Il talento musicale senza età

(a cura di Fabiana Ferrandino) Il talento non ha età. Il talento è dote. Il talento è una responsabilità, a volte un peso. Non sempre si sa di possedere talento. A volte si scopre tardi.

Si possiede oppure no, e se non c’è non si può imparare e non si può fingere. L’inclinazione è troppo più profonda di una capacità, troppo più radicata di una passione, troppo più caratterizzante di un volto o di una maniera, per poter essere riprodotta o finta. È un taglio del sé. E prima o poi viene fuori.

L’antico significato di ‘unità di peso’ e di ‘somma di denaro’ ci mette in luce dei connotati importanti di questa parola. Il talento era unità di peso e somma di denaro poiché la moneta stessa era metallo prezioso pesato: un talento, ad Atene, corrispondeva a più di venti chili d’argento. Una ricchezza pesante, quindi, massiccia, che nel moderno talento appesantisce di responsabilità chi la possiede. Infatti, ovviamente, la ricchezza materiale e quella del talento, in sé, non hanno valore: abbandonate a sé non si mangiano né realizzano. È l’investimento, l’impiego nello svolgimento della vita che ne sprigiona il valore, che trasforma il peso di sé in potere e libertà.

A volte il talento – nel nostro caso, musicale – si scopre per caso, e spesso si scopre quando si ascolta di più sé stessi e non è mai tardi. Le nostre Guitar Ladies di oggi, Lucia Vissani e Paola Selva, ci raccontano come l’inclinazione per la musica si è svelata per caso e poi si è impadronita del cuore. Lucia ha scoperto la sua grande passione per la chitarra dopo i quarant’anni anni e si è riconosciuta ricca di talento. Paola ha un’allieva di settant’anni che ha scoperto il suo amore per la chitarra accompagnando la nipotina a lezione, ed ora prende lezioni da Paola regolarmente, sorprendendosi profondamente legata a questo strumento.

Le donne hanno una forza e una sensibilità davvero formidabili, e la nostra naturale determinazione deve venir fuori sempre di più, anche nell’ambito musicale, ancora troppo maschile. È dura coltivare un talento negli anni, soprattutto se costa sacrificio e denaro, ma è peccato mortale gettarlo alle ortiche perché non ci dà denaro. Pensate a tutti coloro che ne sono sprovvisti. Non possiedono quella sensibilità, acume, flessibilità e creatività che possiede solo chi si è accostato a uno strumento musicale e ha coltivato questo talento, anche se lo si è scoperto tardi.

Chi possiede queste qualità ha la responsabilità di coltivarle. Non abbandonate il vostro talento. (f.f.)

La mia storia

di Lucia Vissani

Qualche anno fa, dopo aver passato i quarant’anni, presi in mano una chitarra rotta con addirittura due corde mancanti. Iniziai a suonarla per gioco, cercando di trovare delle parvenze di accordi: scoprii che potevo farlo, che potevo creare musica piacevole all’orecchio anche con una chitarra rotta, pur non conoscendo gli accordi e pur non sapendo leggere la musica. Mi piaceva l’idea che ero io a creare e che potessi ‘domare’ uno strumento rotto, nonostante la mia totale ignoranza sul soggetto.

Dopo qualche tempo mi fu donata una chitarra nuova, potendo così familiarizzare sempre più con questo strumento, e scoprii di avere capacità e risorse sconosciute a me fino a quel momento: potevo raccontare le mie emozioni e la mia vita con una semplice chitarra. Iniziai così a usare il mio tempo libero e i dopocena per coltivare questa passione. Smisi di guardare la TV e usai quel tempo in modo molto più costruttivo e creativo. Ogni volta che rientravo dal lavoro, la prima cosa che facevo era strimpellare un po’ la mia chitarra per estrovertirmi e rilassarmi, senza rendere la cosa pesante ma sempre leggera e divertente.

Poco tempo dopo ho avuto la possibilità di partecipare al mio primo campus di chitarra, il Porto Sound Elpidio con i maestri Reno Brandoni e Nazzareno Zacconi. In realtà non mi sentivo di iscrivermi, essendo nuova e completamente inesperta sul soggetto, ma decisi comunque di vincere i miei preconcetti e la mia timidezza, e partecipai. Ne uscii più ricca e con la capacità di fare alcune cose in più con la mia chitarra: ho scoperto nuove risorse, nuovi modi di suonarla, e soprattutto capii che potevo trovare accordi con posizioni facili, ma sempre belli e interessanti, semplicemente cambiando l’accordatura della chitarra.

Avevo l’impellenza di esprimermi pur non avendo alcuna nozione tecnica, così mi ingegnai iniziando da questo punto: ottimizzare le risorse che ho, minimo sforzo massimo risultato, perché un principiante vuole vedere subito risultati e divertirsi!

Da quel giorno ho continuato a creare musica con la mia chitarra per principianti, e ho scoperto che avevo qualcosa da dire. Ho iniziato così a scrivere testi; mentre suonavo la chitarra, cantavo e registravo sul mio telefonino. Fino al punto in cui ho pubblicato il mio primo CD Non sei più nelle mie immagini, grazie alla produzione artistica dell’autore e compositore Andrea Mei presso lo studio Potemkin di Macerata, con Nazzareno Zacconi che ha eseguito professionalmente alla chitarra i miei brani. Non solo, mi sono creata una pagina Facebook e un canale YouTube, e ho realizzato anche un videoclip… Chi ci avrebbe mai pensato di fare tutte queste cose!

Ho scritto tutto questo per lasciare un messaggio a tutte le lettrici giovani e meno giovani (come me): non è mai troppo tardi per mettersi in gioco e, se l’ho fatto io che ho quarantacinque anni e che ero allergica al pubblico e timida, senza uno straccio di conoscenza di musica e di strumenti, lo potete fare anche voi!

www.luciamusicofficial.it

Pagina FB “Lucia music”

https://youtu.be/uTqrpGfceF4

Troppo tardi per iniziare a suonare la chitarra?

di Paola Selva

Spesso mi capita di incontrare persone che non hanno potuto imparare a suonare da piccole e che, pur desiderandolo ancora, pensano sia ormai troppo tardi per cominciare. Sarà vero?

Un aneddoto fra tutti. Anni fa ricevetti la telefonata di una nonna, che chiedeva la mia disponibilità a dare lezioni di chitarra alla sua nipotina di sei anni. Essendo l’allieva così piccola, pregai la nonna di rimanere con noi nell’aula, almeno durante le prime lezioni. La bimba si rivelò ben presto musicalmente molto dotata e, grazie anche all’entusiasmo tipico di quell’età, faceva notevoli progressi; cosa di cui la nonna, sempre presente alle lezioni, era molto soddisfatta. Qualche tempo dopo, la nonna desiderò fermarsi a parlare con me oltre l’orario della lezione e mi svelò che, quando la nipotina era a scuola, lei le prendeva il quaderno nel quale scrivevo musiche ed esercizi e provava a suonarle. Ciò avveniva sin dal primo incontro e mi chiese se poteva farmi sentire ciò che aveva imparato. Potete immaginare la mia sorpresa! Naturalmente acconsentii e, anche se i risultati non erano gli stessi della seienne, vi posso assicurare che erano notevoli, soprattutto se consideriamo che erano raggiunti da un’uditrice.

Questa signora ha quindi cominciato a suonare la chitarra a settantadue anni e, per la cronaca, non è nemmeno l’allieva più anziana nella mia storia di insegnante!

È innegabile che i bambini assorbono la musica come le spugne l’acqua, imparano tutto velocemente e avidamente, assumono facilmente la corretta postura in molto naturale. Cominciare lo studio di uno strumento musicale in età matura ha certamente qualche svantaggio, legato a una ridotta elasticità delle articolazioni, al poco tempo da dedicare alla pratica, ai mille pensieri che un adulto si trova ad affrontare quotidianamente. Ma le qualità tipiche di un adulto, quali la capacità di ragionamento, la maturità, la consapevolezza, sono impagabili e la passione e la tenacia possono abbattere molte barriere.

Non è mai troppo tardi!

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