Suonare l’acustica o suonare acustico?

Fingerpicking.net si occupa, nel senso che produce, pubblica e distribuisce, promuove, discute, crea o partecipa ad eventi, di chitarra acustica. Potrebbe apparire una dedizione alla chitarra acustica come strumento tout court, cosa che sicuramente ci appartiene, ma è tutt’altro che esaustiva né, in generale, centrale del nostro interesse. Nel cuore del quale è la musica, ed in particolare quella suonata ‘in modo acustico’. Se ci guardiamo intorno, scopriamo che la maggior parte dei chitarristi acustici suona, dal vivo, con strumenti amplificati. Per non parlare di grandissimi chitarristi fingerstyle, uno su tutti, Chet Atkins, che non hanno praticamente mai usato una chitarra acustica. Chet ha dato il suo nome ad un discreto numero di chitarre semiacustiche, che fossero Gretsch o Gibson. Eppure lo stile di Chet Atkins può essere preso come luminoso esempio di stile acustico: cerchiamo di capire perché il musicista acustico si riconosce non dallo strumento, ma dallo stile. Che si tratti di flatpicker, di fingerstyler, o persino di chitarristi classici, le tonalità utilizzate saranno (quasi) esclusivamente quelle che permettono di utilizzare il maggior numero di note ottenute su corde ‘a vuoto’. Una modulazione di un semitono è generalmente poco praticata, almeno dai chitarristi che suonano corde in metallo, e ciò per ragioni tecniche connesse allo strumento che viene utilizzato. Anche le scale e, in generale, i runs, vengono suonati col maggior numero di corde libere. Pensate ad una “Jerry’s Breakdown” in Fa! Questa è una scelta che insieme è consigliata dallo strumento che si suona, e nello stesso tempo contribuisce a creare una sonorità assolutamente tipica. Pensate alla sonorità di “Asturias”, ed immaginatela suonata in Mi bemolle minore: un’altra cosa. Invece, nel jazz, ma anche in generale nella chitarra elettrica, le esigenze di ensemble o di rispetto delle tonalità originali, fanno sì che il chitarrista suoni, improvvisi, accompagni, in qualsiasi tonalità. Per questo, oltre che per una sonorità anch’essa tipica, si fa uso di chitarre che consentono una grande agevolezza, sia di barré, sia di velocità della mano sinistra. Anche nell’accompagnamento, una chitarra acustica dà il meglio di sé con accordi suonati nelle prime posizioni: più sono aperti e meglio rendono, tanto che, quando ci sia da utilizzare una tonalità ‘difficile’ per l’acustica, penso al Fa diesis di “Mrs. Robinson” per esempio, si è impiegato un capotasto mobile per portarla a posizioni di Mi. Nel pensare ad un arrangiamento per acustica di un brano cantato e/o polistrumentale, non possiamo non tenere conto dello strumento che usiamo, e dovremmo pensarlo e suonarlo avendo bene in mente le due cose: la musica, e la chitarra, attraverso la quale la esprimeremo. L’accordatura e la tonalità che sceglieremo saranno tra le cose determinanti per l’efficacia del nostro lavoro, fermo restando che la cosa principale, secondo me, è riuscire a non perdere il senso del brano. Le accordature aperte, in un certo senso, sono il massimo per ottenere la risonanza della chitarra acustica, e ci sono esempi di straordinari accompagnamenti nei quali la mano sinistra digita il minor numero di corde possibile, lasciando quasi sempre corde libere a risuonare. Penso a “Circle Game” (open G) o a “People’s Parties” (open D) di Joni Mitchell, ma si può ottenere un risutato analogo, molto bello, anche in accordatura standard, come ha fatto Suzanne Vega in “Luka”. Il problema delle accordature aperte è che, se si vuole sfruttare il potenziale sonoro, c’è un limite agli accordi suonando i quali si mantengano queste caratteristiche di apertura.

Fingerpicking.net deals with the acoustic guitar by producing, publishing and distributing, promoting, discussing, creating and participating at it’s live events. It may seem a complete dedication to the acoustic guitar which, although true, it is far from being exhaustive nor, in general, central to our concern. Which is, the ‘acoustically played’ guitar music. If we look around, we’ll see that most acoustic guitarists, when playing live, play amplified instruments. Not to mention many great fingerstyle players, one for all, Chet Atkins, who almost never played an acoustic guitar. Chet gave his name to quite a large number of semi-acoustic guitars, Gretsch or Gibson. Nevertheless, Chet’s style can be considered a luminous example of acoustic playing: let’s try to understand why the acoustic player can be recognized not by his instrument but rather by his style. It doesn’t matter who they are, flatpickers, fingerpickers or even classical players, they all use the tuning that allows them to play the largest number of open strings, that is, not fingered notes, particularly the bass notes. A half tone modulation is rarely used, at least by steel-string players, and this is for technical reasons, that are connected to the instrument that they use. Scales and, in general, the runs, are played with as many open strings as possible. Think of “Jerry’s Breakdown” in F! This is a choice taken because of the instrument played and, at the same time, it creates a particular sound. Think of the sound of “Asturias”, imagine played in E flat minor: a completely different thing. Instead, in jazz, but in general for the electric guitar, the demands for playing with other players and the need to respect the original key, force the guitarist to play rhythm and improvise in all keys. Because of this, as well as for having a typical sound, guitars with great playability are used, for barré chords, and with fast fingerboards. Even in rhythm playing, an acoustic guitar gives it’s best with first position chords, more they’re open the better: as for when a difficult key is used, like Mrs. Robinson’s F sharp, for example, with a capo on the first fret we have an E fingering. When arranging on acoustic guitar a poly-instrumental tune or one that’s sung, we must consider the instrument we are using, keeping in mind the music and the guitar through which we express ourselves. The tuning and the key we choose will be determined for the efficiency of our work, although, in my opinion, it is most important to preserve the ‘sense’ of the tune. Open tunings give best results in obtaining the resonance of the acoustic guitar and we have examples of extraordinary arrangements, in which the left hand fingers the less possible number of strings, leaving open strings reverberate. I’m referring to Joni Mitchell’s “Circle Game” (open G) or “People’s Parties” (open D), but a similar result can be achieved in standard tuning, like in Susanne Vega’s “Luka”. The problem with open tunings is that, if you want to take advantage of the sound’s potentiality, you’ll find a limit in the chords you can play that present these characteristics.

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  1. Giovanni Pelosi Reply

    Giustissimo, Dario! Questa è un’altra caratteristica del chitarrista acustico, condivisa col chitarrista classico, che spesso ne è il migliore utilizzatore.

  2. darfo Reply

    Aggiungerei che è prerogativa del chitarrista ‘acustico’ l’utilizzo di sonorita’ pulite, la ricerca della ‘spinta’ attraverso la dinamica e non della sonorita’.
    Bell’articolo.
    dario

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