Peter e la pioggia

gottschallLa telefonata di un amico è sempre un momento particolare. Quando squilla il cellulare e leggi il suo nome sul display, fermi per un attimo la tua quotidianità, ne approfitti per regalarti un momento di pausa. Schiacciato il pulsante verde del telefono, quello che permetterà all’amico di entrare nella tua vita, inizi quasi sempre con un disinvolto: «Come va?» La pausa prima della risposta, o forse il rumore del silenzio o quell’esitazione che percepisci lunga non più di un ‘sedicesimo’, ti danno in anteprima il sapore del contenuto della futura conversazione. Sto ascoltando: «È morto Peter Gottschall».
Il mio amico Giovanni Pelosi non è mai di molte parole, non perché non ami parlare, ma poiché ha il dono della concretezza, riesce a condensare e sintetizzare concetti complessi in poche parole, ordinando per priorità fatti e circostanze: niente enfasi o colpi di scena, solo un susseguirsi di eventi commentati con ben definita chiarezza. Lo stimo per questa sua capacità di sintesi in contrapposizione alla mia eccessiva prolissa loquacità, oltre che per il suo elegante modo di mettere a posto l’armonizzazione dei bassi nelle mie composizioni… Quella frase suona smorzata dall’emozione, come se si parlasse di un parente comune scomparso in maniera inaspettata. Ma forse è proprio così.
Per chi non lo sapesse, Peter è stato l’ideatore di un nuovo tipo di cassa di chitarra, non più con la buca centrale, ma con un’apertura laterale che regalava al suono un timbrica particolare. Era frutto di anni di ricerche e sperimentazioni. Ogni anno esponeva i suoi gioielli all’Acoustic Guitar Meeting di Sarzana ed è proprio li che noi di fingerpicking.net lo abbiamo conosciuto e apprezzato.

 

gottschallepelosi

Peter Gottschall con l’amico Giovanni Pelosi

Capisco subito l’atmosfera. Giovanni è stato molto amico di Peter, anzi è stato proprio lui a scoprirlo a Sarzana e a innamorarsi per primo delle sue innovative chitarre, diventandone endorser e facendole conoscere ai chitarristi più distratti. Dietro l’apprezzamento per l’arte liuteristica si nascondeva un rapporto che andava ben oltre. Un’amicizia di altri tempi fatta di birre, battute, risate e – purtroppo – scarne conversazioni, visto che Peter parlava tedesco e un debole inglese. Ma ci si capiva e ogni anno era festa. Peter arrivava a Sarzana con una cassa di birra e con l’inseparabile amico Rick, e tutto ciò che era rimasto sospeso l’anno precedente ricominciava come se ci fossimo salutati appena il giorno prima.
Se andavi a trovarlo nel suo stand e ti sedevi un attimo a riposare, ti piazzava subito una delle sue chitarre tra le mani invitandoti a provarla. E se tu lo accontentavi accennando una qualunque cosa, Rick Baltes immediatamente si univa al tuo suono ricamando con la sua Gottschall tessuti armonici e ritmici di grande qualità. Peter s’illuminava soddisfatto per il suo lavoro e per l’apprezzamento da parte dei suoi amici.
Per anni fingerpicking.net ha scelto di dividere con lui lo spazio a Sarzana, proprio per questa convivialità più ‘ferragostana’ che da festival della chitarra acustica.È doveroso, ma anche piacevole, ricordare un amico così, una figura dalla vita complessa ma densa densa di energia ed entusiasmo.
Quest’anno, nello stand che solitamente occupava, c’era un tavolo vuoto. E Giovanni ha pensato bene di appoggiarci su una delle sue tante Gottschall. Faceva molto freddo e c’era tanto silenzio.

Lo sai, Peter, quest’anno la pioggia ha bagnato i pomeriggi di Sarzana. Forse è stato un bene, ha diluito ricordi e passioni. Ma la musica non si è mai fermata, scivolando come sempre nei nostri cuori, un po’ più liberi per via del vuoto che hai lasciato. Buon fingerpicking. 

PUBBLICATO
Chitarra Acustica, 6/2012, p. 5

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