Preamplificatore per chitarra iRig Acoustic Stage

(di Daniele Bazzani) – Che la tecnologia abbia fatto passi da gigante, è ormai fuori di dubbio. Che ci possa sorprendere, anche. Che possa farlo in maniera così decisa… un po’ meno!
Alla IK Multimedia fanno le cose sul serio, i loro plugin e simulatori di amplificatori per chitarra, insieme alle altre mille diavolerie di cui si occupano, li hanno resi famosi nel mondo. Il fatto che siano italiani ce li fa apprezzare anche di più: non ci stancheremo mai di essere campanilisti, quando riteniamo sia giusto farlo.

Il piccolo iRig Acoustic aveva già fatto la sua comparsa qualche tempo fa, solo che era un piccolo e molto economico microfono che dava più l’idea di un giocattolino, visto che era pensato per essere utilizzato con il cellulare o al limite un tablet: una di quelle cose che vanno tanto di moda e spesso servono a poco, in termini di reale resa musicale. Questo ci ha portati ad aprire la bella confezione con un po’ di sano scetticismo, smentito però quasi subito. Del resto siamo abituati a pubblicità di prodotti che garantiscono un risultato sorprendente, qualcosa di ‘mai sentito prima’, innovazioni senza precedenti nel campo musicale, ma quasi mai l’aspettativa data dalla pubblicità viene confermata dai test…

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La confezione
Molto bella, estremamente curata, essenziale nelle sue parti, la scatola ricorda quelle di molti prodotti moderni nel mondo del software o dei cellulari, elegante e funzionale. All’interno della scatola troviamo il vero e proprio contenitore, una piccola e comodissima custodia di plastica chiusa da una zip e con all’interno tutto il necessario, comodissima se dovremo portarla dietro in occasione di concerti. Il che non è molto, va detto: il piccolo microfono inserito su un supporto a forma di plettro (sarà un caso?) con il suo cavo, che andrà ad inserirsi nell’apposito ingresso sul piccolo preamplificatore dotato di batterie, che potremo applicare anche alla cintura dei pantaloni – o alla tracolla della chitarra – in caso di utilizzo live. A completare il tutto il piccolo ed esaustivo libretto di istruzioni, e i controlli (per fortuna sono pochi, ma micidiali. Andiamo a vedere.

Di cosa si tratta
Il piccolo microfono – tecnologia MEMS – è alloggiato in modo permanente su una linguetta triangolare, che è dotata a sua volta di una piccola aletta: questa consente, essendo piuttosto elastica, di essere applicata al piano armonico della chitarra acustica, in corrispondenza del battipenna per capirci, con il piccolo cavo che fuoriesce quindi dalla buca. In questo modo il microfono è posizionato all’interno della chitarra. Lo abbiamo testato su molte chitarre diverse, e su alcune bisogna forzare un po’ l’incastro, quando il piano armonico è più spesso; ad esempio non siamo riusciti ad applicarlo su un mandolino, peccato perché sarebbe stato interessante. Al di là dei piccoli ostacoli, andiamo a vedere cosa offre questa piccola diavoleria.

Detto del microfono, andiamo a esaminare il preamp, vero cuore di tutto il sistema. È dotato di due ingressi, uno minijack a cui si collega l’iRig, e uno jack tradizionale, a cui collegare un secondo pickup; entreremo nel dettaglio a breve. Sullo stesso lato abbiamo anche un’uscita, sempre jack, e un ingresso USBG. Sul lato opposto il volume di uscita generale e il controllo Mix, che permette di miscelare il segnale dell’iRig con un secondo pickup. Sui due lati lunghi troviamo da una parte lo switch On/Off, e dall’altra un interruttore per la cancellazione di fase, tipico su macchine dedicate agli strumenti acustici. Sotto c’è il vano portabatterie e i quattro fori per incastrare la clip e attaccarlo a una cinghia o a una cinta; sopra ci sono i due controlli, il cui funzionamento viene chiaramente spiegato nel libretto: il pulsante Cancel-Feedback e il Tone.

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Partiamo da quest’ultimo. Il preamplificatore è dotato di sei preset, tre per chitarra acustica e tre per chitarra con corde in nylon: Natural, Warm e Bright. Ma la cosa interessante è la possibilità di far ‘analizzare’ il suono al sistema: si preme per un paio di secondi il pulsante Tone – le luci iniziano a lampeggiare, segno che la modalità analisi è attivata – e si suona lo strumento facendo un semplice barré dal primo al dodicesimo tasto; in questo modo il software ha modo di analizzare lo spettro delle frequenze della nostra chitarra, adattando la resa del microfono. Terminata la sequenza di barré si preme nuovamente il pulsante fino a che le luci non smettono di lampeggiare: analisi terminata. Oltre a questo abbiamo, appunto, i tre preset dedicati a ciascuna tipologia di strumento: corde in acciaio o nylon.

L’altro controllo, il Cancel-Feedback, viene definito come un soppressore istantaneo e multibanda di feedback. Anche questo viene memorizzato e, con una pressione prolungata del tasto, la memoria viene cancellata per passare ad un nuovo strumento. È tutto molto interessante, ma…

Come suona?
Colleghiamo il tutto e inseriamo il jack in un amplificatore dedicato alla chitarra acustica. Sappiamo bene che tipo di resa abbia questo ampli, quindi sarà più facile capire la risposta dell’iRig. Eseguiamo la procedura per far ‘conoscere’ la nostra prima chitarra al sistema; si può fare a volume abbassato, poi lo alziamo gradualmente: trattandosi di un microfono la paura è tanta! In effetti la prima reazione dell’ampli è quella che ci fa subito testare la funzione Cancel-Feedback: il microfono innesca immediatamente e, senza pensarci su, premiamo il grosso pulsante; quella risonanza hendrixiana scompare immediatamente! Alzando un po’ il volume ne appare però subito un’altra, e in un nanosecondo pensiamo: «E ora?» Salvo poi premere, guidati da una sorta di istinto di sopravvivenza, nuovamente il medesimo pulsante… feedback cancellato! A quel punto iniziamo a sentire che il suono in uscita è interessante. Alziamo ancora un po’ e compare per magia un nuovo feedback! Procedura ormai abituale, cancelliamo anche questo. Proviamo a coprire la buca con la mano e appare un feedback altissimo, un tipico fischio da microfono, di quelli che sentiamo sui palchi ad alti volumi: cancellato anche questo, e sono quattro!

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Il suono, a questo punto, ha preso forma. La chitarra è assolutamente suonabile e anche con gusto; non abbiamo bisogno di utilizzare i preset alternativi, restiamo su Natural, perché risulta essere il più naturale, appunto. Suonando con il plettro o con le dita, è uno dei suoni più neutri che ci sia mai capitato di ascoltare in tema di chitarre acustiche; secondo forse solo a un vero microfono piazzato di fronte alla buca, con i mille problemi che questo però comporta.

Apriamo una parentesi per soffermarci un momento sul controllo Cancel-Feedback: in tanti anni di onesto lavoro in questo settore non ci era mai – e sottolineiamo ‘mai’ – capitato niente di simile. È una specie di sogno che si realizza: i peggiori incubi del chitarrista acustico risolti da un pulsante; i nostri drammi esistenziali derivanti dalla scelta di uno strumento così complicato da amplificare, improvvisamente cancellati! Alla IK hanno fatto un lavoro incredibile. Se mai pensassero di far diventare questa funzione un pedale da utilizzare con qualunque altro sistema, avrebbero ai loro piedi schiere di musicisti acustici pronti a ringraziarli. È davvero qualche cosa di affascinante, per la rapidità e la precisione in cui istantaneamente azzera ogni traccia di feedback, senza per questo uccidere il nostro suono. E lo fa su molte e diverse frequenze, davvero impressionante; di solito i filtri antifeedback (o notch filter) lavorano su una singola frequenza, questo no.

Ciò detto – era doveroso, perdonateci – abbiamo provato a cambiare chitarra, e il risultato è sempre stato molto buono. Quelle a cassa grande soffrono un po’ di più: viene amplificata una lieve tendenza a un suono leggermente inscatolato e un po’ boomy. Ma non dobbiamo dimenticare che si tratta di un microfono all’interno della buca, cioè nel posto peggiore in cui possiamo pensare di metterne uno. Il risultato va quindi considerato come eccellente. Anche perché a questo prezzo – cosa alla quale ancora non abbiamo accennato – non compriamo quasi niente sul mercato. E non abbiamo solo un pickup, ma anche un preamplificatore con funzioni strepitose.

L’inversione di fase lavora solo sul microfono, in caso aggiungessimo un secondo pickup. E ora parliamo di questo: purtroppo – ma se fosse stato il contrario non si sarebbe trattato di un sistema di amplificazione, bensì di un miracolo del cielo – l’ingresso del secondo pickup non ci ha soddisfatti appieno; il volume è piuttosto basso e il suono abbastanza piatto. Abbiamo paragonato i pickup – provando con sistemi diversi, piezo e magnetici – inseriti nell’iRig e direttamente nell’amplificatore, e la differenza è grande. Va detto però che, se avessimo una chitarra acustica di media qualità già equipaggiata con un pickup piezoelettrico che non ci soddisfa particolarmente, inserirlo nello Stage e usarne le qualità – tipo l’attacco, la definizione – da abbinare al microfono, potrebbe comunque risultare molto utile. Quindi non bocciamo il secondo ingresso, ma apprezziamo il fatto di averci pensato, perché può davvero fare la differenza. Avendo a che fare da molti anni con questo tipo di sistemi, sappiamo bene che si ottengono ottimi risultati anche miscelando segnali che alla fonte non sono bellissimi, purché diversi fra loro. Ecco che allora la qualità media di un qualunque piezo può essere arricchita dalla straordinaria resa dell’iRig, permettendoci anche di abbassarne un po’ il volume, utilizzandolo quindi al massimo delle sue potenzialità.

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Una prova che non abbiamo fatto, per ragioni evidenti, è proprio quella del palco: come si comporterà questo sistema a volumi elevati? Da quello che abbiamo potuto vedere, piuttosto bene: il test a casa lo abbiamo eseguito restando vicini all’amplificatore a volumi elevati, proprio per evitare dubbi. Resta da vedere come andrà quando ci sarà da fare sul serio.

Conclusioni e versatilità
Non abbiamo ancora minimamente accennato al fatto che acquistando l’iRig Acoustic Stage non si ha solo un sistema di amplificazione da palco, ma un modo per registrare la chitarra in diretta, evitando però i tradizionali pickup che, se collegati alla scheda audio del computer, in genere suonano piuttosto male. In questo caso la resa è eccellente. Quindi i 99 Euro – prezzo che in questo momento troviamo su Strumentimusicali.net – necessari per acquistare questo pickup, non sono impiegati solo per un sistema di amplificazione, ma anche per un sistema di registrazione che ha addirittura una resa superiore a quella dal vivo, non avendo i problemi di volume e le necessità di un palco. Peccato per l’input aggiuntivo – ma se un buon preamplificatore per acustica costa centinaia di euro, un motivo ci sarà – e abbiamo un po’ paura che quel piccolo cavo che collega il microfono al preamp possa risultare facilmente danneggiabile, se usato in contesti live; il buio di un palco è sempre pericoloso.

Di contro, però, dobbiamo dire che possiamo cambiare chitarra e adattarci quasi all’istante al nuovo suono, cosa assolutamente unica nel grande mondo dei pickup. Quindi i pro sono enormi rispetto a quelli che non sono neanche dei contro, ma un voler trovare per forza qualche piccola mancanza a un dispositivo davvero eccellente. Se avete la necessità di andare sul palco da soli, magari chitarra e voce, potremmo quasi dirvi di comprare subito questo sistema: a questo prezzo e con queste caratteristiche non troverete molto altro sul mercato.
Le batterie sono due normali stilo da 1,5 volt. Non sappiamo quanto dureranno, sarà bene averne sempre di scorta per evitare guai, perché il sistema non ha possibilità di alimentazione esterna. Le ricaricabili possono essere un vero e proprio ‘salva-portafogli’, e converrà fare delle prove a casa per evitare spiacevoli sorprese. Considerando che suonando dal vivo, quindi la sera, si può avere difficoltà a reperire batterie, mentre la corrente elettrica c’è sicuramente, chissà se si potrebbe pensare a una versione con alimentazione esterna. Forse sarebbe più difficile da gestire sul palco con i cavi aggiuntivi, per ora ci facciamo andare bene questa.

In conclusione, complimenti ai progettisti della IK, che questa volta ci hanno davvero sorpresi!

Daniele Bazzani

Prezzo: € 99
Grazie a Play Music Store per aver messo a nostra disposizione l’oggetto in prova

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