È online “Chitarra Acustica” n. 04/2017

È online il numero 04/2017 di Chitarra Acustica, di cui potete leggere l’editoriale di presentazione e che potete sfogliare, scaricare o richiedere nella sua versione cartacea su fingerpickingshop.com o nei migliori negozi di strumenti musicali.

Il chiodo, punta e testa

Chitarra Acustica aprile 2017Avete in mente come è fatto un chiodo? Ha una punta e una testa. Bisogna battere sulla testa per far sì che la punta possa fare il suo lavoro. Più è robusto il chiodo e più potenti sono i colpi che riceve, più è facile che riesca a piantarsi nel giusto materiale, sia esso legno, mattoni o cemento.
Perché vi racconto questo? Perché è ovvio che ogni cosa ha la sua funzione e solo la corretta e armoniosa divisone dei compiti può favorire il successo finale. Forse il favorevole imprevisto di un legno marcio o di un muro crepato, potrebbe facilitare il successo del chiodo, ma non gli permetterebbe di svolgere egregiamente il suo ruolo: la sua tenuta sarebbe debole e basterebbe poco a vaneggiare ogni sforzo.

Analizziamo gli elementi fondamentali dell’operazione: il chiodo, il materiale in cui farlo penetrare, il martello e la mano di chi lo utilizza. A sua volta il chiodo, come già visto, ha le sue parti sensibili: testa, punta e il materiale di cui è fatto.
Vedete come la più semplice delle azioni, come quella di appendere un quadro, porta in sé una serie di elementi sosfiticati e complessi che spesso vengono ignorati o banalizzati, mentre rappresentano qualcosa di concreto e imprescindibile. Nessun elemento va sottovalutato e nessuno trascurato, per due semplici ragioni: la sua utilità e la sua dignità. Certo, perché ogni elemento ha diritto al protagoni-smo del suo ruolo, per quanto semplice o sostituibile che sia. Una volta si chiamava rispetto ed era la caratteristica dei nostri ‘onorevoli’.
Ora, se avessi un buon martello, potrei anche trascurare la qualità della punta del chiodo, poiché con
un po’ più di forza riuscirei a piantarlo lo stesso. Ma mancherei di rispetto a una funzione che potrebbe domani compromettere l’esito del lavoro, regala domi una grande crepatura nell’intonaco.
Ora, nella musica è la stessa cosa: ruoli e rispetto sono la base di un buon lavoro, umiltà e consapevolezza si stringono la mano per generare un’attività perfetta, che a seconda dei gusti – può piacere o no – deve risultare in ogni caso professionale nel suo svolgimento.

Trincee e barricate servono solo a indebolire una parte del sistema, introducendo vizi e instabilità. La parola ‘condivisione’ andrebbe rispolverata e resa ‘parola comune’, premiata come ‘parola dell’anno’, perché la musica è condivisione, passione, amore.
Un musicista, in tempi di crisi come questi, può litigare per gli scarni cachet, può rammaricarsi per le poche opportunità. Tuttavia, quando sale sul palco, chiude gli occhi e inizia a suonare, mette cuore e sentimento nella sua musica e rispetta chi gli sta di fronte, fosse anche un unico spettatore. Lo stesso rispetto va portato a lui, che crede nella sua missione e nel piacere di condividere.
Per cui, non è sempre necessario un potente martello, una grande testa, per piantare un chiodo. Basta il sapiente equilibrio degli elementi.

Buon fingerpicking!

Reno Brandoni

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