Test: Zoom AC-3

Test Zoom AC-3

(di Simona Grasso) – Collaboro con Zoom da alcuni anni, beneficiando di diversi pedali e di altra strumentazione, utili allo svolgimento della didattica così come per la parte artistica in duo con Paolo Anessi.
Rispetto a Paolo, e a tanti altri appassionati di elettronica ed effetti, devo ammettere che non mi ritengo assolutamente una nerd, anzi, direi proprio il contrario!
Quando ho scoperto questa nuova AC-3 e il suo potenziale, ho letteralmente esultato, perché sembra proprio pensata per chitarristi come me, che non hanno voglia di impazzire con manuali d’istruzioni infiniti, sotto menu, pannelli LCD e quant’altro l’elettronica avanzata propone.

Rispetto alla precedente A3, il cambiamento è davvero epocale, sia dentro che fuori.
I convertitori sono pensati fino in fondo per la chitarra acustica, rispettosi del sound e delle dinamiche. Ma è il lato estetico quello davvero rivoluzionato rispetto al precedente modello: tutto si trova sul pannello frontale, con controlli rapidi e decisamente intuitivi.
Definirei questo tipo di approccio quasi ‘analogico’, nel senso di avere tutto a portata di mano in modo semplice e diretto, senza quindi dover entrare in sotto menu, che magari offrono più opportunità di concatenazione e regolazioni più precise, ma sicuramente rendono il tutto a volte un po’ troppo cervellotico.

Possiamo pensare all’AC-3 divisa in diverse sezioni.
Oltre alla classica dotazione di base, costituita da equalizzatore a tre controlli, riverbero, compressore, anti feedback e boost (molto semplici ed efficaci nel controllo e nella manipolazione), nella parte centrale del pedale abbiamo un controllo a rotazione, che permette di selezionare nove effetti tra i più utilizzati per chitarra acustica.
Qui infatti abbiamo: due diversi tipi di chorus dal suono molto naturale, che confezionano una bella apertura sul sound; i classici eco e delay e di quest’ultimo possiamo selezionare analogico (più morbido) e digitale (più chiaro e definito rispetto al precedente); poi abbiamo un tremolo, sempre molto efficace sulla chitarra acustica, fino ad arrivare a un effetto pad, che in sostanza è un riverbero molto dinamico e dalla coda decisamente lunga, che permette di suonare parti con molta atmosfera e dal sound un po’ sognante.
Nel video a corredo di questo articolo, non entro nel merito delle regolazioni dei tre parametri che l’AC-3 offre nella sezione effetti (time/rate/decay – f.b./depth/tone – fx level), che andranno regolati in base al tipo di suono/effetto che vogliamo ottenere e permettono svariate opportunità.

Uno tra i punti forti di questo pedale, è la possibilità di selezionare la chitarra sorgente (cioè quella che si sta utilizzando) e con il controllo sul lato opposto del pedale si può scegliere letteralmente il contour, quindi la dimensionalità e le caratteristiche dello strumento desiderato.

Su questo punto ci tengo a precisare che ovviamente non si può pretendere di avere in mano una coreana (senza nulla togliere alla provenienza degli strumenti) e fare in modo che suoni come un’americana in tutto e per tutto. Ma la cosa sorprendente sono i tratti caratteriali di massima che si riescono a riprendere: questo è molto utile per avere una sorta di ri-equalizzazione rapida e funzionale a creare un sound bilanciato nei termini che desideriamo (per esempio, per ottenere maggior enfasi sui cantini oppure sui bassi).
Essendo di base una sorta di ri-equalizzazione, nessuno ci vieta poi di cambiare anche la regolazione della chitarra sorgente e di ampliare ulteriormente le possibilità timbriche che il pedale ci offre.

Dispone di un’entrata jack, per un’uscita stereo sempre jack, ma la bella opportunità è quella di utilizzare questo pedale come una DI-BOX, per entrare direttamente nell’impianto PA.
Anche questa situazione è stata oggetto di prova e onestamente non mi ha fatto rimpiangere un amplificatore per acustica: la risposta dinamica e il timbro sono di pregio, ma soprattutto naturali, come uno strumento acustico vorrebbe.
Per concludere la dotazione di questo pedale, accordatore onboard, alimentatore e possibilità di alimentare a pile.

Indubbiamente si tratta di un’attrezzo non economico (siamo intorno ai 280€ circa), ma oggettivamente possiamo farci un pensiero, se vogliamo amplificare e aprire innumerevoli possibilità timbriche della nostra chitarra acustica, all’insegna di un impatto facile, veloce e dal grande suono rispettoso della dimensione acustica del nostro strumento.

Simona Grasso

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