Rev. Gary DavisRev. Gary Davis

gary_davis
Il Reverendo Gary Davis, che incise sia nel periodo prewar, sia durante il Revival degli anni ’60, è il principale esponente del Piedmont Blues, quella forma di Blues particolarmente complessa sul piano strumentale che si sviluppò lungo l’East Coast e che risultava notevolmente influenzata dal Ragtime. A differenza di altri Bluesmen -che tra le prime incisioni e la loro “riscoperta” successiva avevano abbandonato la chitarra- fu sempre attivo sulla scena musicale, prima nell’originaria South Carolina, poi per le strade di New York.

Nato a Laurens nel 1896, Gary Davis era parzialmente cieco sin dalla nascita e in seguito lo divenne completamente. Autodidatta dall’età di sei anni, sviluppò una tecnica chitarristica che ben presto lo portò a essere consideranto localmente il più dotato e influente tra i suoi pur bravi colleghi. Consapevole delle proprie capacità, tendeva a non apprezzare quelle degli altri chitarristi, a eccezione di Blind Blake e di Willie Walker, dal quale tra l’altro imparò Cincinnati Flow Rag.

Contrariamente a quanto si potrebbe immaginare, però, la sua carriera discografica prewar fu molto ridotta: infatti, sebbene partecipasse a metà degli anni ’30 alle prime incisioni del proprio allievo Blind Boy Fuller per la ARC, non riuscì nemmeno lontanamente a imitarne i successi. I motivi paiono essere stati diversi: questioni di denaro, la conversione religiosa che gli impedì di registrare Blues, il carattere non molto accomodante che lo avrebbe accompagnato per tutta la vita…

Così, passarono diversi anni -dedicati ad utilizzare la chitarra prevalentemente come mezzo di diffusione del Gospel- prima che Gary Davis avesse l’occasione di ritornare in sala d’incisione. Questa volta fu per etichette come la Stinson, la Folkways e la Riverside, che iniziavano a mostrare interesse per il Blues e stavano così preparando quel Blues Revival che avrebbe caratterizzato gli anni ’60.

La sua fama andò gradatamente aumentando tra gli appassionati del genere e così intorno a lui si formò un gruppo di giovani allievi, che a loro volta sarebbero divenuti abili chitarristi e avrebbero diffuso il suo stile nei decenni successivi: Stefan Grossman, Woody Mann, Roy Book Binder sono solo alcuni tra essi. Tra l’altro Roy Book Binder, in un suo disco Live, offre un gustoso ricordo della sua prima lezione con Gary Davis, che durò dal primo pomeriggio a notte fonda: d’altra parte, si sapeva che le sue lezioni potevano durare da un’ora a diversi giorni… e sempre al prezzo di 5 dollari l’una…

La fama e un certo successo economico, che gli permisero finalmente una casa decorosa, non smussarono il suo carattere spigoloso, ma ora Gary Davis era circondato da fans devoti e quindi i suoi sbalzi di umore non compromisero questa seconda parte della sua carriera. Restò fedele alla decisione di suonare unicamente Gospel e di evitare il Blues, ma… solo sino a un certo punto e questo ci permette di gustare ancora oggi i migliori Ragtime Blues mai registrati.

Gary Davis, che considerava il basso alternato alla Mississippi John Hurt ormai superato, suonava solo con pollice e indice, usava i picks e aveva uno stile particolarmente complesso, fatto di arpeggi e lunghe sequenze di note sia sui bassi, sia sugli acuti. La sua voce forte e rauca, ben si accompagnava al suono potente della sua Gibson Jumbo 200, anche se non sempre risulta gradevole al primo ascolto. I numerosi filmati in bianco e nero che di lui ci restano trasmettono un senso di energia, in cui la fede religiosa gioca certamente un ruolo notevole.

Morì on the road nel 1972, mentre si stava recando all’ennesimo concerto.

Discografia. Consiglio sicuramente i CD Complete Works (1935-1946) della Document Records, che raccoglie le sue prime incisioni e Blues & Ragtime, della Shanachie, che tra l’altro ha un bel libretto d’accompagnamento, con alcune trascrizioni di Stefan Grossman.
gary_davis The Reverend Gary Davis, who scored both during Prewo, both during the Revival of the '60s, is the leading exponent of Piedmont Blues, Blues that form of especially complex instrumental terms that developed along the East Coast and which are substantially influenced from Ragtime. Unlike other Bluesmen-that among the first recordings and their “rediscovery” after they had abandoned the guitar-he was always active on the music scene, first in the original South Carolina, then to the streets of New York. Born in Laurens in 1896 Gary Davis was partially blind from birth and later she became completely. Self-taught from the age of six years, developed a guitar technique that soon led him to be the most talented in recitals locally and influential among his colleagues but good. Aware of their abilities, they tend not to appreciate those of other guitarists, except for Blake and Blind Willie Walker, from whom he learned among other Cincinnati Flow Rag. Contrary to what one might imagine, however, his recording career was Prewar very small: in fact, even participated in the mid 30s the first recordings of his pupil Blind Boy Fuller for the ARC, he could not even begin to imitate the successes. I seem to have been a number of reasons: money matters, the religious conversion that prevented him to record Blues, the character is not very accommodating that would accompany him throughout his life … So, they passed several years-dedicated mostly to use the guitar as means of spreading the Gospel-before Gary Davis had the opportunity to return to recording studio. This time it was for labels such as Stinson, Folkways, and Riverside, which began to show interest in the Blues and Blues Revival were so prepared that that characterized the 60s. His fame went gradually increasing among fans of the genre and thus formed around him a group of young students, who in turn would become skillful guitarists and would spread his style in the following decades: Stefan Grossman, Woody Mann, Roy Book Binder are just some of them. Among other things, Roy Book Binder, in his disc Live, offers a tasty reminder of her first lesson with Gary Davis, which lasted from early afternoon into the night: On the other hand, knew that his lectures could last from a 'hours to several days … and always pay 5 dollars each … The fame and a certain economic success, which enabled him Finally a decent home, not blunt his sharp character, but now Gary Davis was surrounded by devoted fans, and then his mood swings is not compromised, the second part of his career. He remained faithful to the decision to play only gospel and avoid the Blues, but … only up to a certain point and this allows us to still enjoy the best Ragtime Blues ever recorded. Gary Davis, who considered the low alternate Mississippi John Hurt outdated, played only with thumb and forefinger, and used the picks he had a style particularly complex, made up of arpeggios and long sequences of notes or the bass, and treble. Its loud and raucous, well matched to the powerful sound of his Gibson Jumbo 200, although not always pleasant on the first listen. Numerous black and white footage of him we still convey a sense of energy, where the religion certainly play a role. He died on the road in 1972 but was on his way to the nth concert. Discography. Council will also CDs Complete Works (1935-1946) of the Document Records, which contains his first recordings and Blues & Ragtime, the Shanachie, which incidentally has a nice accompanying booklet, with some transcriptions by Stefan Grossman.

...sull'Autore
Redazione

Related Posts

Lascia il tuo commento

*

Captcha * Time limit is exhausted. Please reload the CAPTCHA.