Stati generali della chitarra acustica in italiaThe States-General of Acoustic Guitar in Italy

Il logo della manifestazione


Nell’ambito della prossima edizione dell’Acoustic Guitar Meeting di Sarzana, si terrà nel giorno di chiusura del festival, domenica 27 maggio 2012 alle ore 12 nella Sala delle Capriate della Fortezza Firmafede, una grande conferenza sugli “Stati generali della chitarra acustica in Italia”, alla quale sono invitati tutti gli addetti e gli interessati del settore.
Numerosi gli argomenti proposti alla discussione dal direttore artistico del Meeting, Alessio Ambrosi. Di fronte al positivo incremento del numero di eventi e festival dedicati alla chitarra acustica nel nostro paese, si pone per esempio l’accento sull’idea che un maggiore ordine e coordinamento degli appuntamenti porterebbe sicuramente a migliori risultati per la crescita del movimento nel suo insieme. Inoltre, poiché la maggior parte delle manifestazioni si svolge nel Nord e Centro Italia, lasciando il Sud ancora vuoto di opportunità, sarebbe utile cercare insieme di promuovere e supportare la nascita di nuovi eventi nelle regioni meridionali. Un importante stimolo in questa direzione è venuto per esempio dal Medimex, prima fiera italiana delle musiche del Mediterraneo, che si è tenuta alla Fiera del Levante di Bari nello scorso mese di novembre.
Sembra poi dimostrarsi vincente la scelta di organizzare le nostre rassegne all’interno di edifici storici di prestigio oppure in caratteristici luoghi all’aperto, di cui l’Italia è più che ricca. Del resto il tipo di spettacoli che proponiamo, spesso con solisti o ensemble di piccole dimensioni, non necessita di palchi di grandi dimensioni ed è rispettosa dei luoghi e dei contesti. In questo periodo di crisi, a dispetto di chi ha colpevolmente sostenuto che la cultura non aiuti l’economia, sarebbe opportuno tentare di contribuire allo sviluppo di quell’enorme potenziale di turismo culturale che l’Italia può offrire, facendo per esempio rivivere complessi architettonici storici una volta destinati proprio ad attività di musica e spettacolo.
Non sempre, poi, al numero crescente di eventi si accompagna un’adeguata professionalità nell’organizzazione e nella conduzione delle manifestazioni. È sicuramente apprezzabile il maggiore coinvolgimento come organizzatori di tanti appassionati, ma questo deve anche portare a un miglioramento del livello di professionalità, per quanto riguarda i palchi, gli impianti audio, il personale impiegato, la promozione e la comunicazione. Dal momento che esistono in Italia molti chitarristi in cerca di una difficile carriera artistica, forse qualcuno potrebbe prendere in esame anche l’idea di formarsi per altri ruoli del settore, quale appunto quello del promoter e organizzatore di eventi musicali. C’è un grande bisogno in Italia di persone capaci in ruoli diversi dell’economia musicale, e questo ci farebbe crescere e ci avvicinerebbe ad altri paesi nel mondo, che presentano una scena molto più ricca di figure professionali.
Un altro punto cruciale è il giusto rilievo da dare agli eventi collaterali rispetto alle proposte di concerti, vale a dire in primo luogo le esposizioni di strumenti musicali, siano esse dedicate ai liutai o alle aziende costruttrici e importatrici. Questi eventi collaterali non possono ridursi a semplici eventi ‘di contorno’, perché gli sforzi non solo economici sostenuti dagli espositori devono essere ricambiati con un impegno organizzativo e promozionale adeguato, in grado di attirare un pubblico consistente e interessato. Da questo punto di vista, è importante approfondire la conoscenza delle grandi fiere nazionali e internazionali, traendo vantaggio dalle loro esperienze.
Infine, per sfruttare nel migliore dei modi il numero crescente di eventi, è importante cercare insieme delle forme di differenziazione, facendo lo sforzo di non ripetere gli stessi modelli, ma al contrario di proporre con coraggio idee e contenuti sempre nuovi.


Chitarra Acustica, 9/2011, p. 9

Il logo della manifestazione


As part of the next edition of the Acoustic Guitar Meeting in Sarzana, on Sunday 27th May 2012, the final day of the festival at 12 o’clock in the Sala delle Capriate at the Fortezza Firmafede, there will be a big conference about ‘The States-General of Acoustic Guitar in Italy’. Everyone interested in the sector and all of the experts in the field are invited.
The topics for discussion that have been proposed by the Meeting’s artistic director Alessio Ambrosi are numerous. For example, in light of the decisive increase in the number of events and festivals dedicated to the acoustic guitar in our country, the emphasis is being placed on the idea that greater coordination and organisation between the events could certainly bring better results and favour the growth of the acoustic guitar movement as a whole. Furthermore, as the majority of the events take place in North and Central Italy, leaving the south with few opportunities, it would be useful to try to join forces and promote and support the birth of new events in the southern regions. An important stimulus in this direction came for example from Medimex, the first Italian trade fair for music in the Mediterranean that was held at the Levante Fair in Bari last November.
The option of organising our festivals within the confines of historical buildings of prestige or in open-air spaces with character, which Italy is full of, has also proved to be a winning one. Besides, the type of events that we propose often consist of soloists or small ensembles and so don’t require particularly large stages and are respectful towards religious or historical places and contexts. In spite of those who are guilty of maintaining that culture doesn’t help the economy, it would be a good thing in this period of crisis if we could help to contribute to the development of the enormous potential that Italy has to offer for cultural tourism. For example, we can bring historical architectural areas that were built in fact for musical activities and shows back to life.
Another thing is that the growing number of events does not always go hand in hand with adequate professionalism in terms of their organisation and management. The greater involvement of numerous fans in the organisation of events is certainly to be appreciated but this must also go hand in hand with an improvement in terms of professionalism as far as the stage, audio systems, personnel, promotion and advertising are concerned. Since there are many guitarists in Italy who are trying to make headway in a difficult artistic career, perhaps some of these people could consider the idea of training for other roles in the sector such as that of promoter or organiser of musical events. There’s a great need in Italy for competent people in various roles across the music industry and this would help us grow and bring us closer in line with other countries in the world that have a much richer scene in terms of professional figures.
Another crucial point is giving the right importance to the collateral events that are presented alongside concerts, that is to say first and foremost to the exhibitions of musical instruments whether these are dedicated to luthiers or companies that produce and/or import guitars. These collateral events should not be reduced to simple events ‘on the sidelines’ because the effort put into them by the exhibitors (not just in economic terms) must be repaid in the form of commitment from the organisers and adequate publicity that’s able to attract a consistent and interested public. From this point of view, it’s important to deepen our acquaintance with important national and international fairs so that we can learn from their experience.
Last but not least, in order to exploit the growing number of events in the best way, it’s important to look together for ways of differentiating them, making an effort not to repeat the same models but rather to be courageous and propose ideas and contents that are always new.


Chitarra Acustica, 9/2011, p. 9

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Redazione

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  1. wayx Reply

    Giovanni, credo che proprio nel giudicare e porsi interrogativi sull’una o l’altra manifestazione sia il primo passo per poter, eventualmente pensare ad organizzarne una per conto proprio, se lo si vuol fare… cercando di capire se ci sono errori di valutazione o di organizzazione, come altresì cercare di valorizzarne gli aspetti positivi se esistenti.…
    Per la remunerazione, ahimè, quello credo sia il tasto dolente (non dico dente a causa della tua ben nota perversione)

  2. Giovanni Pelosi Reply

    Credo che lo scopo di questa sorta di convocazione degli stati generali della chitarra acustica sia proprio quello di raccogliere le opinioni di chi nel suo piccolo e nel suo meno piccolo si sbatte per creare occasioni di ascolto musicale, di fare concerti, di trovare/provare strumenti ecc. Che l’iniziativa sia proprio di Alessio Ambrosi testimonia che anche lui vorrebbe trovare degli accordi condivisibili con le altre realtà della chitarra acustica italiana. Non credo che giudicare una o un’altra manifestazione sia di grande aiuto, mentre lo sarebbe quello di capire come raccordarsi per poter essere più propri e forti interlocutori degli sponsor, degli artisti, delle amministrazioni locali, della SIAE, dell’industria. La mia perplessità stava nel dubitare che una manifestazione decisamente più ‘piccola’ dell’Acoustic Guitar Meeting possa costituire un mezzo di sussistenza per organizzatori professionali.
    Perché professionalità vuol dire competenza, ma anche dedizione pressoché esclusiva al lavoro, e remunerazione.
    Quindi, forse – mi dico – ci si deve accontentare di organizzatori dilettanti anche per manifestazioni che coinvolgano fior di artisti, se non c’è la prospettiva di camparci.
    Mentre concordo sul problema dell’eccesso di offerta… intesa come la possibilità che sia alcune manifestazioni, sia il loro numero totale, possano finire per disperdere il pubblico, della cui crescita assoluta non sono certo.

  3. wayx Reply

    Non dimentichiamo anche, Giovanni, la mera possibilità inflazionistica di un’offerta eccessiva… Sarzana è un fagocita-tutto, omnicomprensiva, autoreferenziale ed anche a mio parere decisamente scaduta nel corso degli anni… vuoi dal punto di vista di artisti offerti che poco hanno a che fare con la chitarra acustica in sé… vuoi per la massiccia, esagerata presenza di imbonitori improvvisati e parvenu… trovo ad esempio che la categoria dei liutai sia leggermente snobbata e relegata in secondo piano rispetto a marchi blasonati ed affermati, che di tutto hanno bisogno meno che di una visibilità esagerata… insomma siamo all’insegna del “troppo” e la dispersione ed il calo di attenzione del povero frequentatore magari in cerca di uno strumento valido è vanificata da questo “troppo” che ti inghiotte e non ti fa godere di niente… questa è stata l’impresssione degli ultimi 2 anni.
    Capisco che non chiedevi certo una disamina di questo tipo ma ho volutamente cercato di dare voce ad un pensiero che è di molti, non solo mio, che sta procurando parecchie defezioni.
    Quindi, per tornare all’argomento da te iniziato, ben vengano delle Sarzana a misura di fruitore abituale sia esso chitarrista o semplice appassionato… le location, come dice Fulvio, non mancano anche qui da noi ma, mi chiedo e ti chiedo… come sarebbe accolta una nuova kermesse per quanto in misura minore da chi al momento detiene il quasi monopolio dell’ambiente? Ho assistito personalmente, come membro del SBJ ad incresciose situazioni per molto, molto meno… parliamone!

    Paolo

  4. alecb Reply

    Caro Giovanni, io sono convinto che per creare un evento a volte basta la buona volontà, la costanza e qualche aiuto (finanziario e non solo)
    Ma per far sì che una manifestazione duri nel tempo credo che ci voglia un’organizzazione che si faccia carico di tutte le parti gestionali. Da solo si perdono stimoli e voglia di continuare, soprattutto quando si rischiano soldi propri.
    Pertanto la mia offertina del cavolo era solo un modo per sollevarti da un minimo peso organizzativo prendendomi carico di una cosa che so e posso fare.
    A mio parere sarebbe carino formare una squadra con compiti ben precisi. L’impegno risulterebbe diviso così come le decisioni su tutti gli aspetti inerenti l’organizzazione (dalla ricerca sponsor sino al facchinaggio).
    Credo che ci sia spazio per eventi musicali, la gente ne ha bisogno ora più che mai. Anche nel fingerstyle, se esso non si chiude a riccio diventando “un ghetto” di fatto.
    Personalmente (e forse tu ne hai avuto la riprova) io mi addormento 🙂 se la musica non trasmette emozioni e spettacolo. A me piacerebbe partecipare ad una serata dove si possano alternare musicisti e, che ne so, magari comici od altri artisti.
    Forse è un’idea balzana ma sarebbe anche più divertente e stimolante…
    Ciao.
    Lauro.

  5. Fulvio Montauti Reply

    Dalle mie parti ci sarebbe più di una scelta per “fortezze” medievali, ristrutturate, ben protette e di proprietà comunali. Sono utilizzate solitamente per mostre, ma probabilmente sarebbero in grado di ospitare una manifestazione con palco fisso. Il problema (ignoriamo quello di convincere le amministrazioni pubbliche) è la distanza dalle grandi vie di comunicazione, autostrade e treni.
    Mentre un singolo concerto può contare su un pubblico locale, una manifestazione non avrebbe i numeri necessari per la sopravvivenza. Il tutto rigorosamente “fuori stagione” perché di estate le manifestazioni sono esageratamente numerose.

  6. Giovanni Pelosi Reply

    Grazie Lauro, sei il solito caro amico. In realtà, non volevo iniziare una specie di questua in favore della ‘mia’ manifestazione, soltanto cercare di capire se un organizzatore professionista di eventi di chitarra acustica ha prospettive esistenziali di media durata in Italia, al di fuori di quel luogo magico, meraviglioso, e particolarmente felice per la ‘funzione’ come la Fortezza Firmafede di Sarzana.

  7. alecb Reply

    Giò, mi metto a disposizione per quanto riguarda la parte grafica di locandine e quant’altro debba essere pubblicato sul web ed oltre. Dal “profondo” nord solo quello posso fare e lo faccio volentieri “senza ma e senza se”.

    Ciao.
    Lauro.

  8. Giovanni Pelosi Reply

    OK, risponderò per primo al mio invito 😉
    Quest’anno sarò alle prese con una difficilissima edizione di ‘Ferentino Acustica’, difficilissima per due ragioni: perché è la decima edizione, e vorrei che fosse la migliore, e nello stesso tempo la neve degli scorsi giorni ha fatto almeno 20 milioni di euro di danni nel territorio comunale. Per il quale motivo penso non sia neanche giusto, oltre che probabilmente impossibile, chiedere il consueto contributo all’Amministrazione locale.
    Come probabilmente tutti voi sapete, e come accade in alcune delle belle rassegne a cui si riferisce l’articolo, i concerti sono gratuiti per il pubblico, e gli organizzatori in questi casi possono soltanto sperare di arrivare ad uno sperabile striminzito pareggio delle spese.
    La professionalità dell’organizzatore è tale se l’organizzatore ne ha le qualità, ma anche se viene remunerato o ne ha l’aspettativa.
    Il tempo da dedicare alla ricerca dei fondi necessari, degli artisti da contattare, o di scambiare comunicazioni con quelli che ti scrivono,la ricerca di una selezione di artisti pensata per avere uno show completo anche per chi partecipa ad una sola serata, i contatti con le strutture ricettive, con il grafico e la tipografia, e le mille altre cose che un bravo organizzatore sa fare, e che chi aspira a diventarlo può imparare, magari attraverso corsi di formazione specifica, prendono tempo e risorse anche a chi è bravo, figuriamoci a dei volontari.
    Potremmo dire che esistono due modi di concepire anche l’organizzazione di un evento di chitarra acustica?
    Prendiamo la più importante, l’Acoustic Guitar Meeting di Sarzana, ad esempio.
    Perché, inutile dirlo, si tratta di un esempio a cui tutti, in un modo o nell’altro, guardano come ad un riferimento.
    Ci sono tante ragioni per farlo: la location, il programma, il numero di espositori, i numeri che riguardano il pubblico, tanto per dirne alcune.
    Alessio Ambrosi, di fatto, è una persona capace, ed è prevalentemente l’organizzatore professionista del suo Meeting. Nel senso che per buona parte dell’anno si dedica alla preparazione,ai contatti, alla ricerca dei fondi, alla elaborazione di un programma che porti anche del pubblico pagante ai concerti, alle domande per i bandi, alle autorizzazioni necessarie, infine all’allestimento degli stand, del palco, dell’amplificazione, dei servizi, dalla biglietteria alle pulizie, e via dicendo.
    Se non esistesse la passione per la musica e per la chitarra acustica, oltre alla capacità, diciamo, imprenditoriale, probabilmente ci sono campi nei quali tanta dedizione e tanta bravura darebbero frutti più copiosi dal punto di vista economico, e tuttavia, se non ci fosse un certo giusto ritorno, nessuno potrebbe permettersi di dedicare tanto tempo ed energie ad una manifestazione che dura, per gli utenti, meno di una settimana.
    E, allora, la mia domanda è: quante ‘sarzane’ possono esserci in Italia?
    Cioè, quante sedi potrebbero ospitare tanti espositori ed avere uno spazio così grande che la sera si possa chiudere in sicurezza?
    Le manifestazioni alle quali a vario titolo ho partecipato non si prestano assolutamente a dei numeri così consistenti, e sicuramente sono gravate da problemi come lo smontaggio dell’amplificazione tutte le sere, se all’aperto, o sono in spazi molto più piccoli, se al coperto. Ma gli oneri organizzativi, volendo realizzare programmi così ambiziosi, sono all’incirca gli stessi…
    Vabbè, ho gettato un sasso… aspetto risposte da chiunque voglia 🙂

  9. Giovanni Pelosi Reply

    Certamente quella di questo incontro sarà una bellissima occasione per confrontare esperienze diverse, ma il timore che il tempo forzatamente limitato e qualche inevitabile defezione possano non consentire lo sviluppo di una discussione a tutto campo su questi temi, mi spinge ad invitare a cominciare qui una discussione sulle problematiche organizzative, in modo che, con tempo e spazio a disposizione, si possano chiarire almeno gli argomenti da discutere.

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