Sara Gianfelici a Un Paese a Sei Corde

Un bel respiro… e via! Così comincia ogni esecuzione di Sara Gianfelici, chitarrista straordinaria, che nella prima serata dell’11 settembre della minirassegna “Chitarra Femminile Singolare” ha suonato per noi nella bella chiesa di S. Giacomo. Cui si arriva quasi senza fiato, dopo essersi inerpicati per le ripide stradine di Soriso. L’interno della chiesa è piuttosto buio, ma Sara lo ha illuminato con la sua eleganza e, soprattutto, con la sua musica.

Dopo la presentazione dotta ed esaustiva da parte del maestro Francesco Biraghi – direttore artistico della sezione classica di “Un Paese a Sei Corde” – è cominciato il concerto di questa grande interprete del repertorio classico. Che stupisce sempre per l’incredibile velocità delle sue mani, con le dita che si muovono sul manico con la precisione delle zampette di un ragno che tesse la sua tela, e la forza dei martelletti che colpiscono le corde di un pianoforte. Il risultato è una musica potente e incalzante, esaltata dai legni della sua Thomas Humphrey Millenium, magnifico strumento di cui va molto orgogliosa. I pezzi che ci ha fatto ascoltare sembravano scelti appositamente per far risaltare le doti di Sara e non ci hanno certamente fatto annoiare. Il pubblico è stato catturato dall’impeto di brani come il “Fandanguillo” o la “Sevillana” di Joaquín Turina, dai virtuosismi della “Grande Sonata” di Niccolò Paganini, dalle sorprendenti “Variazioni” e dalla “Rossiniana” n. 2 di Mauro Giuliani.

Il video della “Rossiniana” n. 2 (parte I)

Il video della “Rossiniana” n. 2 (parte II)

Tutti lì a trattenere il fiato fino alla fine, per poi esplodere in grandi, meritati applausi. Sara ha ringraziato con il suo dolce sorriso che non tradiva alcuna fatica, come se non avesse appena suonato qualche migliaio di note alla velocità della luce! Nel bis ha confermato il suo amore per il Paganini chitarrista, eseguendo prima il “Minuetto detto Il matto”, rappresentazione del divertimento, della gioia del ritorno a casa, e infine un “Ghiribizzo” dalla melodia dolce e semplice, in cui sembrava avere finalmente sciolto la tensione di un concerto impetuoso e perfetto, ricco e travolgente.

Patrizia & Mauro Gattoni

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Redazione

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