Roberta Di Lorenzo e Tony De Gruttola a Un Paese a Sei Corde

 

Il primo assaggio della sezione “Chitarrautore”, novità dell’edizione di quest’anno di “Un Paese a Sei Corde”, lo abbiamo avuto il 26 giugno nella suggestiva cornice del cortile interno del Municipio di Gozzano. Che ogni anno sembra più bello, grazie ai continui interventi di restauro.

Protagonista Roberta Di Lorenzo che, accompagnata da Tony De Gruttola, ha presentato L’occhio della luna, l’album a cui ha collaborato nientemeno che Eugenio Finardi in qualità di produttore e arrangiatore. Nel cd suonano numerosi musicisti, addirittura un quartetto d’archi, anche se sul palco di Gozzano le stesse atmosfere erano rese con due sole chitarre, ma suonate magistralmente. L’una accarezzata con la dolcezza della mano femminile che sa dove posarsi per ottenere i giusti suoni, quasi solo sfiorando le corde, l’altra condotta con maggiore energia e vigore, ma mai gratuita ‘violenza’ da Tony De Gruttola, accompagnatore forte e discreto allo stesso tempo.

Un lavoro molto femminile, e lo si capisce anche da dettagli dell’arrangiamento creato appositamente per la serata. Il concerto si è aperto con “Ai tuoi occhi”, per poi passare a “Felicità apparente” e all’unica cover della serata – Talkin’ Bout a Revolution” di Tracy Chapman – che ha permesso al duo di dare libero sfogo alle emozioni, coinvolgendo il pubblico e sciogliendo la tensione che un concerto così intimo può creare. A seguire “Luna”, un pezzo con dieci anni di storia alle spalle, dedicato a chi è lontano da casa e a chi la cerca nel proprio cuore. Ed eseguirlo, sola sul palco con la sua chitarra, proprio mentre stava sorgendo la luna piena, in una calda sera d’estate, ha costituito una grande emozione che è arrivata vivida a tutti i presenti. E poi via, fino al bis, “Faccia”, canzone che ha segnato l’incontro con Finardi e quindi l’inizio del progetto artistico approdato qui a Gozzano.

Una serata piacevolmente diversa, stavolta protagonista non era solo la chitarra, ma anche e soprattutto le canzoni che mostravano una buona dose di originalità. Cosa che lascia quasi stupiti, ormai abituati come siamo all’imperversare delle cover band. Se solo la voce, bella, calda e ben padroneggiata, avesse avuto un timbro più particolare, di quelli che distinguono l’interprete fra mille, saremmo sicuri di aver assistito alla nascita di una stella.

Patrizia & Mauro Gattoni

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