Prima chitarra: scelta accurata

 

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La prima chitarra: scelta accurata

Troppo spesso sento dire da genitori di piccoli e aspiranti chitarristi la parola “chitarra da studio” riferita per lo più a strumenti in compensato super economici e quasi impossibili da suonare, più o meno dei giocattoli che non gravano sul portafogli familiare, ma che non hanno niente a che fare con il concetto di studio.
Questo ormai obsoleto luogo comune, come un ritornello di una canzone poco riuscita, mi suona nelle orecchie da quando anche i miei genitori ne hanno cantato qualche verso, spinti anche loro dal comprensibile timore che un ragazzino, circondato da mille attrazioni, possa perdere presto interesse. In effetti di frequente accade che uno strumento venga seppellito in cantina perché la curiosità del suo apprendista esecutore ha tirato le cuoia prima di esalare il primo accordo, e il rammarico dei genitori solitamente è pari alla soddisfazione di non aver speso cifre esose per un capriccio passeggero del figlio.
Il fatto è, però, che uno strumento di pessima fattura non agevola affatto l’apprendimento, anzi molto spesso ne ostacola il percorso, rendendo difficile ciò che è semplice e impossibile ciò che è difficile. Ecco che al primo barrè anche i più volenterosi studenti potrebbero arrendersi di fronte al dolore fisico e all’impostazione sbilenca che strumenti economici causano. È vero che a volte il talento non viene fermato neppure da chitarre di compensato, ma è altrettanto vero che non sempre sono i più talentuosi a regalare musica raffinata, di conseguenza credo che vada tutelata la possibilità di riuscita di ogni mano, anche la meno portata, con un’accurata scelta del primo strumento e non con l’acquisto ottuso di una chitarra qualsiasi, purché economica. 
Non dico certo che la “chitarra da studio” debba per forza essere uno strumento di liuteria, ma vero è che migliore è la fattura costruttiva della chitarra con cui si studia, migliore sarà il risultato dello studente.
Dall’altra parte, invece, c’è chi pensa che un cospicuo investimento corrisponda sempre e senza eccezioni al migliore strumento in commercio. Inutile dire che non è così. Più volte ho visto chitarre dal nome imbarazzante avere più personalità di chitarre rinomate.
È l’equilibrio fra il budget a disposizione e la qualità della chitarra la soluzione a cui aspirare.

PUBBLICATO
Chitarra Acustica, 11/2012, p. 8

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  1. Vincent Schwager Reply

    L’altro giorno ho comprato una Fender acustica usata, ma praticamente nuova di pacca. È di fascia economica, 100 euro, ma fatta bene, economica, certo, tutta in compensato ma come chitarra per iniziare o da spiaggia va benissimo. Aveva un solo problema, l’action. Era quasi il doppio di quella che dovrebbe essere per una chitarra del genere. Ho avuto problemi io a suonarla che ho i calli sui polpastrelli. Non so immaginare nemmeno cosa possa avere pensato la sprovveduta ragazza che l’aveva acquistata e che c’ha subito rinunciato a suonarla. Io ho acquistato una selletta nuova in Tusq, l’ho scartavetrata fino a portare l’action a livelli accettabili, e ora la chitarrina da 100 euro suona più che bene. Non ha cantini che cantano, o bassi che perforano – ma serve allo scopo più che bene. E l’action una volta regolata per bene, ha reso lo strumento suonabile e godibile.

  2. Luca Francioso Reply

    Ciao Ciro, grazie del tuo commento. Sono felice che tu abbia scelto di cominciare a suonare la chitarra: un altro sognatore in più!
    Io credo che, come scritto nel post, un buono strumento possa solo aiutare l’apprendimento e l’impostazione, soprattutto della mano sinistra. Il consiglio che ti do è di non scegliere la chitarra in base a foto in rete o alla marca: una chitarra va provata e va ascoltata. Devi sentirtela addosso! La cosa più importante, adesso, è che abbia manico e tastiera “comodi” e un buon suono in acustico. Eviterei, se non necessaria, l’elettrificazione: molto spesso in chitarre di fascia “medio-bassa” vengono montate elettrificazioni basi per contenere il prezzo (alcuni strumenti vengono venduti senza). Questa soluzione, inoltre, ti permetterebbe di sceglierne una di qualità e di tuo gusto in futuro.
    Riguardo alle Takamine. Ad essere sincero non impazzisco per questo strumento (pensato, a mio avviso, più per un utilizzo da “palco” e cioè elettrificato). Se il budget lo permette penserei ad una Seagull (rapporto qualità prezzo molto buono), alle “entry level” della Taylor (manico e tastiera comodissimi) e della Larrivée (bassi caldi e profondi).
    Ad ogni modo, tieni presente che quanto scritto è solo una mia opinione: sentine delle altre e confrontale. Solo così avrai un quadro completo e costruttivo.
    Per qualsiasi altra informazione non esitare a scrivermi. Ti auguro OGNI BENE e buona fortuna.

  3. ciro Reply

    Salve !
    Mi chiamo Ciro e vi scrivo per chiedervi gentilmente un consiglio.
    Sono appassionato per le chitarre achistiche,sto cominciando a imparare qualcosa riguardo a questo magnifico strumento e desidero imparare a suonarlo,con tutta onestà c’è da perdersi nell’infinita varietà di modelli che ci sono in giro .
    Vorrei comprarne una ma non ho abbastanza esperienza da fare la scelta giusta,soprattutto vorrei essere sodisfato per il suono più che le rifiniture; ho visto alcuni modelli ma in particolare visivamente mi ha colpito una Tekamine NV360S( modello visto sul sito Cherubini.com,chitarre acustiche)…ora considerando quanto spiegato da Voi chiedevo:è una scelta giusta o magari eccessiva per uno come me che sta per iniziare?
    Fiducioso per un Vs consiglio…in attesa Distinti Saluti _ Ciro.L.

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