Roberto Palmas a Un Paese a Sei Corde

Ciò che più teme chi organizza spettacoli all’aperto è la pioggia. Ma in questa serata del 19 giugno, che proprio non sembrava la vigila d’estate, il maltempo si è rivelato una bella fortuna. Ci ha portati in un luogo davvero particolare a Cressa: un’antica cantina, recentemente e sapientemente restaurata, in attesa di diventare museo comunale. L’atmosfera creata, grazie anche al sapiente uso della luce delle candele, si è rivelata perfetta per la musica di Roberto Palmas che, con la sua chitarra a corde di nylon, ci ha regalato un concerto di grande raffinatezza.

Davanti ad una platea rapita, ha eseguito le sue composizioni, note dolcissime interrotte solo dagli applausi. Persona schiva e riservata, all’inizio quasi non ha osato parlare, neppure per presentare i titoli dei suoi brani. Ma si è sciolto, pian piano, col calore del pubblico, lasciandosi andare addirittura a qualche battuta e al breve racconto della storia di alcuni suoi brani. Abbiamo così scoperto com’è nato “Valzer per Emma”, dedicato alla fisarmonicista Emma Pucci, che “Mazurca” ha questo titolo nonostante sia poi un valzer, e che “Arc-en-ciel” non è stato scritto a Parigi…

Un’ora e mezza passata in modo davvero piacevole, in compagnia di una musica che porta con sé influenze della terra sarda, ma anche nordafricane e celtiche, colta e popolare allo stesso tempo. Col bis “Una parte di me” si è congedato da un pubblico entusiasta che, per un po’, ha dimenticato che fuori stava ancora piovendo.

Patrizia & Mauro Gattoni

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Redazione

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