Sanden JRB

«I migliori materiali di cui si ha bisogno per costruire uno strumento sono orecchie, occhi e cuore». Con una presentazione così, Michael Sanden già merita rispetto. Se poi ci aggiungiamo che nel 1982 ha frequentato due masterclass con Bozo Padunavac, a San Francisco, prima di diplomarsi come liutaio, la curiosità arriva a livelli difficilmente controllabili e quindi obbliga ad approfondire il discorso. Stiamo parlando di una piccola realtà, situata in un incantevole angolo di Svezia, a Göteborg, che si affaccia direttamente sui fiordi. In cui lavorano un pugno di persone, con tanta passione e ottime idee.sadenjrb

Se vi state chiedendo cosa è successo alla foto della chitarra, che ha il manico con i tasti tutti storti, niente paura, è normale. Capita spesso la prima volta che si vede una Sanden. Non è colpa del grafico che impagina, non è necessario stirare la carta (non è stropicciata) ed è inutile andare a cercare un’altra copia della rivista, per vedere se il problema scompare. La chitarra è proprio così, e non per caso. Si tratta, al contrario, di una delle peculiarità principali di questi strumenti, che a breve vedremo di approfondire.
La JRB messa a disposizione per la prova è una Jumbo dalle curve morbide e dalle dimensioni ragguardevoli. I materiali sono di livello eccellente – e non sarebbe lecito aspettarsi niente di meno in questa fascia di prezzo – selezionati con cura estrema, senza compromessi. Abete per la tavola, palissandro per fasce e fondo, tutto massello naturalmente, uniti tra loro da un sottile binding a lisca di pesce (Herringbone). Il ponte, dall’originale design che rappresenta un po’ la cifra stilistica di Michael, è in ebano in match con la tastiera. Questa è priva di riferimenti, con un unico intarsio a forma di farfalla a cavallo tra il XII e il XIII tasto. Il manico è realizzato in mogano, con la paletta impiallacciata, su entrambe i lati, in palissandro. Le meccaniche 510 della Gotoh, con la loro palettina – si fa per dire – in ebano, si integrano perfettamente nell’insieme dello strumento.
E arriviamo, finalmente, a parlare di questa famigerata tastiera. Come probabilmente molti sapranno, l’intonazione della chitarra è frutto di alcuni (parecchi) compromessi. Senza scendere nel dettaglio, per evidenti limiti di spazio, diverse note della tastiera non suonano esattamente come dovrebbero, ma sono sfasate anche di un paio di cent. Il Sistema True Temperament adottato da Sanden elimina il problema, centrando con esattezza il pitch di ciascuna nota. Va sottolineato che, nonostante la forma particolare dei tasti e la loro ‘unicità’, la posa è realizzata in maniera impeccabile. Come del resto tutto, su questo strumento, parla di precisione e accuratezza nella realizzazione.
Le indicazioni della casa di accordare ciascuna corda facendo riferimento al La, invece di affidarsi ai metodi tradizionali, avevano suscitato inizialmente qualche perplessità… Si sa che il chitarrista acustico ‘moderno’ ormai usa una gamma di accordature alternative abbastanza ampia e non è detto che si sappia, sempre, di primo acchito, dove mettere le mani per trovare la nota giusta. Alla prova pratica si è rivelato un sofismo abbastanza superfluo e un buon orecchio è stato più che sufficiente per ottenere il giusto risultato. Sanden, sul suo sito, rivendica orgogliosamente di essere l’unico al mondo a utilizzare questo sistema sulle chitarre acustiche. Non essendo in grado di verificare la veridicità di questa affermazione, la prenderemo per buona.
Una volta imbracciata, la JRB si rivela leggera, ben bilanciata e settata a regola d’arte. Il suono è davvero impressionante: nonostante si sia formato alla ‘vecchia’ scuola americana, Michael realizza strumenti estremamente moderni per concezione e proiezione sonora. L’attacco è pronto, immediato e deciso. Il sustain è lungo, dolce e ricco di riverbero naturale. Il tono è articolato, complesso, quasi ‘saturo’ di overtone pur mantenendo la fondamentale in primo piano. Lo shape del corpo regala una bella dotazione di volume, ma non scava le medie come di solito capita, che al contrario sono belle presenti. Le basse, rotonde e corpose, hanno una bella botta che si trasmette allo stomaco attraverso la cassa. Ma sono i cantini il vero punto di forza dello strumento: definiti, mai squillanti o crudi, sempre perfettamente a fuoco.sadenjrb

La domanda è d’obbligo a questo punto, non si può ignorarla: ma ’sto True Temperament serve davvero a qualcosa? E, visto che si tratta di un optional che aumenta il costo dello strumento di circa 1000 euro, la risposta non è cosa da poco. Per sbilanciarsi in un senso o nell’altro bisognerebbe avere l’opportunità di provare la stessa chitarra nelle due configurazioni differenti, con e senza TT. Alla ‘cieca’ viene comunque da farsi trasportare dall’entusiasmo e abbracciare la filosofia costruttiva del liutaio svedese. Perché di chitarre che suonano a questo livello in circolazione non ce ne sono molte e l’estrema definizione del suono non può che essere, direttamente o indirettamente, influenzata dalla precisione dell’intonazione.
Che si suoni a dita o a plettro, tradizionale o moderno, a solo o in gruppo, attenzione: sono strumenti che danno una pericolosa assuefazione, difficile poi da superare ‘indenni’.sadenjrb

Scheda tecnica
Tipo: Chitarra acustica
Costruzione: Svezia
Importatore: Nonorigo – Marco Mangiacavalli – www.nonorigo.com
Prezzo: € 4950
Top: abete
Catene: abete
Fasce e fondo: palissandro indiano
Manico: mogano
Tastiera: ebano
Ponte: ebano
Binding: Herringbone
Meccaniche: Gotoh 510 palettina in ebano
Amplificazione: no
Larghezza al capotasto: 46 mm
Distanza Mi-mi al ponte: 60 mm
Scala: 650 mm
Tasti:  20

PUBBLICATO
Chitarra Acustica, 3/2012, pp. 40-42

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