Scuolacustica (4) – Fingerstyle blues: quattro idee, un percorso

La rubrica “Scuolacustica” è un piccolo spazio, una sorta di blog (per dirla tecnologicamente), dove gli insegnanti delle diverse sedi di Scuolacustica, la scuola di Fingerpicking.net, cercheranno di dare consigli o soltanto degli spunti di riflessione, su tutto ciò che circonda il mondo di chi – con uno strumento – trascorre la quasi totalità del proprio tempo.

(di Michele Lideo) – Uno degli argomenti che mi capita spesso di trattare nelle mie lezioni è legato al mondo del blues. Il motivo è abbastanza semplice e riguarda le caratteristiche di questo fantastico genere musicale.
Da un lato avere un ‘buon blues’ in repertorio è sempre di grande effetto e un po’ un passe-partout per tutte le stagioni, dall’altro si può suonarlo sin da subito, scegliendo le note giuste, e con poco materiale siamo già in grado di portare chi ascolta sulle rive del Mississippi.

Michele Lideo

Altro aspetto fondamentale di questo genere è che apre la mente all’idea di improvvisare con la chitarra, un aspetto che affina la capacità di ogni musicista a essere duttile e creativo.
Il fatto che sia un genere musicale che si lascia approcciare con relativa facilità non deve però trarre in inganno: facile non significa banale o scontato. Suonare poche note e ‘giuste’ può essere l’impresa più complicata della vita di un musicista.

Per questo all’inizio del percorso mi piace dare dei consigli che ritengo importanti per non perdere l’orientamento.

1° consiglio
Se non sai fare una cosa semplice, non avventurarti in quella complessa. Sì lo so, può sembrare banale, ma vi assicuro che non lo è per niente.
Partiamo dalle cose semplici quindi: conoscenza della struttura. Questo passaggio è fondamentale (non solo nel blues). Come chitarrista è necessario conoscere la struttura base del blues, le progressioni di accordi e le varianti, partendo dalla classica struttura di dodici battute per poi variare sulle altre.
La stessa struttura di accordi va poi provata nelle tonalità che sono più frequenti per la chitarra acustica: la più diffusa di Mi, ma anche in Sol, La, Re, e non dimentichiamo il Do.

2° consiglio
Non limitarti a fare le cose in modo meccanico, ma prova a capire cosa ci sta ‘dietro’.
Mi spiego meglio; imparare gli accordi è fondamentale ma ancor di più farlo in modo consapevole. È importantissimo capire che tipo di accordi usiamo per accompagnare il blues, come si compongono, da quali note e saperli trasportare lungo la tastiera.
Questo modo di procedere è già un allenamento all’improvvisazione, perché mette in condizione il chitarrista di riuscire a capire ciò che si sta facendo e quindi esserne consapevole.

Per ogni accordo, di solito, faccio memorizzare anche i ‘toni guida’, cioè – nel caso degli accordi di settima di dominante – quelle note che definiscono il sound dell’accordo: terza maggiore e settima minore; su queste note, infatti, insisterà molto il fraseggio blues.

3° consiglio
Impara il repertorio e fai molti ascolti.
Per riuscire a improvvisare in modo serio, è fondamentale conoscere i brani che appartengono a questo genere e hanno fatto storia. Questo da un lato permette di conoscere l’evoluzione del blues nelle sue diverse forme, dall’altro – ascoltando – si catturano idee che poi possiamo fare nostre mentre suoniamo.

4° e ultimo consiglio
Prova a improvvisare come se stessi raccontando una storia.
Improvvisare non significa per forza sfoderare vagoni di note. Lo scopo è comunicare, non l’esibizionismo musicale. Quando improvvisiamo chi ci ascolta deve seguirci come se stessimo leggendo un racconto, alternando momenti di suspence a silenzi, passaggi di tensione con altri più distensivi.

Nel blues c’è questa formula del cosiddetto call and response: le frasi si susseguono come un dialogo, a botta e risposta fra due interlocutori. Ascoltando i grandi del blues, sia acustico che elettrico, questo elemento è sempre presente e fondamentale.

Michele Lideo

Di solito faccio cominciare con semplici improvvisazioni con il basso ostinato, cioè la nota fondamentale dell’accordo suonata come un pedale su ogni quarto.
All’inizio anche solo suonare i toni guida degli accordi con il basso ostinato può essere molto utile.

Ecco uno studio blues in Mi che ho scritto per iniziare a far pratica con i toni guida e il basso ostinato.
Buon lavoro e buon blues!

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Redazione

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