Pietro Nobile a Un Paese a Sei CordePietro Nobile at Un Paese a Sei Corde

BRIGA NOVARESE, 2 luglio 2011 – L’aria da impiegato delle poste e gli occhialini appoggiati sulla punta del naso potevano trarre in inganno, così come la gelida temperatura della serata. Ma eravamo proprio in luglio, e al cospetto di uno dei capiscuola della chitarra acustica italiana.

Un Paese a Sei Corde ha aggiunto quest’anno una nuova tappa a Briga Novarese e il cielo sereno ha favorito l’allestimento del palco fuori dalla meravigliosa (ma troppo piccola per contenere tutto il pubblico accorso) chiesa di S. Tommaso, un vero gioiellino risalente all’anno Mille. L’insolito freddo pungente sopraggiunto al calare del sole ha fatto sicuramente rimpiangere la decisione, ma la bravura e la professionalità di Pietro Nobile hanno saputo riscaldare, se non le membra, almeno i cuori del pubblico. Tutti lì, belli raggomitolati sulle proprie sedie, non si sono persi una nota di questo straordinario musicista che stoicamente, con le mani fredde nonostante le luci puntate addosso, li ha guidati lungo il percorso di tutta la sua storia musicale.
Tutto è cominciato con “Windy and Warm”, uno dei cavalli di battaglia di Marcel Dadi, per poi proseguire con Merle Travis, di cui ci ha fatto ascoltare “Saturday Night Shuffle”, fino alle sue prime composizioni ispirate a questi maestri. Ma siamo ancora all’inizio della carriera e del concerto. Il legame con Dadi è ancora forte, anche se si fa sempre più pressante l’esigenza di uno stile originale. “Snowball” è uno dei passi fatti per staccarsi dal suo mito, ma la strada è ancora tanta e “Paris la Nuit” e “Moony Rain”, molto romantica, ne sono altre tappe importanti. “Soul Roots” rappresenta la svolta, il cambiamento nel modo di scrivere e suonare, e gli ascoltatori – anche se infreddoliti – non hanno mancato di apprezzare. Così è proseguito il racconto della ricerca musicale di Pietro Nobile con “Transazioni”, un brano che è stato scritto sulle Dolomiti e trasmette l’idea di una musica che quasi rimbalza sulle pareti rocciose. Tra una chiacchiera e l’altra, è arrivato anche il brano che dà il titolo al suo ultimo CD, “Indefinito infinito”, così malinconico da pretendere un contraltare ben più allegro, da dedicare a tutti quelli che seguono i suoi concerti: “Se passi di qua”, orecchiabile al punto da dare l’impressione di conoscerlo da sempre. Terminato il racconto del suo percorso musicale, c’è stato ancora tempo per qualche altro brano da regalare al suo pubblico, tanto attento e partecipe, e addirittura per accontentare qualche richiesta, tra cui non poteva certo mancare “Briefly Dream of a Night Fly”.
“Waiting” è stato l’ultimo, intensissimo bis di questo artista così grande, ma al tempo stesso così discreto. I suoi racconti parlano di frequentazioni e collaborazioni importanti e le sue dita volano leggere e precise sulla chitarra, suonando una musica così facile da ascoltare che solo al termine del concerto ci si ricorda di avere piedi e nasi gelati. Le mani no: hanno avuto troppo da applaudire.

Patrizia & Mauro Gattoni
Foto di Patrizia Gattoni
BRIGA NOVARESE, 2nd July 2011 – You could be deceived by his air of a post-office employee, with little glasses balanced on the end of his nose, as by the icy temperature this evening. But this is July and you are in the presence of one of the leading masters of Italian acoustic guitar.

This year, ‘Un Paese a Sei Corde’ has added a new venue at Briga Novarese and the serene sky has enabled the stage to be set up in the open air outside St. Thomas’s church – an amazing building, but too small to be able to hold all the public that has flocked. It’s a true jewel, that goes back to 1000 C.E. The unusual biting cold that set in unexpectedly as the sun went down, certainly made us regret the decision, but the bravura and professionalism of Pietro Nobile saw that the hearts, if not the bodies of his public, were well warmed. Everybody was there, curled up in their seats, and they didn’t miss a single note of this extraordinary music. Stoically, with cold hands despite the lights that were pointed on them, he guided everyone down the path of his complete musical history.
It all began with “Windy and Warm”, that was one of Marcel Dadi’s big numbers, and then continued with Merle Travis as he let us listen to “Saturday Night Shuffle”, before going on to his first compositions inspired by these masters. But we’re still at the beginning of his career and of the concert. His tie with Dadi is still strong even if his need for an original style becomes ever more pressing. “Snowball” is one such step to separate himself from his myth, but the road is still long and winding, and “Paris la Nuit” and romantic “Moony Rain” mark other important stages along it. “Soul Roots” signals the turning point and witnesses a change in both his way of writing and playing. Even if cold, the spectators didn’t fail to appreciate this. And so the tale of Pietro Nobile’s musical quest continued and led us to “Transazioni”, a piece that was written on the Dolomites and conveys the idea of music that you can almost hear echoing off the rocky walls. Between one chatty interlude and another, the moment arrived for the piece that gave its name to his latest CD, “Indefinito infinito”, that is so melancholic it demands a much more cheerful counter alter, to be dedicated to all those who follow his concerts: “Se passi di qua”, so catchy that it seems like you have known it all your life. Once the tale of his musical journey had ended, there was still time for a few more pieces to be offered to his audience that had been so attentive and so participatory. He was even able to satisfy a few requests, which of course included “Briefly Dream of a Night Fly”.
“Waiting” was the last piece and made a truly intense encore for this artist, who is so renowned and at the same time so discrete. His stories speak of meeting and working alongside important figures, and his fingers fly lightly and nimbly up and down his guitar, as he plays a music that’s so easy to listen to that we only remembered our freezing feet and noses as the concert finished. But our hands were warm – they had been kept far too busy.

Patrizia & Mauro Gattoni
Photo by Patrizia Gattoni

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