Sara Collodel e Teresa Tringali a Un Paese a Sei CordeSara Collodel and Teresa Tringali at Un Paese a Sei Corde

SORISO, 27 agosto 2011 – A Un Paese a Sei Corde torna ‘Chitarra Femminile Singolare’, la rassegna di classica curata da Francesco Biraghi, e lo fa a Soriso, nella chiesa di Santa Marta. È una sera ventosa e la chiesetta è stracolma di persone. Sono accorsi davvero in molti per assistere all’esibizione di queste due brave chitarriste. La giovanissima Teresa Tringali, che ha aperto la serata, è al suo primo concerto, ma non è per nulla intimidita. Sì, certo, l’emozione c’è, ma le note escono sicure dalle sue mani e il “Capriccio Arabo” di Tarrega e, di seguito, “Un dia de Noviembre” di Brouwer, risultano così dolci da far da ninna nanna ad un paio di bimbetti irrequieti, portati da genitori che avrebbero tanto voluto passare una serata diversa dal solito, fatta di buona musica.

Teresa Tringali

Nell’esaustiva presentazione iniziale Francesco Biraghi ha spiegato nel dettaglio i brani così che tutti potessero seguire al meglio il concerto. Il pubblico, comunque, attento e interessato, non è fatto soltanto di cultori della chitarra classica, ma anche di semplici curiosi e, mentre cerchiamo di non farci coinvolgere dalle chiacchiere delle vecchiette sedute vicino a noi, tutte impegnate a far commenti sull’abbigliamento delle due musiciste, non possiamo fare a meno di domandarci se queste serate non siano dedicate soprattutto a loro. A tutte quelle persone che non avrebbero altra possibilità di ascoltare musica di questo genere se non grazie alla caparbietà di Lidia e Domenico, di Una Finestra sul Lago, che portano in giro questa manifestazione. Ma intanto Sara Collodel ha cominciato la sua esibizione e la maggiore esperienza concertistica si fa sentire.

Sara Collodel

Presenta brani di Heitor Villa Lobos, con gli “Studi 6 e 11”, di Tansman con la sua “Cavatina” e del paraguaiano Barrios con “La Catedral”, in cui Sara riesce a farci sentire – nell’Allegro solenne – il suono di un organo uscire dai legni della sua chitarra. Strumento tra l’altro molto particolare, che non manca di suscitare grande curiosità quando se ne vede il fondo a fasce bombate. Ma è con una composizione di Alberto Ginastera, la “Sonata op. 47”, che ci lascia davvero a bocca aperta. È un brano lungo, costituito da più movimenti, complesso, forse un po’ difficile da seguire, ma contiene delle particolarità sconcertanti, fatte di elementi, come le percussioni, tipiche del modo di suonare la chitarra acustica fingerstyle ascoltata ultimamente. E una riflessione accompagna quella parte di pubblico che ha seguito molti concerti di questo festival: ma di cosa è fatto quel confine per molti così invalicabile tra chitarra classica e acustica? Forse solo di paura del confronto, di ferrea volontà da parte di qualcuno di mantenere le distanze tra chi guarda solo al passato (molto breve, tra l’altro) e chi invece vuole proiettarsi verso le nuove possibilità offerte da uno strumento così versatile.
Poi, per fortuna, esistono musicisti come Sara Collodel che aprono uno spiraglio tra i due mondi senza farsi spaventare dalla sperimentazione e dalla ricerca, senza prescindere dai grandi autori del passato che hanno consentito alla chitarra di diventare lo strumento che oggi conosciamo. Insomma, una serata davvero importante che ha lasciato un segno profondo nelle nostre corde.

Patrizia & Mauro Gattoni

(foto di Patrizia Gattoni)SORISO, 27th August 2011 – ‘Chitarra Femminile Singolare’, the classical guitar season directed by Francesco Biraghi, is here again with ‘Un Paese a Sei Corde’ and it’s being held in Soriso in St. Marta’s Church. It’s a windy evening and the little church is packed full of people. Crowds have flocked to be present at the performance of these two excellent guitarists. It’s the first concert for Teresa Tringali, who opens the evening and is very young indeed but she’s not intimidated at all. Yes, of course, she’s nervous but the notes flow confidently from her hands and Tarrega’s ‘Capriccio Arabo’, followed immediately afterwards by Brouwer’s ‘Un dia de Noviembre’, is delicate enough to act as a lullaby for a pair of restless babies brought by their parents who really feel in the mood for a special evening full of high quality music.

Teresa Tringali

In his thorough opening presentation, Francesco Biraghi explained the pieces in detail so that everyone could follow the concert easily. The attentive and interested public is not just made up of cult followers of classical guitar but also includes curious passers-by. While we try not to get involved in the chit-chat of the old ladies sitting near us, who are busy commenting on what the two musicians are wearing, we can’t help but wonder if the evening isn’t dedicated to them above all. It seems meant for all those people who wouldn’t have any other possibility of listening to this kind of music if not thanks to the strong will of Lidia and Domenico, of ‘Una Finestra sul Lago’, who have organised the tour of this event. Meanwhile Sara Collodel has begun her performance on stage, and her greater experience at live concerts is evident at once.

Sara Collodel

She presents pieces by Heitor Villa Lobos with ‘Studies 6 and 11’, Tansman’s ‘Cavatina’ and ‘La Catedral’ by Paraguayan Barrios in which (during the Allegro solenne) Sara manages to make the sound of the organ heard through the wood of her guitar. The latter is a very particular instrument that arouses a lot of curiosity when people catch a glimpse of its rounded back and sides. But it’s with a composition by Alberto Ginastera, ‘Sonata op. 47’, that she really leaves everyone open-mouthed. It’s a long piece, made up of many movements, that’s complex and can be difficult to follow at times. It contains some perplexing particularities, made up of elements such as percussion, typical of the methods used for playing acoustic fingerstyle guitar that we have heard lately. And those members of the public who have followed many concerts in this festival all have the same thought in mind: what exactly constitutes the border that so many people consider impassable between classical and acoustic guitar? Perhaps only the fear of comparison, the hard will some people have to maintain the distance between those who only look back at the past (a very brief past, it could be said) and those who on the other hand wish to jump forward into new possibilities offered by an instrument that’s so versatile.
Then luckily, there are musicians like Sara Collodel, who open a crack between the two worlds without being afraid of experimenting and researching, without ever overlooking those great authors of the past who have allowed the guitar to become the instrument we know today. All things said, it was a truly important evening that left a deep mark on our strings.

Patrizia & Mauro Gattoni

(foto di Patrizia Gattoni)

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