Test: Ibanez AE205JR

Ibanez AE205JR

(di Simona Grasso) – Da qualche anno ho il piacere e il privilegio di collaborare con Ibanez, marchio rinomato per i suoi strumenti ultraconfortevoli e dall’ottimo rapporto qualità/prezzo.

Tra i vari strumenti acustici che ho avuto modo di provare, alcuni mesi fa ho ricevuto in esclusiva un modello del catalogo 2018, ai tempi non ancora disponibile sul mercato: la AE205JR.
La chitarra è pensata nelle sue dimensioni ridotte per essere superconfortevole per chi magari ha qualche scomodità con casse decisamente più grandi. Pensiamo quindi al mondo femminile in generale oppure ai “diversamente alti” di statura o a chi ha mani un po’ piccole, che possono trovare agio e comfort con una tastiera leggermente ridotta (senza trascendere in una 3/4, strumento indicato più per bambini). Per la cronaca, io rientro in tutte e tre le categorie!

Ma ora parliamo un po’ dello strumento e di come suona.
Si tratta di una minijumbo elettroacustica dalla finitura satinata, che la casa costruttrice definisce “open pore” e che con il tempo dovrebbe solo maturare e migliorare ulteriormente.
Top in abete Sitka, fondo e fasce in mogano.
La tastiera è in ovangkol, che non fa rimpiangere l’ebano in quanto a scorrevolezza e compattezza, impreziosita da un intarsio che ricorda la famosa Jem777 di Mr. Steve Vai, con 20 tasti ottimamente rifiniti, che rendono il lavoro della mano che diteggia decisamente confortevole.
Il contour del body è un cutaway (quindi con spalla mancante), permettendo così di raggiungere i tasti più alti per le parti solistiche. La parte di congiunzione tra il manico e il corpo è decisamente pensata per raggiungere facilmente queste posizioni da virtuosi dello strumento.
Capotasto e ponticello in osso sono un preziosismo non di poco conto, per una miglior trasmissione del suono; mentre il manico termina con la classica paletta a tre meccaniche per lato, che fanno davvero bene il loro lavoro, morbide e molto precise.

Da spenta la chitarra risulta abbastanza bilanciata tra frequenze gravi e acute e si presta facilmente al fingerpicking tanto quanto allo strumming sia “da spiaggia” che professionale.
Difatti l’ho già suonata in studio in un paio di produzioni pop e si è comportata egregiamente: dinamica e timbro di carattere non sono affatto mancati.

Da amplificata restituisce bassi più generosi, utile a supportare linee di walking e tecniche fingerstyle. Il pickup è un classico piezoelettrico (chiamato “Ibanez T-Bar Undersaddle”) e la parte di preamplificazione è sempre curata da Ibanez.

Nella prima parte del video a corredo di questo articolo, suono degli esempi con tecniche differenti (strumming, arpeggio a plettro, fingerstyle) e il tutto è stato ripreso con due microfoni a condensatore della Samson (MTR 201/231), posizionati a circa 10 cm dalla parte inferiore del body e al dodicesimo tasto, per ottenere il sound più naturale e rispettoso possibile dello strumento.
Mentre nella seconda parte, ho sfruttato i nuovi video girati per le prossime lezioni che saranno pubblicate prossimamente sulla rivista Chitarra Acustica, nella mia rubrica “Suono e canto”, prendendo solo le parti strumentali ed escludendo il cantato, in modo da far sentire l’amplificazione attraverso il pickup piezoelettrico Ibanez T-Bar Undersaddle.

Concludendo, posso affermare che si tratta di uno strumento sicuramente da provare, che saprà sorprendere e regalare belle emozioni grazie all’ottimo timbro e alla sua scorrevolezza, veri punti di forza oltre all’imprescindibile altissimo rapporto qualità prezzo a cui Ibanez ci ha abituati da tempo. La chitarra è fornita di custodia morbida di serie e nel suo essere ridotta nelle dimensioni è ottima per la sua portabilità anche in luoghi affollati

Simona Grasso

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