Reno Brandoni e Giorgio Cordini a Un Paese a Sei Corde

Ultima serata il 19 settembre per “Un Paese a Sei Corde”, ma il rammarico per la fine della manifestazione si è accompagnato al piacere per una serata di altissimo livello. Nella chiesa di S. Giovanni Battista ad Alzo di Pella ci siamo trovati al cospetto di due grandi musicisti – ognuno con la sua storia – che da tempo si divertono a suonare insieme. Stiamo parlando di Reno Brandoni, bravissimo chitarrista e autore raffinato, ‘padre putativo’ di tanti chitarristi acustici italiani per l’intensa attività divulgativa e di produzione svolta con la sua ‘creatura’ Fingerpicking.net. In compagnia di Giorgio Cordini, musicista dalle numerose collaborazioni di livello nel panorama italiano, fra cui spicca naturalmente quella con Fabrizio De André. Cui è sicuramente rimasto legato, affettivamente e artisticamente.

Introdotti con grande affetto da Dario Fornara, direttore artistico della sezione acustica, sono stati poi loro stessi a presentarsi al pubblico con l’ironia e l’umiltà dei grandi, pronti a scherzare sugli occhiali di Reno e sulle sue accordature “esagerate”. O sul “mandolino OGM” di Giorgio, che ha suonato quasi tutti i brani con il bouzouki. E così, tra una battuta e l’altra, ci hanno regalato brani tratti sia dal loro CD Anema e corde che da I fiori di Faber di Cordini e da Yelda di Brandoni, in una perfetta fusione dei suoni di chitarra e bouzouki. Il risultato è stata una serata meravigliosamente serena, in cui chiudere gli occhi e ascoltare, semplicemente ascoltare, senza dover inseguire con lo sguardo mani saltellanti sulle corde. Solo bella musica, ogni brano una storia, a volte recente, come per “Jack e Vacchi”, un blues dal titolo buffo ispirato ai compagni di scuola della figlia di Reno, o “Anna”, nome ricorrente nella famiglia di Giorgio.

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Altre più antiche come per “A fa ‘l patös”, ninna nanna della tradizione bresciana. Due amici che suonano insieme, divertendosi, prendendosi anche un po’ in giro, senza mai prevaricare l’uno sull’altro, ma lasciandosi anche spazio per pezzi ‘a solo’. Prima Cordini ha proposto, con la chitarra acustica, “John Barleycorn Must Die”, per poi passare a un medley tratto da I fiori di Faber e terminare con un particolare arrangiamento ‘stile James Taylor’ de “Il pescatore”. Poi è stata la volta di Reno, che ci ha portati in viaggio con lui tra Sicilia e Sardegna, partendo con “Il vento e la follia”, dedicato alla moglie, fino alla celebre “Malena”, passando per “Il mare tra Tavolara e Ponza”. E poi di nuovo insieme per la parte finale fino al bis “A Sa’ ”, trasformato per l’occasione in un ‘brano didattico’, a dimostrazione di come due stili tanto diversi come il blues americano e la musica mediterranea possano miscelarsi alla perfezione.

Meritatissimi gli applausi che alla fine hanno inondato la chiesa, misti alla tristezza per la fine di questa bellissima manifestazione, che ci ha riempito le sere d’estate con ottima musica proposta da tanti chitarristi, diversi per stile e repertorio, sempre a ingresso gratuito – nonostante le difficoltà nel reperire i finanziamenti – e sempre in luoghi diversi e deliziosi intorno al lago d’Orta e non solo. Un grazie di cuore a nome di tutto il pubblico a Lidia e Domenico per averci condotto in questo “Paese a Sei Corde”.

Patrizia & Mauro Gattoni

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