Orchestra di chitarre: una sezione a tre parti

 

In questa rubrica vorrei soffermarmi sulla possibilità di utilizzare la chitarra come strumento in orchestra e, entrando nello specifico, focalizzare l’analisi di una sezione a tre strumenti. La speranza è che ciò possa essere utile a tutti voi come idea di base per arrangiare più chitarre anche in contesti abituali dal vivo.

Micki Piperno a Ferentino Acustica 2010 (foto di Alfonso Giardino)

L’aspetto fondamentale, per quella che è la mia esperienza frutto di lavoro ed esperimenti, consiste nell’evitare sovrapposizioni di frequenze tra le varie chitarre, le quali – naturalmente – presentano una timbrica simile. Per questo, se non fossero organizzate in modo appropriato, non farebbero altro che creare un roboante e fastidioso… ‘gran casino’!
È importante pensare alla distribuzione delle parti come se stessimo lavorando con un equalizzatore a tre bande. Dunque, dividiamo le parti in questo modo: una chitarra lavora su frequenze basse, con la tradizionale ritmica strumming; la seconda sulle frequenze medie sfruttando sopratutto le corde centrali, quelle del Re e del Sol; e la terza chitarra lavorerà sui tre cantini creando interventi simili a quelli dei fiati: armonizzando quest’ultima linea con più chitarre sui cantini, verranno a crearsi sonorità tipiche delle sezioni di fiati ‘alla Tower of Power’, per intenderci.
Un altro effetto che utilizzo è realizzato con gli armonici. Soprattutto nelle ballad, questa tecnica permette di ottenere sonorità simili a quelle di un grande carillon; che sono associabili al suono dei pizzicati degli archi in orchestra. Esamineremo questo aspetto in modo più approfondito nelle prossime puntate.
Quando si lavora con più strumenti, ma soprattutto con più strumenti simili, la dinamica e l’interplay assumono una priorità vitale. Il musicista in orchestra deve avere una sensibilità dinamica matura, altrimenti rischia di generarsi una lotta al ‘chitarrista migliore del West’, situazione che non apprezzo nella musica, neanche in quella solistica e strumentale.
Nell’esempio che segue ho analizzato una parte a tre chitarre estrapolata dal mio arrangiamento di “Walking by Myself” di Jimmy Rogers, un classico del repertorio blues a cui ho voluto dare un connotato più aderente al fingerstyle, che credo possa essere un’idea utile per riproporre brani del passato con una veste nuova e a noi cara.
Buon divertimento!

“Walking by Myself” [PDF]
Chitarra 1 [PDF]
Chitarra 2 [PDF]
Chitarra 3 [PDF]

Micki Piperno

Micki Piperno ha fondato e dirige la scuola MP Music di Roma ed è direttore musicale della MP Delta Blues Orchestra, organico di sole chitarre acustiche che ha partecipato a diversi festival quali l’Acoustic Guitar Meeting di Sarzana, Ferentino Acustica, Vox Mundi e altri. Ha già scritto e definito alcuni concetti di base riguardo alla coesistenza di più chitarre acustiche in un organico orchestrale in un articolo pubblicato nel gennaio 2010 sulla rivista Chitarre. Ha collaborato con la rivista Axe e scritto per la Sinfonica Jazz il Manuale di chitarra moderna. È endorser Lakewood.

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Redazione

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