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È online Chitarra Acustica n. 6/2013

È online il numero 6/2013 di Chitarra Acustica, di cui proponiamo gli editoriali di presentazione e che potete sfogliare, scaricare o richiedere nella sua versione cartacea su chitarra-acustica.net o nei migliori negozi di strumenti musicali.

«Goodbye Mr. Bob Brozman»

Abbiamo dato notizia sul sito di fingerpicking.net della improvvisa e inaspettata morte di Bob Brozman, avvenuta lo scorso 23 aprile. In quell’occasione abbiamo voluto ricordarlo riproponendo la lunghissima intervista che ci aveva rilasciato durante l’edizione 2012 dell’Acoustic Guitar Meeting di Sarzana, dove era diventato un personaggio di riferimento e dove aveva da poco acquistato una casa con sua moglie Haley S. Robertson, immaginando tutta una serie di progetti in Italia, anche con la nostra collaborazione. A rileggerla adesso quell’intervista, che abbiamo pubblicato sul numero di settembre di Chitarra Acustica e che potete trovare all’indirizzo http://andreacarpi.fingerpicking.net/bob-brozman-il-re-della-national-resophonic-guitar-e-altre-storie, corre un brivido sulla schiena, perché parrebbe ai nostri occhi assumere quasi la valenza di un testamento spirituale, data la grande quantità di argomenti affrontati con passione e debordante urgenza comunicativa.

“Chitarra Acustica”, n. 6, giugno 2013

“Chitarra Acustica”, n. 6, giugno 2013


A un certo punto dell’intervista, parlando del suo modo di concepire lo spettacolo dal vivo e del suo rapporto con il pubblico italiano, Brozman diceva: «Il mio spettacolo invece è diverso: forse suono bene, ma la gente non si preoccupa veramente di che note io stia suonando. La gente o sta bene, oppure non sta bene. Quindi il mio messaggio è: “La vita è così breve, è così preziosa. Non è una bella serata questa? È così bello vivere e creare una memoria comune!” Sono molto toccato qui al Meeting di Sarzana, è molto emozionante stare qui!»
Questo inno alla vita, che ben riflette l’immagine che Brozman ci dava di sé, di grande vitalità, energia ed entusiasmo, produce oggi incredulità, lacerazione e profondo smarrimento. Pensiamo poi al dolore e al forte turbamento che le tristi circostanze e contesti del dramma della sua scomparsa hanno potuto ingenerare nelle persone a lui affettivamente più vicine.
Mentre stiamo per andare in stampa, la nuova edizione del Meeting di Sarzana si sta apprestando a dedicargli un ricordo nella serata inaugurale, alla presenza della moglie Haley. È a lei e alla sua personale memoria del marito che dedichiamo fin d’ora il nostro pensiero, la nostra comprensione e la nostra vicinanza, in attesa di raccontare nel prossimo numero le emozioni che quella serata e il festival tutto avranno suscitato.

Andrea Carpi

«Bob»

Che cos’è l’amicizia se non la versione discreta dell’amore. Puoi coltivarla senza vincoli o pregiudizi legati all’età, al sesso, alla religione e allo stato sociale. È l’unico atto d’amore di libertà assoluta. La puoi esibire senza timore o imbarazzo, puoi raccontarla ed esercitarla alla luce del sole, descriverla come parte importante della tua vita e soffrirci maledettamente quando per un qualsiasi motivo si dissolve.

Bob al Premio Stefano Rosso 2013 (foto di Gabriella Vaghini)

Bob al Premio Stefano Rosso 2013 (foto di Gabriella Vaghini)


Nessuno si stupisce dell’amicizia tra due persone dello stesso sesso, ansi le affinità la elevano e permettono un confronto più diretto. Quando ne senti parlare e capisci che è vera, ti commuove perché risveglia sentimenti assopiti che altrimenti si spegnerebbero nel silenzio della più assoluta solitudine.
Il palco dell’AGM di Sarzana, la notte del giovedì 23 maggio, ha reso omaggio all’amicizia riversando sul pubblico la massima espressione di questo sentimento. Le parole l’hanno descritta e la musica ne ha raccontato i colori.
Eravamo lì, in una notte di primavera che di quella stagione aveva solo lontano ricordo, infreddoliti e silenziosi, camminavamo nervosi all’interno della fortezza, pochi gli sguardi, meno le parole.
Le voci sono lame di coltello, ti feriscono e ti accorgi che ti hanno colpito solo dopo un po’ che sanguini. Vorresti non sentirle, ignorarle, ma quando diventano un coro assordante, non puoi nascondere la testa tra le mani e devi guardare la faccia di chi urla, di chi senza ragione alcuna manifesta dissenso e sdegno solo per elogiare il proprio falso perbenismo, lanciando con gioia la propria pietra su un ricordo facilmente e rapidamente cancellato.
Eppure eravamo lì ed eravamo in tanti, forse pochi di numero, ma ognuno di noi valeva i mille che non erano presenti, i mille che avrebbero voluto ascoltare ancora quella musica, quella lucida geniale follia che rotolava dal palco fin sulla gente. Così, le luci si sono spente e dopo brevi parole dettate dal cuore di Alessio, da quell’amore profondo che solo un amico sincero sa regalare, è ritornata la musica e le voci si sono spente, magari solo per una notte, regalandoci il più dolce e gradito dei ricordi.

Reno Brandoni

 

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È online Chitarra Acustica n. 2/2013

È online il numero 2/2013 di Chitarra Acustica, di cui proponiamo gli editoriali di presentazione e che potete sfogliare, scaricare o richiedere nella sua versione cartacea su chitarra-acustica.net o nei migliori negozi di strumenti musicali.

«Stefan e John»

In questo numero succedono in particolare un paio di cose, che a molti di noi potranno apparire assai significative. Da una parte la visita di Reno Brandoni alla fiera del NAMM in compagnia di Stefan Grossman, paragonata scherzosamente al viaggio iniziatico di Dante con la guida di di Virgilio; e la similitudine forse non è solo uno scherzo… Dall’altra il fatto che John Renbourn ci abbia gentilmente inviato una preziosa trascrizione di un suo pezzo risalente al 1968.

“Chitarra Acustica”, n. 2, febbraio 2013

Il binomio tra Grossman e Renbourn, ancora una volta a molti di noi, soprattutto a quelli che portano addosso qualche anno in più, rievoca un periodo a cavallo degli anni ’70 e ’80, in cui i due collaborarono molto insieme, dando vita a dischi fondamentali e a numerose tournée. Una sorta di età dell’oro per la musica acustica in Italia, in cui la loro musica – e non solo la loro – riempiva i teatri e i teatri tenda, e aveva ampio spazio nelle ‘radio libere, ma libere veramente’. Reno Brandoni è stato toccato da quello straordinario periodo in modo tutto particolare, avendo aperto in prima persona molti di quei concerti. Ma anche la maggior parte di noi, in un modo o in un altro, è stata segnata profondamente da quegli anni.
Alcuni diranno che è solo nostalgia. Ma – a parte il fatto che la nostalgia non è un sentimento che si debba per forza sminuire, visto che anzi ci coinvolge tutti fin dalla nascita – non si tratta soltanto di questo. La verità è che quell’epoca ha rappresentato come un ‘mito di fondazione’ della musica acustica nel nostro paese. E dio sa se di questi tempi non ci sia bisogno di miti di fondazione, per rimettere in ordine alcuni punti di riferimento della nostra esistenza.
Da una parte c’era l’opera titanica di Grossman, che ha incarnato nel modo più completo l’assimilazione della tradizione blues da parte di un musicista bianco. Eventualmente con tutte le implicazioni legate alla simbologia della ‘musica del diavolo’ o alle fantasie di patti con il diavolo at the crossroad, evocate in questo numero da Roberto De Luca, e – perché no – alla rigeneratrice discesa dantesca agli inferi. Così tutti i conti tornano.
D’altra parte c’è l’altrettanto prodigiosa opera di Renbourn, di fusione tra una musica di ritorno del Nuovo Mondo rivivificata dagli influssi afroamericani, tra le sue sopravvivenze folkloriche in grado di riportare alla memoria gli aspetti più tradizionali del sostrato celtico del Vecchio Mondo, e la musica d’arte del periodo rinascimentale e barocco, che meglio impersona le radici più profonde della cultura europea.
Tra i due grandi poli delle tradizioni africane e delle tradizioni celtiche si è andata così fondando la nostra nuova identità contemporanea, la nostra moderna epopea. Grazie Stefan, grazie John!

Andrea Carpi

«Volando e sognando California»

Volare è contro la natura umana. Eppure il volo ha sempre affascinato l’uomo. Nei secoli egli ha sempre cercato di vivere questa esperienza e di farla sua. Non so perché e dove stia il fascino di questo ricorrente desiderio. Ma ci penso sempre ogni qual volta sorvolo l’oceano a bordo di un aereo.
Vedo il cielo e la profondità della terra che scivola sotto i miei piedi, e sembra che il mondo si allontani portandosi dietro i pensieri e le emozioni più profonde. È un momento magico, un estasi profonda, che libera l’individuo dalla frenesia del quotidiano e lo porta ad aprirsi verso l’infinito. Molti musicisti percepiscono questo senso di libertà e molti approfittano di questi viaggi per comporre, pensare alla propria musica, riflettere sui contenuti contorti della propria esistenza quotidiana. Gli affanni e i malumori, ma anche le gioie e i successi. La musica dovrebbe essere storia, colonna sonora della vita, ma spesso gli eventi che ti bombardano distruggono il sapore del racconto e lasciano solo spazio a intricate costellazioni di perché, dubbi e domande. Quello che produci musicalmente non è più storia o percorso, ma solo rabbia modulata che sembra suono.
Generalizzo e chissà quanti penseranno diversamente, anche se le crisi – come quella che stiamo vivendo – livellano i giudizi e molti si riconoscono in altri, in tanti. E così l’individuo da solitario diventa moltitudine, massa, opinione, e il pensiero di uno può diventare quello di molti. E nel male e nel dolore non si è più soli. Le fratellanze nascono dal bisogno, così come nel bisogno distingui gli amici più veri. E allora la musica non è più tappeto sonoro ignoto e incomprensibile, ma sillaba umana che risuona di nuovo armoniosa e sensuale, pronta a conquistarti nel silenzio profondo del tuo essere.
La mia chitarra mi accompagna sempre, anche se fisicamente non è sempre con me. Ed ora, così sospeso nel vuoto, vorrei imbracciarla e accordarla in una della miriadi di accordature aperte possibili per suonare una nota, un solo accordo. Comporre non dovrebbe essere solo utilizzo sfrontato di posizioni e acrobatiche armonie, ma anche produrre un suono, tenerlo sospeso e lasciarlo morire nel silenzio, prima della prossima nota. Ho voglia di questo, di musica pulita, di musica sussurrata e mai sfrontata. Il volo pulisce ogni scoria dal tuo animo e libera la passione nascosta nella tempesta del tuo inconscio. Per questo quando volo scrivo, e quando scrivo sogno e non riesco a pensar male, da qui in alto, così lontano da tutto, così vicino a Dio.

Reno Brandoni

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È online Chitarra Acustica n. 1/2013

È online il numero 1/2013 di Chitarra Acustica, di cui proponiamo gli editoriali di presentazione e che potete sfogliare, scaricare o richiedere nella sua versione cartacea su chitarra-acustica.net o nei migliori negozi di strumenti musicali.

«Un altro piccolo passo»

C’è un motivo ben preciso per cui non siamo presenti in edicola. È stata una decisione ponderata, rischiosa e determinata. Non credo che l’edicola sia il luogo ‘ideale’ per la nostra rivista. Troppa confusione, devi stampare migliaia di copie per portarne tante dove non servono e poche dove invece servirebbero e si venderebbero. Succede quasi sempre così. Troppi sprechi per conquistare un pubblico che non compra d’istinto questo genere di magazine, ma fa un acquisto attento cercando, quasi inseguendo, la nuova copia fresca di stampa.

“Chitarra Acustica”, n. 1, gennaio 2013


Lo sento dalle lamentele di alcuni lettori i quali, pur sapendo che il numero viene stampato a metà mese per essere pubblicato e distribuito il 15, già il 16 lo vorrebbero tra le loro mani! Miglioreremo anche questo, cambiando i tempi di pubblicazione e portandoci, così come tutti si aspettano, all’inizio del mese. Avevamo evitato questa data di uscita per non sovrapporci alle altre riviste di settore e creare una nuova abitudine di lettura, ma evidentemente gli ‘usi’ sono difficili da modificare, così saremo noi ad adattarci a una nuova data di pubblicazione anticipata di qualche giorno.
Parlavamo delle edicole. Fatta la scelta di rinunciare a questo canale distributivo, l’unico sistema per portare a casa vostra il nostro giornale era solo quello dell’abbonamento. Scelta azzeccata, che ci ha permesso di contenere i costi (infatti abbiamo stampato solo le copie già vendute, quindi senza sprechi) e, grazie ai vostri contributi, siamo riusciti a mantenere la nostra rivista viva ed energica anche in questo periodo di crisi.
Ma il sogno di una distribuzione che permettesse a tutti voi di trovare Chitarra Acustica vicino casa e poterlo prenotare o acquistare con maggiore facilità è sempre stato nei nostri pensieri. Certo è comodo ricevere ogni mese il proprio giornale via posta e c’è anche un bel risparmio, che non fa mai male. Ma un’unica scelta tante volte suona come una costrizione: una diversa alternativa può invece aprire il mercato a un pubblico diverso, che preferisce comprare autonomamente ogni singolo numero.
La fatica è stata tanta (oserei dire quasi un anno e mezzo di lavoro) e finalmente ci siamo riusciti. Giusto a dicembre abbiamo siglato il nostro contratto con la Carisch, che già distribuisce i nostri libri, e da questo numero di gennaio 2013 Chitarra Acustica sarà disponibile nei migliori negozi di strumenti musicali! Luogo sicuramente più frequentato dai chitarristi e idoneo a una distribuzione capillare per una pubblicazione come la nostra.
Certo, all’inizio dovrete un po’ aiutarci prenotando e richiedendo il numero al vostro commerciante di fiducia, in modo che si avvii il ‘ciclo’ della distribuzione. Ma quello che è certo è che tutti i negozi potranno ordinare ogni mese le copie necessarie direttamente alla Carisch.
Oggi si apre un nuovo ciclo, un nuovo modo di fare e distribuire editoria specializzata. Credo che sia un altro piccolo passo verso il nostro futuro, che prevederà già a breve tante altre novità… Ma per ora non vi dico di più.
Permettetemi solo di fare gli auguri a tutta la redazione, che in questi anni ha lavorato duramente, compatta e ‘aggressiva’ nonostante si inseguisse un sogno; ai soci di fingerpicking.net, che hanno spinto, creduto e appoggiato il progetto; e sopratutto a voi ‘scellerati’ abbonati, che avete rischiato i vostri cinquanta euro credendo alle nostre parole e fidandovi delle tante promesse, che speriamo aver almeno in parte mantenuto. Infine scusate se mi permetto ma… ricordatevi di rinnovarlo l’abbonamento!

Buon fingerpicking…

Reno Brandoni

«Ricominciamo da tre»

Esattamente un anno fa nasceva anche l’edizione cartacea di Chitarra Acustica, che veniva ad affiancare l’edizione online su sfogliatore e in PDF, dopo nove mesi della sua esistenza. Nel corso del 2012 la rivista ‘fisica’ è stata disponibile solo per abbonamento o attraverso lo shop online di fingerpicking.net. Ma, a partire da questo numero di gennaio 2013, potrà godere anche di una distribuzione a cura della Carisch nei negozi di strumenti musicali e nelle librerie musicali.
È questa un’idea che inseguivamo da tempo, convinti che una realtà specializzata come la nostra avesse bisogno di una disrtribuzione più mirata rispetto a quella delle edicole di giornali, troppo dispersiva per la nostra dimensione. E confidiamo che questa rete di negozi possa crescere anche come punto d’incontro per gli appassionati della musica suonata, con la possibilità di ospitare attività partecipate come presentazioni di libri e dischi, open mic abbinati a dimostrazioni di strumenti, showcase, clinic e tutto quello che potrà venirci in mente.
Questo numero lo stiamo per portare al NAMM Show di Anaheim, nell’area metropolitana di Los Angeles. E speriamo che sia di buon auspicio la recentissima notizia dell’accordo siglato da Obama per evitare la catastrofe fiscale, che sembrerebbe aver trasmesso un minimo di ottimismo nel mondo dell’economia internazionale. Se nello scorso numero di dicembre ci eravamo concentrati su una serie di artisti italiani, che mostrano di saper affrontare con determinazione, intelligenza e spirito costruttivo le difficoltà dell’attuale congiuntura mondiale, abbiamo voluto dare al numero presente una veste più internazionale, in particolare dando la copertina a Muriel Anderson che sarà al NAMM con la sua All Star Guitar Night, alla quale parteciperà tra gli altri anche Massimo Varini. Non possiamo negare del resto di ambire a poter dire la nostra anche fuori dai nostri confini: siamo o non siamo, in fondo, una delle poche testate esistenti specializzate in chitarra acustica?
Tra le novità che presenteremo ad Anaheim c’è per esempio una collana di libri dedicati alla musica classica, in un campo dove pensiamo di poter dare un contributo originale. E in questo numero della rivista parte a proposito una nuova rubrica di chitarra classica curata da Andrea Moschetti. Moschetti si è fatto carico di impostare un rigo musicale rinnovato, con pentagramma e tablatura completa dei segni di durata. Dopo anni in cui abbiamo adottato il rigo con pentagramma e tablatura senza ritmo, che ha avuto storicamente una funzione senza dubbio importante, ci siamo resi conto anche dei limiti presenti in questo sistema, che non riesce a porsi veramente come un metodo universale e valido per tutti. E crediamo sia giunto il momento di proporre un dialogo sempre più aperto tra la cultura musicale classica e le culture popolari.

Andrea Carpi

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È online il n. 9 di Chitarra AcusticaThe 9th Issue of Chitarra Acustica Is Online

E’ online il n. 9 di Chitarra Acustica, di cui vi proponiamo qui l’editoriale e che potete andare a sfogliare o scaricare gratuitamente al link http://chitarra-acustica.net.

Verso la ricostruzione

Proprio l’altro giorno ho avuto la fortuna di assistere a un concerto di Beppe Gambetta, in duo con il contrabbassista Riccardo Barbera, che si è tenuto nella sontuosa cornice seicentesca della Cappella Paolina all’interno del Palazzo del Quirinale, trasmesso in diretta su Radio 3 per i tradizionali concerti domenicali e in molti paesi d’Europa, attraverso i collegamenti Euroradio. Nel quadro dei festeggiamenti per l’anniversario dei centocinquant’anni dell’Unità d’Italia, il concerto era intitolato “L’orgoglio dell’eredità musicale italiana nel mondo” e Beppe, con coerenza, ha potuto affiancare alle sue composizioni originali i repertori della tradizione e dell’emigrazione italiana tratti da Serenata e Traversata, oltre che i suoi tributi a Fabrizio De André.
Ecco, in questo numero di Chitarra Acustica che chiude il nostro primo parziale anno di vita e annuncia un nuovo anno all’insegna di un’edizione anche cartacea, in quest’anno di una crisi e di una decadenza senza precedenti che si riapre timidamente a speranze di ricostruzione, vorrei legare il nostro augurio a questa immagine positiva, forse ingenua, di una chitarra acustica che può essere accolta nei piani alti delle istituzioni e contribuire, nel suo piccolo, al progetto di rilancio della nostra società mortificata.

Michele Dall'Ongaro, Beppe Gambetta e Riccardo Barbera

A proposito di ‘orgoglio italiano’, nel suo concerto Gambetta ha alternato la sua beneamata Robert Taylor con una nuova chitarra costruita da Aldo Illotta, uno degli esponenti più promettenti della nuova liuteria italiana. Di Illotta ospitiamo in questo numero la prova di un ‘poker d’assi’ di sue creature, una sei corde, una dodici corde, una baritona e una classica.
Un altro artista italiano di cui andare orgogliosi è Paolo Gianolio, fedele collaboratore di Claudio Baglioni da tanti anni e di cui abbiamo recensito il primo disco solista Pane e nuvole nel terzo numero. Al pari di Massimo Varini, anche Gianolio è uno di quei grandi professionisti della musica che stanno alla base della costruzione di un pop italiano di qualità. Nel suo caso non è stata un’azienda italiana a dedicargli un modello di chitarra acustica, com’è avvenuto per la Eko Mia di Varini, ma un autentico colosso del nuovo mercato globale, la cinese Walden. A questo chitarra, caratterizzata da un rapporto qualità/prezzo estremamente interessante, ‘Paolone’ sta dedicando il suo prossimo album Tribù di note.
Di orgoglio acustico più in generale, di ‘acoustic pride’ per usare un’espressione coniata anni fa a proposito dell’Acoustic Guitar Meeting di Sarzana, si è parlato invece nell’incontro consacrato a “L’attualità della chitarra acustica”, che si è tenuto nel corso dell’ultima edizione di Acoustic Franciacorta. In questo incontro si sono gettate le basi per la convocazione di una nuova riunione più allargata, intitolata agli “Stati generali della chitarra acustica in Italia”, che si svolgerà al prossimo Meeting di Sarzana.
Intanto nella rivista si avvicendano nuove rubriche. Nel numero scorso è partito il “Guitar Workshop” di Stefan Grossman, che come sempre sarà una vetrina varia di brani suoi e di tanti altri artisti. In questo numero inizia la collaborazione di Jon Gomm, un artista in evidentissima ascesa, che si occuperà delle nuove tecniche a due mani. Nel prossimo anno sarà la volta di Pierre Bensusan, e di altri ancora.
Buonissime feste a tutti!
«The darkest hour is always just before the dawn»

Andrea Carpi

E’ online il n. 9 di Chitarra Acustica, di cui vi proponiamo qui l’editoriale e che potete andare a sfogliare o scaricare gratuitamente al link http://chitarra-acustica.net.

Verso la ricostruzione

Proprio l’altro giorno ho avuto la fortuna di assistere a un concerto di Beppe Gambetta, in duo con il contrabbassista Riccardo Barbera, che si è tenuto nella sontuosa cornice seicentesca della Cappella Paolina all’interno del Palazzo del Quirinale, trasmesso in diretta su Radio 3 per i tradizionali concerti domenicali e in molti paesi d’Europa, attraverso i collegamenti Euroradio. Nel quadro dei festeggiamenti per l’anniversario dei centocinquant’anni dell’Unità d’Italia, il concerto era intitolato “L’orgoglio dell’eredità musicale italiana nel mondo” e Beppe, con coerenza, ha potuto affiancare alle sue composizioni originali i repertori della tradizione e dell’emigrazione italiana tratti da Serenata e Traversata, oltre che i suoi tributi a Fabrizio De André.
Ecco, in questo numero di Chitarra Acustica che chiude il nostro primo parziale anno di vita e annuncia un nuovo anno all’insegna di un’edizione anche cartacea, in quest’anno di una crisi e di una decadenza senza precedenti che si riapre timidamente a speranze di ricostruzione, vorrei legare il nostro augurio a questa immagine positiva, forse ingenua, di una chitarra acustica che può essere accolta nei piani alti delle istituzioni e contribuire, nel suo piccolo, al progetto di rilancio della nostra società mortificata.

Michele Dall'Ongaro, Beppe Gambetta e Riccardo Barbera

A proposito di ‘orgoglio italiano’, nel suo concerto Gambetta ha alternato la sua beneamata Robert Taylor con una nuova chitarra costruita da Aldo Illotta, uno degli esponenti più promettenti della nuova liuteria italiana. Di Illotta ospitiamo in questo numero la prova di un ‘poker d’assi’ di sue creature, una sei corde, una dodici corde, una baritona e una classica.
Un altro artista italiano di cui andare orgogliosi è Paolo Gianolio, fedele collaboratore di Claudio Baglioni da tanti anni e di cui abbiamo recensito il primo disco solista Pane e nuvole nel terzo numero. Al pari di Massimo Varini, anche Gianolio è uno di quei grandi professionisti della musica che stanno alla base della costruzione di un pop italiano di qualità. Nel suo caso non è stata un’azienda italiana a dedicargli un modello di chitarra acustica, com’è avvenuto per la Eko Mia di Varini, ma un autentico colosso del nuovo mercato globale, la cinese Walden. A questo chitarra, caratterizzata da un rapporto qualità/prezzo estremamente interessante, ‘Paolone’ sta dedicando il suo prossimo album Tribù di note.
Di orgoglio acustico più in generale, di ‘acoustic pride’ per usare un’espressione coniata anni fa a proposito dell’Acoustic Guitar Meeting di Sarzana, si è parlato invece nell’incontro consacrato a “L’attualità della chitarra acustica”, che si è tenuto nel corso dell’ultima edizione di Acoustic Franciacorta. In questo incontro si sono gettate le basi per la convocazione di una nuova riunione più allargata, intitolata agli “Stati generali della chitarra acustica in Italia”, che si svolgerà al prossimo Meeting di Sarzana.
Intanto nella rivista si avvicendano nuove rubriche. Nel numero scorso è partito il “Guitar Workshop” di Stefan Grossman, che come sempre sarà una vetrina varia di brani suoi e di tanti altri artisti. In questo numero inizia la collaborazione di Jon Gomm, un artista in evidentissima ascesa, che si occuperà delle nuove tecniche a due mani. Nel prossimo anno sarà la volta di Pierre Bensusan, e di altri ancora.
Buonissime feste a tutti!
«The darkest hour is always just before the dawn»

Andrea Carpi

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È online il n. 8 di Chitarra AcusticaThe 8th Issue of Chitarra Acustica Is Online

È online il n. 8 di Chitarra Acustica, di cui vi proponiamo qui l’editoriale e che potete andare a sfogliare o scaricare gratuitamente al link http://chitarra-acustica.net.

Gli amici di Bert

È nato tutto un po’ per caso, ma è bastato proprio poco per scatenare un universo di affetto intorno a Bert Jansch.
Eravamo pronti con gli articoli per questo numero di novembre. Dovevamo solo decidere la copertina ed ecco l’idea: «Dedichiamola a Bert Jansch, dedichiamogli semplicemente la foto di copertina!» Dovevamo cercare una foto originale, così Reno Brandoni ha provato a rivolgersi a Stefan Grossman, chiedendogli se avesse nel suo catalogo qualche foto di Bert. Abbiamo ricevuto diverse immagini, tra cui  quella un po’ ‘inquietante’ che abbiamo scelto per la copertina. Poi è bastato che Reno provasse a scrivere una semplice email a John Renbourn, chiedendogli se se la sentiva di scrivere un breve contributo scritto in ricordo dell’amico. E lui ha provveduto a girare il messaggio a tutti i suoi amici, così che la casella di Reno si è riempita di altri messaggi e ricordi: via via lo stesso Renbourn, poi Robin Williamson della mitica Incredible String Band, Wizz Jones, Gordon Giltrap, Alex De Grassi, Pierre Bensusan…
Abbiamo dovuto spendere un po’ di tempo per tradurli, ed ecco il motivo di questa uscita il 15 del mese. Ma siamo veramente soddisfatti di aver potuto ricordare un grande musicista con tanta passione e affetto da parte dei suoi stessi amici di viaggio!
Del resto anche il nostro primo numero è uscito il 15 del mese di aprile. Ed ora, a pensarci bene, ci siamo resi conto che il 15 del mese può essere proprio la data più adatta per l’uscita della nostra rivista. Anche in considerazione del fatto che, a partire da gennaio, come spieghiamo all’interno di questo numero, usciremo anche in edizione cartacea. Sì, avete letto bene: da gennaio Chitarra Acustica uscirà anche in edizione cartacea!
Che ne pensate? Non ci stiamo avvicinando sempre di più ai nostri obiettivi?

Andrea Carpi

Here is the editorial for the 8th issue of Chitarra Acustica, that is now online and that you can go and leaf through or download at http://chitarra-acustica.net.

Bert’s Friends

It seemed to have come about almost by chance but it certainly took very little to spark up a whole world of love around Bert Jansch.
We were all ready to go to press with the articles for November’s issue. We only had to decide upon the cover image, when someone had the great idea: «Let’s dedicate it to Bert Jansch! What better homage than to dedicate the cover photo to him!» We had to look for an original photo and so Reno Brandoni thought of asking Stefan Grossman just in case he happened to have a few photos of Bert in his archives. We received several images, including a rather ‘unnerving’ one, which is the one we finally chose for the front page. Then, all that was needed was for Reno to happen to write a simple email to John Renbourn, asking him if he felt up to writing a short contribution in memory of his friend. Renbourn had the good idea of forwarding the message to all of his friends and before long Reno’s inbox was choc-a-bloc with messages and memories, from Renbourn first of all, then Robin Williamson, the mythic Incredible String Band, Wizz Jones, Gordon Giltrap, Alex De Grassi, Pierre Bensusan and so on.
We had to spend a bit of time translating them and here’s the reason for this late release on the 15th of the month. But we really are very satisfied with the way we’ve been able to remember such a great musician, with such passion and affection from his very own friends on the road!
Besides, our very first issue back in April had been released on the 15th of the month. And in fact, thinking about it properly, we have realised that the 15th could be the most suitable date for the release of our magazine, also considering the fact that, from January onwards, as we explain inside this issue, there will also be a hard copy – printed on paper! Yes, you read the truth: from January onwards, as we explain inside this issue, Chitarra Acustica will also be printed on paper!
What do you reckon? Aren’t we getting ever closer to fulfilling our objectives – to the full?

Andrea Carpi

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