Taylor – L’incatenatura classe V

Parlare di reali innovazioni nel campo della chitarra acustica è sempre argomento delicato. Da un lato si assiste spesso a ‘lanci’ di presunte tali, che poi – alla prova pratica – si rivelano solo esercizi di stile fine a sé stessi o alla scoperta dell’acqua calda. A parte, forse, gli esperimenti di Steve Klein con l’incatenatura elicoidale e qualche spunto di Harry Fleishman, mi viene in mente davvero poco – pochissimo – di realmente innovativo, su uno strumento che sembra davvero aver trovato ormai la sua dimensione definitiva.

D’altro canto Taylor è un’azienda seria, serissima, che nell’ultimo decennio ha fissato precisi punti di riferimento nel settore. Per cui, se Bob Taylor in persona si sbilancia ad annunciare una ‘vera innovazione’ nel sistema di incatenature della chitarra, si è portati almeno ad ascoltare con attenzione.

«Sono orgoglioso del lavoro che Andy ha realizzato sulle chitarre classe V» ha dichiarato Bob. «È una direzione completamente nuova che ha richiesto creatività, fiducia e coraggio per svilupparsi. L’importanza va oltre il musicista […]». L’incatenatura classe V è appunto opera di Andy Powers, geniale progettista californiano che da tempo ha affiancato Bob nel ruolo di designer. Già un suo lavoro sul tradizionale X-bracing aveva dato risultati interessanti, con la serie Advanced Performance, implementata via via negli anni sui modelli più pregiati. La ‘leggenda’ narra che Andy abbia tratto ispirazione da una mattinata di surf, osservando come le onde del mare si dividevano sulla punta della sua tavola. Il passo per applicare lo stesso principio all’interno di una tavola armonica è stato un processo tutt’altro che breve, con cinque anni di progettazione e sviluppo piuttosto intensi.

All’inizio del 2018 sono stati presentati i primi tre modelli con questo particolare sistema di catene, che saranno a breve disponibili anche nel nostro paese: la PS14ce, la K24ce e la 914ce, che sarà protagonista della nostra prova nelle prossime pagine. Sì, perché Bob sarà anche una persona degna di fiducia, ma noi si vuol toccare con mano!

Sulla carta il V-Class Bracing, che ovviamente richiama già dal nome la forma interna del sistema di rinforzi, veicola l’energia cinetica della tavola in maniera più naturale, modificando i rapporti di durezza del materiale – che risulta più rigido longitudinalmente e più flessibile nei lati esterni – e di conseguenza la resa sonora. Permette un’intonazione più accurata della tavola armonica, con una resa differente delle armoniche legate alla fondamentale. Il suono ‘dovrebbe’ essere più leggero, centrato e ricco di sustain, oltre che di riverbero naturale. Ma non solo: la minor flessibilità della tavola permetterebbe anche un miglior posizionamento dei tasti sul manico, riducendo la variabilità di quello che già non è – a priori – un sistema di intonazione perfetto.

Ovviamente tutto questo dovrebbe fare la gioia, oltre che dei musicisti più ‘evoluti’, anche dei fonici e dei tecnici di sala di registrazione, perché il suono risulterebbe pieno, rotondo e privo dei ‘battimenti’ tipici che il sistema di temperamento equabile, inevitabilmente almeno fino ad ora, ha portato con il suono della chitarra.

Farà un po’ meno la gioia, almeno per il momento, dei conti correnti di chi vorrebbe entrare in questo ‘mondo meraviglioso’, perché gli strumenti presentati finora sono tutti di fascia alta. Parecchio alta. Ma la qualità si paga, non è certo una novità, e al di là del discorso legato al V- Class Bracing, che tra poco andremo a toccare con mano, sono strumenti di qualità eccellente.

mario.giovannini@chitarra-acustica.net

...sull'Autore

Related Posts

Lascia il tuo commento