Music Italy Show – Un salone della musica di cui c’è bisogno

Dicono che Bologna sia la ‘patria’ della musica italiana. Mi sembra un’affermazione coraggiosa.  Soprattutto in tempi in cui il concetto di globalità è così esasperato, l’espressione risulta limitativa. Eppure Bologna si ripropone costantemente nel tentativo di ‘lavorare’ per la musica con metodi e forme sempre più aggregative. Concerti, festival e manifestazioni colorano perennemente questa città di musica; e spesso Piazza Grande è invasa da grandi eventi, alcuni dei quali hanno segnato momenti e percorsi della nostra vita.

L’idea di una Fiera della musica non è una novità. Negli anni – mi stava scappando… ‘nei secoli’ – più volte si è tentato l’esperimento. Ricordo il SIM (Salone Internazionale della Musica) a Milano e poi il Disma Musicshow a Rimini, sempre avviati con grande entusiasmo e lentamente dissolti nel nulla. Quest’anno Bologna ci ha riprovato e l’Ente Fiera, con il supporto comunicativo della Joydis, che ha fatto un eccellente lavoro, ha riproposto la manifestazione più desiderata ma anche la più temuta e criticata.  Organizzare un salone della musica in poco tempo e in un periodo di crisi non è cosa da poco, ci vogliono coraggio e passione, ma soprattutto fiducia nei confronti di una rinascita economica agognata, che solo ‘facendo’  e osando si può  immaginare. L’iniziativa come sempre è stata accompagnata da polemiche e critiche, come se farla fosse stato un inutile errore, dimenticando che spesso ci si lamenta dell’inedia del mercato per poi ‘rifiutare’ o contestare ogni positivo impulso.  Credo che tra il non fare e il fare sia meglio fare, rischiare, creare opportunità d’incontro e condivisione.
Quest’anno il Music Italy Show di Bologna ha aperto i suoi cancelli proponendo usa serie d’incontri,  convegni, workshop e masterclass, tutti assolutamente gratuiti, che hanno dato alla fiera una maggiore spinta al dialogo e alla partecipazione. La presenza di personaggi come Gianni Morandi (parliamo di musica in generale, non solo di chitarra) che intervistava Gino Paoli, Samuele Bersani e tanti altri, è stato un bel tentativo di creare una diversa modalità di partecipazione, conferendo alla manifestazione non solo uno spirito espositivo ma anche una volontà d’interazione tra gli addetti ai lavori e il pubblico.
Forse l’affluenza non ha premiato l’enormità di sforzi e l’eccellente attività promozionale, ed è forse stata questa la ragione di un po’ di malcontento tra gli espositori. Ma come tutte le ‘prime’ volte, l’approccio agli eventi avviene con diffidenza e perplessità. Nonostante questo, gli espositori hanno dato il meglio che potevano, organizzando stand di tutto rispetto. Per quanto riguarda la ‘nostra’ musica, bisogna riconoscere che Eko, Casale Bauer, Aramini, Carisch, Master Music, Yamaha hanno lavorato egregiamente per presentare i loro prodotti, senza risparmiarsi in investimenti e in attività promozionali. Credo la cosa sia stata particolarmente apprezzata, infatti sono stati proprio questi stand a raccogliere il maggior interesse del pubblico, che ha potuto provare e usare ‘in diretta’ tutti i prodotti esposti. La crisi del mercato musicale sta trascinando tutti nel dubbio e nell’incertezza di un domani ancora più ‘depresso’, in termini di vendita e numeri, ma la curiosità degli appassionati non si è placata e l’attenta e numerosa partecipazione anche alle masterclass organizzate da fingerpicking.net ne è stata una riprova. Certo, probabilmente la crisi finanziaria non permette i ritorni d’investimento sperati, ma per lo meno si ha la certezza che l’interesse verso questa forma d’arte continua ad essere elevato.
Forse, ed è strano dirlo per noi appassionati di chitarra acustica, uno dei momenti più emozionanti è stato il duetto tra Gianni Morandi e Gino Paoli: la buona musica premia sempre, e la melodia italiana è vincente anche nella sua semplicità. Così le note de “Il cielo in una stanza” hanno regalato al pubblico un momento di grande suggestione.
L’attività di Red Ronnie è stata dal canto suo incessante: con il suo Roxy Bar ha dato ‘anima’ a tutte le giornate, rappresentando il punto d’incontro della maggior parte degli eventi.
Volendo poi parlare di strumenti, certamente non possiamo dire che sia stata la fiera delle novità, anche se qualcuno ha colto l’occasione per presentare un nuovo marchio distribuito o una nuova collana di libri, cercando di cogliere nella manifestazione anche il suo aspetto promozionale.
La gradita presenza di Diane Ponzio ha trasmesso agli appassionati delle chitarre Martin la sensazione che la casa americana abbia partecipato con particolare interesse, proponendo buona parte del proprio catalogo.
Delle Eko abbiamo parlato già abbastanza, ma l’apprezzamento crescente da parte del pubblico per la loro linea di prodotti è un buon segnale.

"Martin" allo stand "Eko"

“Martin” allo stand “Eko”

Aramini, che nel tempo ha sempre attirato la nostra considerazione con le Larrivée e le Lakewood, ha ‘marcato’ questa volta la sua presenza con le Sigma. Già dall’Acoustic Guitar Meeting di Sarzana avevamo intuito l’interessamento dell’importatore per questo marchio, ma al Music Italy Show l’esposizione dei modelli era imponente e particolarmente incisiva. Personalmente sono stato affascinato da una 00-45 con un rapporto qualità/estetica/prezzo molto stimolante.

Stand "Aramini"

Stand “Aramini”

Allo stand di Casale Bauer, la Walden dava il suo benvenuto. Il modello Baritone, da noi provato nel numero di marzo, era al centro dell’attenzione. Anche qui ci avviciniamo sempre più ad un eccellente rapporto qualità/prezzo, che in questi momenti di crisi sembra essere la strada giusta per un’offerta commerciale ben equilibrata. Anche l’interesse per gli artisti promossi da Bauer è sempre alto, e le file di fan per ascoltare gli Stadio nel piccolo studio creato ad hoc nello stand erano sempre consistenti.

Stand "Casale Bauer"

Stand “Casale Bauer”

L’invasione dei manuali Carisch non ha mai fine, e dopo aver annunciato con ‘orgoglio’ la distribuzione della nuova collana “Classic” di fingerpicking.net, la casa milanese ha proseguito con altre interessanti opere per chitarra, tra cui il nuovo Manuale degli accordi di Massimo Varini.

Stand "Carisch"

Stand “Carisch”

La condivisione dello stand con la Mogar ha certamente creato un punto d’incontro alquanto movimentato, e la presenza dello Zoom A3 circondato da copie della nostra rivista che ne contenevano la prova è stata particolarmente gradita.
La Yamaha torna ad essere sempre più una presenza costante alle manifestazioni chitarristiche – la sua ultima partecipazione all’AGM ne è stata la riprova – e anche in questa occasione, pur dovendosi dividere tra i tanti strumenti di sua produzione, non ha tralasciato uno spazio alle chitarre acustiche e al nuovo amplificatore THR.

Stand "Yamaha"

Stand “Yamaha”

Giusto di fronte al nostro stand, alla Master Music, erano esibite in bella mostra le Washburn e le Aria, con una nuova serie di modelli dall’aspetto rétro particolarmente affascinante.
Peccato che la fiera non sia il giusto luogo dove provare la qualità degli strumenti, vista anche la non opportuna condivisione dello spazio con gli strumenti a percussione, compresi tamburi e batterie, che scandivano il ritmo della nostra giornata sin dai primi minuti dell’apertura e fin dopo la chiusura.  Un salone degli strumenti musicali deve certamente poter rappresentare ogni tipologia di strumento, ma forse l’idea di dedicare un padiglione a sé per batterie e percussioni non sarebbe cattiva. Una strada alternativa potrebbe essere quella di imporre agli espositori di effettuare le prove in cabine insonorizzate, in modo da non invadere con il loro suono tutti gli angoli della fiera.

Stand "Master Music"

Stand “Master Music”

La Gibson come di consueto era presente con un pullman all’esterno: ci piacerebbe incontrarla in qualche prossima edizione in uno spazio espositivo più accessibile e più consono al grande marchio.
In definitiva tre giorni stancanti, ma coordinati da un’organizzazione perfetta, che evidentemente conosce il proprio mestiere. Certamente molte cose avranno spazio per essere migliorate e rese più fruibili e accattivanti, ma  credo si sia sulla giusta strada. Abbiamo lasciato il nostro stand con la speranza di poter riaccendere le sue luci il prossimo anno, e proprio mentre scrivo questo resoconto un’email di BolognaFiere ci invia il suo arrivederci al 2014. Questa a me pare proprio una gran bella notizia.

Reno Brandoni

PUBBLICATO
Chitarra Acustica, 7/2013, pp. 40-42

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