Un breve tour con la band di David BrombergUn breve tour con la band di David Bromberg

di Roberto Dalla vecchia – Ho conosciuto di persona David Bromberg tre anni fa quando, in occasione del suo concerto a Vicenza, mi è stato chiesto dagli organizzatori di fare un breve set di apertura. Fino a quel momento ero solo un suo estimatore, conoscevo i suo brani più famosi e la sua versatilità che attraversa tanti generi della musica americana. Ricordo bene quando ci siamo incontrati nei camerini del teatro, quel giorno afoso di maggio: dopo i convenevoli di circostanza abbiamo subito cominciato a ‘jammare’ su alcuni classici del flatpicking. Facile immaginare l’emozione mia nel duettare con un maestro del genere; ma, come spesso accade con i grandi, David in semplicità mi ha subito fatto sentire a mio agio, non tanto con le parole, ma con il più efficace linguaggio del corpo e con la sua musica.

Così, dopo alcuni brani, David mi ha proposto di suonare un medley di fiddle tunes a fine concerto: non mi è rimasto che accettare, sorpreso ed entusiasta! Quella serata si è conclusa con un caloroso abbraccio e una sua frase che mi si è stampata nella memoria: «Complimenti Roberto, di solito non ascolto chi suona prima di un mio concerto per più di un brano, ma questa sera ho ascoltato tutto il tuo set». Ci scambiammo i rispettivi indirizzi email promettendoci di risentirci.
Circa un anno dopo sono negli Stati Uniti per una serie di concerti con Mark Cosgrove. Il quale non abita molto distante da David, ed è così che dopo un incontro casuale in aeroporto con Nancy, moglie di Bromberg, ci diamo appuntamento per una cena a casa loro prima che io riparta per l’Italia. La cena preparata da Nancy è squisita, si chiacchera di musica naturalmente, David ci fa anche ascoltare i primi provini del suo nuovo progetto (brani che sarebbero usciti nel CD Use Me nel 2011). Abbiamo l’opportunità di apprezzare la sua collezione di violini, con alcune vere a proprie rarità e prezzi da capogiro. La serata non poteva che concludersi con una jam. Mark ed io non avevamo portato lo strumento, ma Bromberg è ben felice di farci provare le sue chitarre. Io ho il piacere di suonare per quasi tutta la serata una Martin che Joan Baez ha regalato a David molti anni fa: ha ancora sulla fascia un foglietto attaccato con del nastro adesivo, che riporta diversi titoli di canzoni.
Dopo quel secondo incontro siamo rimasti sporadicamente in contatto, via email e via skype. Poi, all’inizio di quest’anno, Mark Cosgrove entra a far parte della band di David Bromberg e mi preannuncia il nuovo tour in Italia in primavera. Circostanza molto felice, poiché Mark già doveva venire in Italia per insegnare al mio Acoustic Guitar Workshop a fine maggio. A questo punto arriva l’invito di David ad unirmi, assieme a Mark e Nancy, per tutte le date italiane del tour.
Dopo l’arrivo all’aeroporto di Venezia, ci siamo trovati a casa mia un pomeriggio per provare alcuni brani. Il primo concerto è stato un evento privato, e sono rimasto subito colpito dalla capacità di Bromberg di far scivolare via il concerto senza una scaletta, scegliendo sempre il brano più adatto. La sera successiva era in programma a Vicenza un concerto di David con un altro maestro della chitarra acustica: Jorma Kaukonen. I brani già provati si alternavano ad altri completamente nuovi per me, ma David ha saputo condurre la band con tale maestria che tutto è avvenuto con spontaneità. Dopo Vicenza è seguito un concerto a Bergamo, ma poi è saltata la mia presenza sul palco di Sarzana per cause superiori alla volontà di Bromberg e naturalmente anche alla mia. A Sarzana comunque non è mancata un’ultima jam a tre, prima del concerto, nei camerini.
Sono tornato a Vicenza con nelle orecchie ancora il suono di una chitarra suonata per il puro piacere di fare musica assieme. Bromberg ama improvvisare, rischiando anche, sempre inseguendo un’idea musicale per trasmettere un’emozione. La sua freschezza e curiosità, ancora così presenti dopo tutti questi anni, sono il più bell’esempio che porto a casa.

Roberto Dalla Vecchia


Chitarra Acustica, 7/2012, p. 30di Roberto Dalla vecchia – Ho conosciuto di persona David Bromberg tre anni fa quando, in occasione del suo concerto a Vicenza, mi è stato chiesto dagli organizzatori di fare un breve set di apertura. Fino a quel momento ero solo un suo estimatore, conoscevo i suo brani più famosi e la sua versatilità che attraversa tanti generi della musica americana. Ricordo bene quando ci siamo incontrati nei camerini del teatro, quel giorno afoso di maggio: dopo i convenevoli di circostanza abbiamo subito cominciato a ‘jammare’ su alcuni classici del flatpicking. Facile immaginare l’emozione mia nel duettare con un maestro del genere; ma, come spesso accade con i grandi, David in semplicità mi ha subito fatto sentire a mio agio, non tanto con le parole, ma con il più efficace linguaggio del corpo e con la sua musica.

Così, dopo alcuni brani, David mi ha proposto di suonare un medley di fiddle tunes a fine concerto: non mi è rimasto che accettare, sorpreso ed entusiasta! Quella serata si è conclusa con un caloroso abbraccio e una sua frase che mi si è stampata nella memoria: «Complimenti Roberto, di solito non ascolto chi suona prima di un mio concerto per più di un brano, ma questa sera ho ascoltato tutto il tuo set». Ci scambiammo i rispettivi indirizzi email promettendoci di risentirci.
Circa un anno dopo sono negli Stati Uniti per una serie di concerti con Mark Cosgrove. Il quale non abita molto distante da David, ed è così che dopo un incontro casuale in aeroporto con Nancy, moglie di Bromberg, ci diamo appuntamento per una cena a casa loro prima che io riparta per l’Italia. La cena preparata da Nancy è squisita, si chiacchera di musica naturalmente, David ci fa anche ascoltare i primi provini del suo nuovo progetto (brani che sarebbero usciti nel CD Use Me nel 2011). Abbiamo l’opportunità di apprezzare la sua collezione di violini, con alcune vere a proprie rarità e prezzi da capogiro. La serata non poteva che concludersi con una jam. Mark ed io non avevamo portato lo strumento, ma Bromberg è ben felice di farci provare le sue chitarre. Io ho il piacere di suonare per quasi tutta la serata una Martin che Joan Baez ha regalato a David molti anni fa: ha ancora sulla fascia un foglietto attaccato con del nastro adesivo, che riporta diversi titoli di canzoni.
Dopo quel secondo incontro siamo rimasti sporadicamente in contatto, via email e via skype. Poi, all’inizio di quest’anno, Mark Cosgrove entra a far parte della band di David Bromberg e mi preannuncia il nuovo tour in Italia in primavera. Circostanza molto felice, poiché Mark già doveva venire in Italia per insegnare al mio Acoustic Guitar Workshop a fine maggio. A questo punto arriva l’invito di David ad unirmi, assieme a Mark e Nancy, per tutte le date italiane del tour.
Dopo l’arrivo all’aeroporto di Venezia, ci siamo trovati a casa mia un pomeriggio per provare alcuni brani. Il primo concerto è stato un evento privato, e sono rimasto subito colpito dalla capacità di Bromberg di far scivolare via il concerto senza una scaletta, scegliendo sempre il brano più adatto. La sera successiva era in programma a Vicenza un concerto di David con un altro maestro della chitarra acustica: Jorma Kaukonen. I brani già provati si alternavano ad altri completamente nuovi per me, ma David ha saputo condurre la band con tale maestria che tutto è avvenuto con spontaneità. Dopo Vicenza è seguito un concerto a Bergamo, ma poi è saltata la mia presenza sul palco di Sarzana per cause superiori alla volontà di Bromberg e naturalmente anche alla mia. A Sarzana comunque non è mancata un’ultima jam a tre, prima del concerto, nei camerini.
Sono tornato a Vicenza con nelle orecchie ancora il suono di una chitarra suonata per il puro piacere di fare musica assieme. Bromberg ama improvvisare, rischiando anche, sempre inseguendo un’idea musicale per trasmettere un’emozione. La sua freschezza e curiosità, ancora così presenti dopo tutti questi anni, sono il più bell’esempio che porto a casa.

Roberto Dalla Vecchia


Chitarra Acustica, 7/2012, p. 30

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  1. Anonimo Reply

    Madre mia, Robby! Questo articolo mi era sfuggito ma ho rimediato subito, non appena ho visto il tuo nome. Mi fa piacere che un flatpicker nostrano sia cosi' in armonia con i mostri sacri statunitensi. Vai cosi'! Lo sai che sei il mio preferito!

    brucelucio

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