La chitarra e il web

Quando un link può cambiarti la vita.

Non è difficile parlare di cose che si conoscono bene, quando sono le proprie esperienze.
Alla fine degli anni ’90 ho avuto il mio primo PC, e la connessione al web. Così, navigando, mi imbatto in un sito dedicato alla chitarra acustica, e scopro che è italiano, messo su da tale Reno Brandoni. Gli scrivo, ci scriviamo, mi chiede un arrangiamento da mettere sul sito, trascrivo il mio di “Azzurro” e glielo mando (il web, che cosa meravigliosa). Qualche mese dopo, camminando per i corridoi dell’hotel Sheraton di Nashville – durante il festival dedicato a Chet Atkins – incrocio una coppia italiana, ognuno di noi ha la propria etichetta spillata alla maglietta, con il nome e la nazionalità, per facilitare le amicizie ed evitare brutte figure se non si ricorda il nome di qualcuno. Vedo che lui mi guarda, guarda la mia targhetta, e mi fa: “Tu sei quello di Azzurro!”. In quel momento ho capito che molte cose non sarebbero più state le stesse, per molti come me, in molti posti del mondo.
Non ero nessuno (più o meno come ora) e nonostante ciò, qualcuno, mentre ero dall’altra parte del globo, sapeva chi io fossi. E oggi quei due, Alberto e Luciana, sono per fortuna miei amici, e so che non li avrei conosciuti se non grazie al web. E Alberto mi ha fatto capire quanto siano grandi chitarristi come Guy Van Duser e Jerry Reed.
Il web ha cambiato tutto. Mi chiedo come facessero prima quelli che facevano il mio lavoro. È come vivere tutti nello stesso quartiere, ci si incontra subito, o mai, ma siamo tutti potenzialmente vicini. Vendo dischi e libri a Roma come a Hong Kong, in Australia e in Usa, a Cagliari e a Dortmund. Suono più all’estero che in Italia, e come tutti, se cerco qualcosa su internet, in pochi click ho la possibilità di scoprire nuova musica, nuovi amici, o semplicemente perdere tempo.
Certo, la confusione aumenta, una pagina web non dice molto, siamo più o meno tutti uguali ad un primo sguardo, e siamo tutti lì, quindi è più facile ma anche più difficile, ma alla fine la qualità fa la differenza. Un buon chitarrista rimane tale, come della musica scritta bene. Basta cercare. E in questo, siti come fingerpicking.net sono fondamentali, per metterci in contatto, darci una possibilità, fare selezione, pubblicare dischi, far lavorare insieme persone che non si sarebbero mai conosciute.
Oggi molti dei miei amici musicisti sono entrati nella mia vita proprio così, e quando dico amici intendo persone con cui vado a cena, in vacanza, con cui viaggio o divido camere di albergo. Di cui vedo nascere figli e a cui faccio una telefonata quando ne ho voglia, giusto per sentirli se non ci si vede da un po’.
Ci vogliono anni, la Rete è veloce ma il mondo reale ha i suoi tempi, ne sono passati una decina da quando molti di noi si sono incontrati, ma chi la dura la vince.
Il web è straordinario, le possibilità quasi infinite, qualcuno ne abusa scrivendo tutti i santi giorni sulle pagine di “cosiddetti” amici solo per farsi vedere, ma questa è la vita.
Un tempo potevamo cercare sugli scaffali di qualche negozio di dischi ben fornito, o aspettare il nuovo numero di una rivista straniera che forse non sarebbe mai arrivato, magari ne avevano smesso l’importazione o addirittura la pubblicazione. Oggi apriamo il browser e non c’è che l’imbarazzo della scelta, e può darsi non sia un caso che i festival dedicati alla chitarra acustica siano aumentati in maniera esponenziale e le riviste specializzate ci dedichino sempre più spazio.
Siamo tutti nello stesso grande, immenso negozio, gli scaffali sono le pagine web, i click sono i passi che facciamo nello “store”, c’è roba buona e schifezze galattiche, non avremo mai il tempo di ascoltare tutto, ma ci sono i video ad aiutarci e noi – che fino a ieri eravamo in una nicchia – ci sentiamo dei piccoli Re, sotto gli occhi di tutti, anche se magari nessuno ci sta guardando.
Ma quello spazio dobbiamo meritarcelo, ogni giorno, e lavorare duro per convincere chi non ci conosce che non suoniamo da soli perché non abbiamo trovato nessuno che volesse suonare con noi.When a link can change your life.

It’s easy to write about things we know well, if it’s our personal experience.
At the end of the 90’s I bought my first PC, and discovered the web. Surfing, I find this website dedicated to the acoustic guitar, it’s italian, run by this fellow, Reno Brandoni. I write, he writes back, he asks me an arrangement of a tune to be published on the website, I tab my version of the italian song “Azzurro”, and that’s it (the Web, what a great thing).
A few months later, walking in the Sheraton hotel in Nashville – during the Chet Atkins festival – I run into an italian couple, we all wear nametags with names and country, to make things easier and avoid poor figures remembering names. I see him looking at me, at my tag, and telling me: ”you’re the one who arranged Azzurro!”. In that moment it was clear to me that many things, for many people like me all over the world, would never be the same.
I was no one (like now, more or less) but someone knew who I was, and I was on the other side of the earth (I’m italian, usually). That couple, Alberto and Luciana, are my friends today, and I know that I would never met them if not for the web. And Alberto made me understand how big guitarists like Guy Van Duser and Jerry Reed are.
The Web changed everything. I wonder how musicians like me did before. It’s like living in the same neighborhood, you meet immediately, or never, but we are all potentially close. I sell cds and books in Rome like in Hong Kong, in Australia or Usa, in Cagliari or Dortmund. I play more abroad than in Italy and, like everyone, if I look for something on the internet, in a few clicks I discover new music, new friends, or just waste time.
Sometimes it’s confusing, a webpage doesn’t say much, we’re all the same at a first look, and we’re all there, so it’s easier and harder, but quality makes the difference. A good player is a good player, as good music is. Just search. And a website like fingerpicking.net is so important to make contacts, give us a chance, make selection, publish records, make people – that would never meet – work together.
Today many of my friends in music came into my life like this, and when I say friends I mean people that I have dinner with, travel for vacation, go to gigs or share hotel rooms. I see their children grow or make a phone call when I just want to say hello.
It takes years, the net is fast but real world has its times, ten years are gone since many of us met, but if you believe in something, you fight for it.
The web is great, possibilities are almost infinite, someone abuse it writing any given day to so-called-friends just to show up, but that’s life.
Years ago we used to go to record stores looking on the shelves, or waiting for our favorite guitar magazine, to discover that it was out of print. Today we open the browser and it’s all there, maybe it’s not a case if, here in Italy and all over the world, guitar festivals are growing in number and magazines give us more space.
We’re all in the same, huge store, webpages like shelves, clicks like steps inside the store, finding good music and crappy stuff, we’ll never have time to listen to everything, but videos help and we came out of our small niche feeling like kings.
We’re under the eyes of the world, even if probably no one is watching us.
But we have to deserve that space, every day, working hard to let people know that we’re not playing on our own because no one want to play with us.

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  1. Francesco Scinia - pacotom Reply

    Daniele, riflessioni sacrosante, abbiamo avuto la fortuna di nascere in un’era in cui la tecnologia è diventata di massa e ha accorciato enormemente le distanze, aumentando a dismisura le potenzialità. Io come sai lavoro in tutt’altro settore e per me la musica e la chitarra sono solo un piacevole hobby (e, da qualche anno, un attrezzo ginnico di fisioterapia), nondimeno la rete mi ha permesso di ampliare le mie conoscenze in misura esponenziale: prima (1980 e dintorni) c’erano, come dicevi, le edicole, le librerie, i negozi di dischi e gli spartiti e le rare tablature, il corso Fabbri a cassette, gli amici che ti insegnavano qualche pezzo. Ora al maxistore del tuo PC trovi TUTTO e gratis: testi, video, tutorial, averceli avuti allora! Ma la rete mi ha anche fatto guadagnare un po’ di soldini: ho scritto un libro (di armi) e decine di articoli (giuridici e di auto), pubblicati grazie a contatti e contratti stipulati via e mail! Altro regalo del web, aver avuto l’onore di fare la tua conoscenza, dapprima virtuale, poi concretizzatasi quando sei venuto qui!
    Un caro saluto.

  2. Daniele Bazzani Reply

    Grazie ragazzi per i commenti, il piacere di incontrarvi anche qui è mio!

  3. The Jedi Reply

    Caro Daniele,
    in bocca al lupo per questa nuova avventura.
    Noi qui ci siamo incontrati e qui ho imparato a stimarti, apprezzarti e conoscerti.
    Fa che sia non un ipermarket del successo quanto una vecchia bottega ricca di rapporti umani ed odori di legno…per arrivare ad una miglior condivisione delle informazioni per tutti, ad una crescita diffusa e un giorno ad essere veri amici non solo on-line ma molto più di persona, quali siamo.

  4. Davide Facchini Reply

    In questa storia mi ci ritrovo alla grande!

    YES, Alberto e Luciana!
    Pensa sono venuti a sentirci nel 2000 e poi Alberto mi ha spedito una mail… da quel giorno è diventato il mio pusher di sostanze strane provenienti da oltre oceano come Chet, Jerry, Guy…
    Ci hanno spedito anche una cartolina firmata dai personaggi della CAAS!
    E l’anno scorso chi t’incontro alla CAAS…!???
    Il mitico Daniele Bazzani!! :-)))
    World is small!!!

  5. maul Reply

    ciao Daniele, per ora solo un saluto … a presto
    Maurizio

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