Musicisti in Trincea (21) – Mamma, mi si è ristretto lo studio!

Autoproduzione e tecnologie di sopravvivenza
(di Francesco Manfredi)
Musicisti in Trincea - Studio

Cari chitarristi multimediali come va? Avete studiato il Fungometodo in tutte le tonalità e applicato qualche idea che vi ho suggerito?
Bene, basta armonia e scale dominanti, in questa puntata parleremo un po’ di tecnologia musicale e di come ridurre al minimo strumenti e strumentazione per registrare in casa.

Nel 2004, con un finanziamento della Regione Lazio ho acquistato 25.000 Euro di attrezzature per avviare il mio studio di registrazione che si chiama Fungosound, ecco il perché del nome scherzoso di ‘Fungometodo’, dato alle mie lezioni delle scorse puntate. Nella foto potete vedere come era strutturata la regia.

Musicisti in Trincea - Studio

Tre paia di casse monitor, tre preamplificatori microfonici, tre computer di cui un mac e due pc nascosti sotto il tavolo, interfaccia audio con mixer motorizzato, di quelli che sembra ci siano i fantasmi a muovere i fader, tastiera a cinque ottave eccetera.

Poi, alla fine, quasi sempre usavo un solo computer, un solo canale per registrare una traccia alla volta e un solo paio di casse per mixare, le più piccole ed economiche, visto che le altre avevano dei woofer enormi e troppi bassi rispetto alla stanza, che finiva per rimbombare come una discoteca.
Ora, dovendo liberare la stanza per trasformarla in stanza da letto, ho preso l’essenziale e l’ho trasferito in veranda, su un tavolino da un metro quadro, rispetto ai quasi 5 metri quadri del precedente studio.
Vediamo allora cosa è essenziale nella prossima foto:

Musicisti in Trincea - Studio

1. Un computer piccolo e silenzioso: il Mac mini (late 2012) è perfetto perché si può espandere la memoria e sostituire il disco fisso con uno a stato solido, che è molto più veloce e silenzioso di quelli tradizionali.

2. Un monitor enorme in full hd: i Samsung hanno un buon rapporto qualità prezzo e ormai trovate quelli da 27 pollici a meno di 200€.

3. Un’interfaccia audio con almeno un ingresso combo cannon e jack e possibilmente un’uscita stereo. In realtà con 60 Euro potete trovare una iRig pro di seconda mano (utilizzabile anche con iPad, ma priva di uscite) e aggiungere una centralina economica tipo Samson o Behringer per gestire le uscite e i volumi delle casse e delle cuffie.
Se usate Garageband o Logic potete usare anche l’ingresso di una scheda audio e le uscite del mac stesso, mentre se usate Cubase o altri programmi dovrete creare un aggregate device a tale scopo, nel PC invece, che io sappia, si può usare una sola interfaccia alla volta oppure affidarsi a dei drivers generici come asio4all.

4. Delle casse monitor proporzionate alla stanza in cui mixate insieme a delle buone cuffie.

5. Una tastiera midi da due ottave se viaggiate spesso, da tre ottave se siete stanziali, da quattro se non avete un pianoforte acustico, da cinque se siete dei tastieristi veri ed esigenti, ma già siamo oltre le misure del tavolo.

6. Strumenti vari tra pianoforte, chitarre, percussioni, fiati e ovviamente un microfono per registrare.

Non conto il tavolo, la sedia e i cavi perché vi ritengo persone intelligenti.

Come avete visto nella foto iniziale, il risultato è abbastanza piacevole a vedersi nonostante abbia ridotto a un quinto la superficie e a un decimo il costo. Il pianoforte ce lo avevo già e quindi non lo considero.
E voi che idea avete del vostro studio, minimale come la mia o più complessa come gli studi professionali?
Tutto si riduce a cosa vi distrae meno dalla vostra musica, nel mio caso, come dicono gli inglesi: less is more.

Francesco Manfredi

Per ogni commento resto a disposizione ai miei soliti link:
francescomanfredi.net
twitter.com/fungosound

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