Musicisti in Trincea (24) – Pattern, loop, sequenze: questi sconosciuti!

Autoproduzione e tecnologie di sopravvivenza
(di Francesco Manfredi) – Cari chitarristi come andiamo? Avete provato a creare una fisarmonica virtuale con Beathawk su iPad? Un po’ complicato? Vero. Ecco perché, dopo aver scritto l’ultimo articolo, ho contattato gli sviluppatori dell’app e – per la prima volta nella mia vita – mi hanno ascoltato! Ora basta deselezionare due nuovi box nelle preferenze MIDI per poter usare contemporaneamente accompagnamento e melodia senza uscire da Beathawk! Le nuove opzioni inserite dopo la mia protesta sono: Select pad on touch e Send omni on pad. Basta deselezionarle e potrete assegnare l’accompagnamento di fisarmonica o altro ai primi pad, e il suono solista della fisarmonica a un altro pad a scelta, senza dover usare Audiobus e Cubasis come suggerito nella puntata scorsa. Mooolto più semplice, no?

Quindi, visto che mi trovo, questa puntata servirà solo a semplificare e chiarire concetti che per noi chitarristi sono a volte oscuri o ambivalenti.

Cominciamo col concetto di pattern. Il pattern è una cosa che si ripete, giusto? Uno schema ritmico o melodico come quelli proposti nel mio Fungometodo (“Musicisti in trincea 20 e 21, dicembre 2016 e gennaio 2017) da trasporrre in tutte le tonalità. E allora perché, su applicazioni come Beathawk, i pattern sono delle sequenze registrate di una o più misure? Semplice, hanno usato il termine in senso lato e secondo me improprio. Ma che faccio, li contatto di nuovo per protestare? No, basta saperlo e fare a capirsi.

Secondo me ci sono applicazioni che usano i termini in modo più logico e queste applicazioni sono quelle della Novation, tutte gratuite e utili per capire un po’ la musica elettronica.
Che ci importa a noi della musica elettronica? Forse nulla, ma anche usare un pedale per fare dei loop con la nostra chitarra acustica come fanno Britti o Ed Sheeran è un primo passo nell’arrangiamento e nella musica seriale basata su pattern, senza dover essere per forza fan di Karlheinz Stockhausen o della musica modale indiana.

Ecco allora che se scaricate l’app Groovebox di Novation avrete tre strumenti semplici da usare, con tanto di pattern MIDI associati a basso, synth e drum machine per iniziare una nuova creazione. C’è anche un simpatico dado per ‘randomizzare’ la scelta del pattern e per introdurvi alla musica stocastica, cioè dettata dal caso.

Il secondo concetto e quello di loop. È apparentemente ovvio che il loop sia anch’esso uno schema ritmico e/o melodico che si ripete, giusto? Vero, ma nella musica elettronica quasi sempre è un file audio, altrimenti di solito si specifica che è un MIDI loop o pattern. Quindi, essendo un file audio, bisogna stare attenti alla tonalità e alla velocità metronomica a cui il loop è stato registrato, per non creare artefatti sonori strani. Certo, si può rallentare e velocizzare un po’, ma – specie se il materiale sonoro è polifonico – è preferibile non trasporlo di più di qualche semitono.

Per capire come funzionano i loop un’app fantastica è Blocs Wave, sempre della Novation, sempre gratuita. Avrete sei esagoni colorati corrispondenti a sei tipi di strumenti, tra cui voci ed effetti sonori, otto pad corrispondenti ad altrettante tracce a cui assegnare i loop, e infine sei sequenze.

Cosa diavolo sono le sequenze? Semplice, sono parti di arrangiamento che si ripetono. Pensate a intro, strofa, ritornello, seconda strofa, secondo ritornello, conclusione. Sono sei pezzi di arrangiamento con loop e suoni leggermente diversi. Anche qui non dobbiamo confonderci con le sequenze che si usano dal vivo per supportare l’arrangiamento scarno o scarso della band di turno: in questo caso le sequenze sono l’intera base della canzone senza le tracce dei musicisti, che suonano dal vivo, si spera!

Per darvi un idea di come le sequenze di Blocs Wave vengano usate in un arrangiamento elettronico, apriamo un’app sempre della Novation che si chiama Launchpad, in cui tutte le sequenze esportate da Blocs Wave sono visibili in un’unica pagina organizzata in sei colonne orizzontali di otto pad; ogni pad è come sempre una traccia con un loop.

Qui potrete registrare il vostro missaggio, comprese automazioni di volumi ed effetti che sono incredibili.
Ovviamente pattern MIDI, loop audio e sequenze con effetti sono disponibili anche in GarageBand, che ora dispone anch’esso di una griglia di pad; ma trovo che le app della Novation siano più divertenti e intuitive.

Insomma pattern, loop e sequenze sono robe che si ripetono e ci ipnotizzano… Stiamoci attenti, il nemico è sempre in agguato e potrebbe prenderci alla sprovvista!

Francesco Manfredi
Per ogni commento resto a disposizione ai miei soliti link:
francescomanfredi.net
twitter.com/fungosound

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