Massimo Varini: uno di noi

With the Eko Mia D Cutaway

Link iTunes for Anacrusis II
http://itunes.apple.com/it/album/id419138116

Link iTunes for all Massimo Varini records
http://itunes.apple.com/it/artist/massimo-varini/id165188264

Presentation of Anacrusis II
http://www.youtube.com/watch?v=51oLn9rcODA

Eko Mia with FastLok
http://www.youtube.com/watch?v=SC0VbsFQct4

Eko Mia semi-acoustic
http://www.youtube.com/watch?v=fw7kWxN2q8YMassimo è uno di noi, non ci sono dubbi. Si potrebbero scrivere pagine intere per raccontare la sua carriera come chitarrista, spesso a fianco di vere star del music biz, o come produttore, impegnato in progetti come il musical Casanova messo in scena l’anno scorso, senza dimenticare Sanremo o lo Zecchino d’Oro. Ma rimane il fatto che è uno di noi. Con la stessa passione per la chitarra, identico amore per la musica, tanta voglia di confrontarsi e condividere idee e progetti. Figlio del suo tempo, vive con intensità la rete e le sue risorse. E dalla rete è ricambiato con un seguito impressionante. Ma rimane sempre accessibile e disponibile a una chiacchierata su chitarre, corde, plettri… o per fare quattro parole su Anacrusis, il suo ultimo lavoro.

Con la Martin MV Signature a vicenzAcustica 2009 (foto di Mario Giovannini)

Te lo avranno già chiesto fino alla noia, ma da dove arriva il termine “anacrusis”, che dà il titolo al tuo ultimo disco?
Mi fa piacere spiegarlo! Mi rifaccio a quello cho ho trovato su Wikipedia: «Per anacrusi (termine che deriva dal greco ánákrousis che significa “spinta indietro” e quindi preludio) s’intende, in musica, una o un gruppo di note poste sul tempo debole di una battuta (o in levare) che precedono quelle d’inizio della battuta successiva (poste sul tempo forte). È un tipo di figurazione che si trova spesso come inizio di un brano o di una frase musicale». Mi sono accorto che l’anacrusi è tipico del mio modo di scrivere. Per esempio, già “Laura non c’è” ha gli inizi di strofa e ritornello in anacrusi, ma così tantissime altre canzoni che ho composto. Così ho pensato di fare un’intera opera basata su questo tipo di figura musicale.

Si può quindi parlare, se non di un ‘concept’, almeno di un tema di base dominante per tutta l’opera?
Hai detto bene: una sorta di ‘concept’. Le melodie più caratterizzanti della maggior parte dei brani del disco sono appunto in anacrusi, un filo conduttore che lega tutto il disco; come accade in una colonna sonora, in un musical o cose simili.

Come lavori in fase di composizione e di arrangiamento dei brani?
Non ho una metodologia precisa, mi metto con la chitarra in braccio e penso a suggestioni, a cose che mi circondano, a emozioni… e le canzoni arrivano da sole. E questo è il lato ‘romantico’. Poi c’è poi la parte più razionale, cercare di trasporre in musica – anche basandomi su concetti armonici – quello che vorrei trasmettere. Difficile fare esempi che possano risultare efficaci in uno scritto, ma ci provo: se voglio dare un colore particolarmente riflessivo, magari scelgo un accordo minore con la nona ma senza la settima, perché so che quell’accordo mi darà quella connotazione… Poi se all’ascolto di quelle note parte la creatività il gioco è fatto. Se non parte… scelgo un altro giorno in cui scrivere! Ma così potrei dirti che per dare maggior ‘spinta’ ad un secondo giro in maggiore scelgo un accordo con il basso di terza (primo rivolto) per dare tensione al basso, ecc. Immagino che leggendo queste righe possa sembrare una cosa meccanica, mentre non lo è affatto: tutto è veicolato dalla creatività. Per l’arrangiamento cerco invece di trovare una chiave di lettura per ciascun brano. Decido che sarà un brano ‘con del tiro’ o molto ‘soft’ e quindi scelgo la parte ritmica più adeguata. Per la parte armonica, mi piace veicolare melodie molto semplici: sono un musicista pop, fiero di esserlo, e cerco di movimentare il tessuto armonico intorno, senza andare verso brani che profumino troppo di atmosfere jazz.

Alla Cremeria Acustica di Genova nel 2010 con la Martin OM-42

Rispetto a My Sides [Kymotto Music, 2009], in generale, questo mi sembra un lavoro più intimo, dai toni più delicati e introspettivi… Meno muscoli e più cuore se mi passi la semplificazione.
Com’è già accaduto in passato, non posso fare a meno di apprezzare la tua sensibilità! È sicuramente come dici… in My Sides c’era più ‘tecnica’: le stesse tecniche che poi ho utilizzato nel manuale Percussioni, tapping e altre tecniche per chitarra acustica [Carisch, 2010]. In questo caso ho suonato soprattutto con il capotasto, usando accordatura standard o dropped D; meno accordature aperte quindi. Potrei dire che sto diventando più ‘intimo’ con la mia chitarra!

Incasellare in una definizione, in un’etichetta, un album come questo non è semplice. Come definiresti la tua musica?
Canzoni senza voce? O forse è troppo breve? Ma è così, le melodie me le canto in testa e immagino di poterle cantare. Questo potrebbe essere una qualità dei miei brani ma, al tempo stesso, un limite. Una volta Reno Brandoni, dopo aver ascoltato i miei brani, mi ha fatto notare come le mie melodie si sviluppino spesso nella stessa ottava. In effetti, capita spesso che le mie composizioni si articolino con un’estensione più per la voce che per lo strumento.

Con la Eko Mia D

A cosa è dovuta la scelta di farlo uscire in due parti, solo su digital store, e di presentare in un secondo tempo il disco completo?
Marketing? No! Piuttosto ‘fregola’, come si dice. Voglia di far ascoltare i miei brani, non vederli invecchiare solo nelle mie mani e tra le mura di casa. Mi muovo molto sul Web e, fortunatamente, ci sono molte persone che ascoltano la mia musica e seguono le mie lezioni: sai quanto stiano andando bene il mio canale YouTube (oltre 8.200.000 visualizzazioni), il mio sito, Facebook… ora c’è anche la mia App per iPhone. Mi sembrava carino ‘incontrare’ le persone nello stesso luogo dove le incontro di solito: la rete. E così ho pubblicato anche tutti i miei precedenti dischi (anche elettrici).

Il discorso della ‘natural tuning’ che hai utilizzato in Anacrusis II è molto interessante. Ti va di approfondirlo un po’?
Ho prodotto una band che si chiama Santabarbara: sono ragazzi di Torino, molto bravi e sensibili, sempre alla ricerca di qualcosa oltre la musica. Proprio parlando con Mattia, il cantante, è venuto fuori questo discorso. La musica a 432 hertz ha un modo di ‘arrivare’ molto diverso. Potrei spiegarti ‘filosoficamente’ quanto il 432 sia un multiplo dell’8 e quante teorie si siano mosse in questo ambito; ci sono dei veri studiosi di questa cosa: si parla della rotazione terrestre, del La verdiano, del ‘natural tuning’ e altre cose… Ma sono una persona abbastanza pratica e ti dirò che dopo aver letto tante cose ho pensato di provare ad accordare a 432 hertz e suonare. Quello che è uscito mi è sembrato più armonico, più profondo… e ho capito che mi piace tanto! Si possono trovare tante informazioni in rete, che fanno entrare in un mondo di ricerca molto interessante! Così Anacrusis I è a 440, ma Anacrusis II è a 432. Registrerò altri brani a 432 e tutti troveranno spazio in Anacrusis 432, che questa volta sarà un CD fisico. Lo porterò ai miei concerti da fine aprile in poi, dopo un anno di stop alla mia attività dal vivo e di seminari. Ho dovuto registrare questi brani e ultimare diversi manuali didattici in uscita, oltre a suonare in alcuni importanti dischi di artisti italiani.

Con la Eko Mia 018 Cutaway

Al solito, in entrambe le pubblicazioni hai un suono strepitoso. Che chitarra hai usato? E come hai lavorato in fase di registrazione?
Intanto grazie, poi… be’, ci sarebbe da scrivere parecchio, ma cerco di essere conciso. La chitarra è una stupenda Martin OM-42 Custom Solid Claro Walnut, che già con il nome ti porta via cinque minuti! È un modello custom di cui mi sono innamorato al Music Italy Show 2010 a Bologna, poi di nuovo all’Acoustic Guitar Meeting a Sarzana lo stesso anno… fino a comprarla (sono endorser Martin e ho anche la mia Martin MV Signature)! Mi sembra che la ‘voce’ di questo strumento sia molto vicina a quella che vorrei per questi brani. Ogni tanto il mio lavoro di produttore artistico si affaccia anche sulla chitarra e, come accadde per My Sides, mi impedisce di… registrare un disco e basta. Sento l’obbligo di una progettualità che parta dalle composizioni, passi attraverso il suono e l’esecuzione. Ho lavorato moltissimo quindi sulla ripresa. Anacrusis I è stato registrato usando due microfoni Sennheiser MKH 80 preamplificati con il TG2 EMI Limited della Chandler (replica del banco Neve di Abbey Road); i due microfoni posizionati larghi – uno davanti alla tastiera e uno circa davanti al ponticello – in posizione cardiode. Per Anacrusis II ho affiancato a questi due microfoni uno Shoeps MC5 con capsula cardiode 41; ho messo in posizione omni i due MKH e lo Schoeps davanti al XV tasto circa, passando per un preamp Germanium della Chandler e un po’ di compressione del Distressor (regolato in opto). Ho registrato il tutto a 24 bit/88.2 kHz senza passare da sommatori, ma restando sempre dentro a ProTools HD. Come reverb ho usato il plugin dell’Eventide e una serie di delay della Sound Toys, regolati in modo da formare un reverb/modulation. Ho registrato, mixato e masterizzato da solo il tutto nel mio studio… si trattava di una cosa così privata che ho voluto anche registrare con la stessa intimità. Sono molto soddisfatto del suono, mi rappresenta molto.

Con la Eko Mia 018

Come turnista, produttore, ma anche solista o accompagnatore, ti confronti continuamente con generi musicali molto diversi. Ma cosa ti coinvolge di più? A parte, naturalmente le tue composizioni…
Mi coinvolge la musica in generale… la sfida creativa, il cercare di fare sempre qualcosa di nuovo. Nel pop è un po’ utopico pensare di fare qualcosa di nuovo, ma io faccio ogni cosa con grande dedizione e amore.

Sta per uscire, anzi, stanno per uscire le nuove Eko Mia. Hai già dato diverse anticipazioni sul tuo canale YouTube: vogliamo riassumere quali saranno le caratteristiche principali di queste chitarre?
Sono usciti un paio di centinaia di pezzi delle nuove Eko Mia con il FastLok System, un brevetto della casa di Recanati. Dopo la Mia D (Dreadnought), sono arrivate la D CW (Cutaway), la 018 e la 018 CW. Queste ultime tre hanno il sistema FastLok, che permette di cambiare il tilt, cioè l’angolo di incidenza del manico rispetto alla tastiera. Inoltre hanno il ponticello regolabile in altezza e il truss rod a doppia azione, che lavora non solo fino al XII tasto come nelle acustiche tradizionali, ma fino in fondo al manico; e che si può togliere. È più semplice dare un’occhiata ai miei video sul Tubo che spiegarlo a parole. Sono soddisfatto e ho già molti feedback positivi! Hanno un gran rapporto qualità/prezzo: sono in commercio intorno ai 300 euro. Sono poi quasi pronte le Mia SA (Semi Acustica) e sto pensando alla Mia Elettrica, ma ci vorrà almeno un anno e mezzo ancora!

Mario Giovannini

Con la Eko Mia D Cutaway

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Presentazione Anacrusis II
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Eko Mia con FastLok
http://www.youtube.com/watch?v=SC0VbsFQct4

Eko Mia semiacustica
http://www.youtube.com/watch?v=fw7kWxN2q8Y

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Redazione
  1. Massimo Varini Reply

    ciao a tutti e grazie mille per i meravigliosi complimenti! vorrei scrivere di più ma dopo aver letto queste righe sono troppo impegnato ad autoincensarmi! 🙂 😉

  2. Roberto Aquilano Reply

    Questa cosa dell’accordatura a 432 mi stuzzica… e mi stuzzicano parecchio anche i due Anacrusis, che ho, ma per i quali aspetto con ansia, come altri, il CD fisico. Bell’intervista e bravo Massimo, che oltre ad essere un fior di musicista, utilizza i mezzi moderni (mi riferisco ovviamente ad Internet) per il loro vero scopo.

  3. gianpyguitar71 Reply

    Grazie (grande) Andrea, andrò a vedermi l’articolo sull’accordatura a 432 hertz.

  4. Andrea Carpi Reply

    Sì, proprio una bella intervista, rilassata e amichevole, che in modo sintetico e senza annoiare riesce a ripercorrere molti degli aspetti della musica di Massimo. Bravo Mario!
    A gianpyguitar71 aggiungo che, se vuole approfondire l’argomento dell’accordatura a 432 hertz, in questo sito c’è anche il bell’articolo “432Hz, l’Accordatura Naturale” di Luca Francioso nel suo blog.

  5. Mark Skywalker Reply

    Bellissima intervista.

    Ho sempre ammirato Massimo per tutto quello che fa.
    È una persona molto professionale e tutti i suoi prodotti sono di alto livello.
    Penso che Massimo sia stato il primo in Italia a creare una linea didattica di gran livello che copre tutti gli aspetti della chitarra.

    Il metodo “La Chitarra Acustica nel Pop” che ho comprato proprio la scorsa settimana in formato cartaceo con dvd è un libro davvero interessante che offre numerosi spunti mai affrontati prima in nessun libro in commercio, un bel libro molto pratico che userò di sicuro con i miei studenti.

    Tanti tanti anni fa quando ancora suonavo elettrico, dopo un concerto di Antonacci a Forlì ero l’unico che aspettava il suo mitico chitarrista sotto il palco (insieme alle ragazzine per Biagio 🙂 ) per le rituali domande “ma che chitarra usi?… e gli effetti? mi daresti un plettro? 🙂

    Grazie Massimo!!!

  6. gianpyguitar71 Reply

    Bella intervista, esauriente sia nelle domande che nelle risposte.
    Interessante anche il discorso dell’accordatura a 432 e 440 hertz che sinceramente non avevo mai approfondito.
    Entrambi i dischi sono splendidi, e non vedo l’ora di avere il cd “fisico” che preferisco di gran lunga rispetto agli mp3 scaricati (legalmente) on line. Su questo lato mi sento ancora all’antica anche se capisco le esigenze del mercato. Ciao Massimo, a presto.
    gian piero

  7. Reno Brandoni Reply

    Ho avuto la possibilità di lavorare al fianco di Max in occasione del suo videocorso sulla “Chitarra Acustica nel POP” e sono rimasto affascinato dalla sua professionalità, ma la cosa che più mi ha emozionato è la sua voglia di “condividere” ogni sua singola esperienza. Spesso mi sono sentito in debito per questo suo continuo “dare” ed allora una volta ho osato. Ho provato a condividere con lui una mia nuova accordatura su cui stavo lavorando… Il giorno dopo mi ha inviato un mp3. Usando la “mia” accordatura ha scritto una delle cose più belle e affascinanti che gli avessi mai sentito fare. Questo è l’uomo.

  8. Massimo Varini Reply

    ciao Mario e grazie mille: sono usciti argomenti che era mia premura sottolineare e tu hai saputo fare le giuste domande (spero di aver dato le giuste risposte 😉
    W la chitarra!
    Max

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