Roma Expo Guitars 2017

Nel fine settimana del 18 e 19 marzo 2017 si è tenuta a Roma la quinta edizione del Roma Expo Guitars, l’importante mostra dedicata alla chitarra classica italiana di liuteria e curata da Gabriele Curciotti e Massimo di Coste per l’associazione Chitarra In. Vista l’ottima riuscita dell’edizione precedente, anche quest’anno la manifestazione si è svolta nelle sale del Roma Eventi Conference Center di Fontana di Trevi, a due passi dalla storica fontana. La sede, infatti, grazie a suoi oltre 1800 metri quadri di spazio espositivo, composti da tre ampi saloni, il bellissimo Auditorium Loyola da 280 posti e dieci sale prova insonorizzate, si è dimostrata come il luogo in assoluto più idoneo per ospitare un evento del genere. È da sottolineare in particolare l’importanza delle dieci sale insonorizzate, dove i chitarristi hanno avuto la possibilità di provare le chitarre in tutta tranquillità e senza attese.

roma expo guitars

Hanno partecipato quest’anno alla mostra venticinque maestri liutai italiani, oltre a una quindicina di aziende del settore e alcuni dealer internazionali. Una novità particolarmente gradita è stata l’esposizione di alcune chitarre acustiche, grazie alla presenza dei liutai Aldo Illotta, Davide Serracini e Giacomo Guadagna. Inoltre era presente anche lo stand della casa svizzera Schertler, azienda leader nella costruzione di amplificatori per chitarra acustica e classica.

Gli eventi
Mentre i visitatori ammiravano e testavano le splendide creature dei maestri liutai, diversi eventi si sono succeduti nell’Auditorium Loyola.
Nel pomeriggio del sabato si è tenuta una conferenza sul Leonardo Guitar Research Project. L’obiettivo principale del progetto è quello di studiare, realizzare, spiegare e divulgare la possibilità di costruire chitarre classiche e acustiche con legni non tropicali, anche in relazione alle attuali e sempre maggiori restrizioni da parte del CITES (Convention on International Trade of Endangered Species). Hanno parlato sull’argomento i liutai Brian Garston, Jacky Walraet e Walter Verreydt.

La mattina della domenica, invece, una conferenza dal titolo Antonio De Torres Jurado: il grande maestro di ieri e di oggi ha proposto – in occasione del bicentenario della sua nascita, un approfondimento sulla figura di Torres, sul suo progetto costruttivo e sonoro. La conferenza è stata curata dal liutaio Gabriele Lodi con un breve concerto del chitarrista Luigi Attademo. Per l’occasione sono stati esposti e suonati alcuni strumenti originali.

Nel pomeriggio di domenica, dopo l’assegnazione di un premio alla carriera al noto chitarrista e didatta Bruno Battisti D’Amario, si è svolta un’interessantissima prova acustica comparativa degli strumenti esposti in mostra, curata dal chitarrista Christian Saggese. Saggese ha suonato su ogni strumento due brani: il primo fisso, una sonata di Domenico Scarlatti; il secondo variabile, alternando composizioni di Mauro Giuliani, Francisco Tárrega, Fernando Sor, Heitor Villa-Lobos, Egberto Gismonti e Pat Metheny. (A.C.)

Il concerto di Ana Vidovic
Il sabato sera si è tenuto l’evento clou della manifestazione. Grandissima è stata l’attesa per il concerto della star croata della chitarra Ana Vidovic, per la quale i biglietti sono andati sold out dopo poche ore dall’inizio della prevendita. Chi scrive se la ricorda giovanissima vincitrice del Concorso Sor, micidiale macchina da note. Forte la curiosità di verificarne dal vivo l’evoluzione artistica.


Attesa che non è andata delusa. Programma decisamente tradizionale ma sempre di impatto. Dalla “Suite” bachiana BWV 1007 (originale per violoncello), alla “Grande ouverture” di Giuliani, all’immortale tremolo di “Recuerdos de la Alhambra” di Tárrega, per citare solo alcuni brani in programma, la classe e la sensibilità si sono mostrate progressivamente in tutta chiarezza. L’apice è stato raggiunto dalla “Sonatina” di Moreno Torroba, cavallo di battaglia della Vidovic, dove l’anima popolare spagnola e le increspature impressioniste sono state coniugate con sapienza e maturità. Sfiziosa l’incursione nella “Yesterday” arrangiata da Toru Takemitsu, e di dolente cantabilità la “Cavatina” di Myers (tema dal film Il cacciatore nella versione chitarristica di John Williams) eseguita come bis alla fine di un concerto coronato da scroscianti applausi.(C.d.N.)

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Redazione

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