!

  13. degre Reply

    Eh sì,dev’essere stato proprio bello.La Sardegna è ispiartrice quasi per definizione.

  14. maul Reply

    Bellissima esperienza Reno … complimenti e grazie per avercela raccontata.
    Maurizio

Lascia il tuo commento

*

Captcha * Time limit is exhausted. Please reload the CAPTCHA.