Paolo SerenoVulcanoWind Strings PublicationsPaolo SerenoVulcanoWind Strings Publications

La copertina del cd

Quando c’è la qualità, questa non può che esprimersi maggiormente con l’arrivo della maturità. Se la si cura, la si coltiva, la si alimenta ecco che si consolida, mette radici, regalandoci frutti sempre migliori.
La qualità in Paolo Sereno non è mai mancata. Se n’era accorto anche un certo Marcel Dadi nel lontano 1994 a Torino, in quella prima Convention internazionale ADGPA (io c’ero!). Questo, forse, l’incontro determinante nella sua vita artistica. La forte e magnetica personalità musicale (e non solo) del compianto fingerpicker francese ha coinvolto il giovane Paolo a tal punto da farlo diventare uno dei maggiori esperti e divulgatori del superpicking, o fingercussion, l’allora innovativa tecnica sviluppata dal mitico Dadi. In seguito Paolo pubblicherà anche un proprio metodo dal titolo Fingercussion and Superpicking Techniques.
Da allora non si è più fermato, proseguendo il suo cammino chitarristico con dedizione e determinazione, raggiungendo traguardi importanti come la vittoria nel 2003 del concorso New Sounds of Acoustic Music nell’ambito dell’allora AGIM di Sarzana. Oggi, dopo due CD al suo attivo e numerosi concerti e importanti partecipazioni a festival internazionali, Sereno è uno dei chitarristi italiani più apprezzati anche all’estero: basta farsi un giro su YouTube per vedere quante diverse versioni di sue composizioni ci sono in giro.
E veniamo a questo suo ultimo lavoro, Vulcano!, dove troviamo tutte composizioni originali. S’incomincia con “Nottetempo”, una sorta di blues a tempo di valzer ‘alla francese’, forse una dedica per l’amico Marcel. Si prosegue con la title track, un salto nel tempo e nello spazio che ci cala nella frenesia di una stazione ferroviaria giapponese (in copertina il titolo viene infatti riportato anche nella lingua del Sol Levante, come potete voi stessi verificare grazie al traduttore di Google…), a mio avviso il brano più bello del CD.
Paolo ha qui voluto riproporre la sua nota trilogia di brani dedicati alla vita dei pescatori nel Sud d’Italia, “Prayer”, “Vele di settembre” e “Danza bianca”, un omaggio lirico ed evocativo alla sua Puglia. Seguono poi l’incalzante “Seven Secrets”, la romantica “Mermaid’s Waltz” e la dissonante e circolare “Joshua”. Si ritorna poi in Giappone (almeno credo…) con il profumo di fiori bianchi che sprigiona dalle note di “Ant-One”, per poi concludere con la sensuale “Reds”, sempre in odor d’Oriente, dove la chitarra di Paolo s’intreccia con il bel violino di Leo Gadaleta.
In tutto l’album si ascolta un suono di chitarra corposo, vibrante, sostenuto da un fingerstyle ricco di tapping e percussioni, il suo marchio di fabbrica, proposto sempre con molto gusto e senso della misura. Forse non siamo ancora alla piena maturità (questo è un augurio: ad maiora!) ma di certo con questa sua opera Paolo Sereno ha fornito una prova di grande chitarrismo.


Chitarra Acustica, 5/2012, p. 7

La copertina del cd

Quando c’è la qualità, questa non può che esprimersi maggiormente con l’arrivo della maturità. Se la si cura, la si coltiva, la si alimenta ecco che si consolida, mette radici, regalandoci frutti sempre migliori.
La qualità in Paolo Sereno non è mai mancata. Se n’era accorto anche un certo Marcel Dadi nel lontano 1994 a Torino, in quella prima Convention internazionale ADGPA (io c’ero!). Questo, forse, l’incontro determinante nella sua vita artistica. La forte e magnetica personalità musicale (e non solo) del compianto fingerpicker francese ha coinvolto il giovane Paolo a tal punto da farlo diventare uno dei maggiori esperti e divulgatori del superpicking, o fingercussion, l’allora innovativa tecnica sviluppata dal mitico Dadi. In seguito Paolo pubblicherà anche un proprio metodo dal titolo Fingercussion and Superpicking Techniques.
Da allora non si è più fermato, proseguendo il suo cammino chitarristico con dedizione e determinazione, raggiungendo traguardi importanti come la vittoria nel 2003 del concorso New Sounds of Acoustic Music nell’ambito dell’allora AGIM di Sarzana. Oggi, dopo due CD al suo attivo e numerosi concerti e importanti partecipazioni a festival internazionali, Sereno è uno dei chitarristi italiani più apprezzati anche all’estero: basta farsi un giro su YouTube per vedere quante diverse versioni di sue composizioni ci sono in giro.
E veniamo a questo suo ultimo lavoro, Vulcano!, dove troviamo tutte composizioni originali. S’incomincia con “Nottetempo”, una sorta di blues a tempo di valzer ‘alla francese’, forse una dedica per l’amico Marcel. Si prosegue con la title track, un salto nel tempo e nello spazio che ci cala nella frenesia di una stazione ferroviaria giapponese (in copertina il titolo viene infatti riportato anche nella lingua del Sol Levante, come potete voi stessi verificare grazie al traduttore di Google…), a mio avviso il brano più bello del CD.
Paolo ha qui voluto riproporre la sua nota trilogia di brani dedicati alla vita dei pescatori nel Sud d’Italia, “Prayer”, “Vele di settembre” e “Danza bianca”, un omaggio lirico ed evocativo alla sua Puglia. Seguono poi l’incalzante “Seven Secrets”, la romantica “Mermaid’s Waltz” e la dissonante e circolare “Joshua”. Si ritorna poi in Giappone (almeno credo…) con il profumo di fiori bianchi che sprigiona dalle note di “Ant-One”, per poi concludere con la sensuale “Reds”, sempre in odor d’Oriente, dove la chitarra di Paolo s’intreccia con il bel violino di Leo Gadaleta.
In tutto l’album si ascolta un suono di chitarra corposo, vibrante, sostenuto da un fingerstyle ricco di tapping e percussioni, il suo marchio di fabbrica, proposto sempre con molto gusto e senso della misura. Forse non siamo ancora alla piena maturità (questo è un augurio: ad maiora!) ma di certo con questa sua opera Paolo Sereno ha fornito una prova di grande chitarrismo.


Chitarra Acustica, 5/2012, p. 7

Alfonso Giardino
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