Quelli che… scrivono di musica, oh yeah!

giornalista fumettoScrivere di musica è un po’ come ‘dipingere di scultura’… eppure di gente che scrive di musica è pieno. A un festival o a un concerto qualsiasi è quasi impossibile non sbattere ogni tre passi in qualcuno che fa foto, interviste, prove o semplicemente relazioni sociali, per conto di una lista praticamente infinita di riviste, cartacee od on line, di ogni ordine e tipo. E il giornalista musicale, diciamocelo, è uno strano ‘animale sociale’. Di indole solitaria, avvezzo a lunghe trasferte e serate interminabili, è poco socievole con i suoi simili.
Ci sono quelli che ‘si annoiano’, perché ormai ne hanno viste di ogni, e… si annoiano. E ci tengono a farlo sapere a tutti quelli che gli stanno intorno. Così almeno si annoiano anche loro.
Quelli che «eh, non è più come una volta questa manifestazione, una volta sì che…», ma ci tornano sempre e comunque, puntuali come le tasse.
Quelli che «hai sentito l’ultimo di…» e ti snocciolano una serie di nomi improbabili di chitarristi provenienti di preferenza dagli angoli più remoti del globo. Non sei al corrente delle novità provenienti dal Burkina Faso? Ma dove vivi?
Quelli che non hanno mai neanche sentito nominare una buona metà degli artisti in cartellone.
Quelli che, se uno non suona almeno in tapping a otto dita percuotendo la cassa con un piede, manco lo prendono in considerazione.
Quelli che se uno si sbaglia anche solo ad appoggiare la mano destra alla cassa se ne vanno, perché «queste tecniche moderne annoiano».
Quelli che ‘prendono appunti’. Sempre, continuamente, incessantemente. Esclusivamente sull’inseparabile taccuino, rigorosamente formato Moleskine. Sembrano degli amanuensi. Evidentemente l’avvento dei registratori, non dico digitali, ma almeno a nastro, deve proprio esser loro sfuggito.
Quelli che invece ‘registrano tutto’, ogni istante, ogni momento. Portando a casa una mole di materiale che li terrà impegnati almeno per la stessa durata del festival. Ma probabilmente registrano per conto di qualcun altro, che non ha potuto partecipare. Che probabilmente ne ascolterà la centesima parte.
Quelli che ‘provano tutto’, qualsiasi cosa sia in esposizione. Li riconosci subito dal sorriso estasiato, sembrano dei bambini in un negozio di caramelle.
Quelli che ‘non provano niente’ perché tanto, in mezzo a questo marasma, che cosa vuoi sentire. Cosa siano venuti a fare non è dato saperlo, ma di solito rientrano anche nella categoria di quelli che ‘si annoiano’. E per forza!
Quelli che al concerto sono sempre in prima fila e non se ne perdono un istante.
Quelli che arrivano a metà, però poi vanno via un po’ prima.
Quelli che ‘cianno da fare anche le foto’ e quindi, come anime in pena, girano incessantemente per la sala tutta la sera alla ricerca dell’inquadratura migliore.
Quelli che alla fine del concerto devi mettergli uno specchietto davanti alle labbra per vedere se respirano ancora, visto che non hanno battuto ciglio per ore. Di questi ne esistono due varianti: il Buddha meditativo che cade in trance mistica e quello in grado di dormire con gli occhi aperti (talento raro ma preziosissimo).
E poi c’è quello che «gira con occhialoni scuri, cappello e baffi finti». Si dice abbia scritto un articolo ironico sui liutai… oh yeah!

PUBBLICATO

Chitarra Acustica, 1/2013, p. 10

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  1. wayx Reply

    Ci sono anche quelli che… approfittano degli eventi per rivedere e/o conoscere vecchi e nuovi amici di forum… e per quanto mi riguarda è l’attività prevalente proprio perché queste kermesse a cui ti riferisci si son trasformate in una autocelebrazione massificante ed indisponente… sì lo ammetto sono un nostalgico 🙂

  2. rino2 Reply

    Ti sei dimenticato una categoria importante…
    Quelli che non ci sono andati e non ci vanno ma che scrivono comunque come fossero stati in prima fila…

    Questa categoria è più comune in teatro (che bazzico abbastanza) ma anche in campo musicale non scherzano… e mi spingerei anche a dire che è più radicata nel ramo dei giornali intesi come quotidiani che in altri punti…
    Rino

  3. stefano Reply

    “E poi c’è quello che «gira con occhialoni scuri, cappello e baffi finti». Si dice abbia scritto un articolo ironico sui liutai… oh yeah!” sì… sì sono la peggior specie… 🙂 si scherza.

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