Luca Francioso for the Twentieth Birthday of “Una Finestra sul Lago”Luca Francioso per il ventesimo compleanno di “Una Finestra sul Lago”

We celebrate the twentieth birthday of “Una Finestra sul Lago”, the association that organizes the festival “Un Paese a Sei Corde”, as a preview of the festival itself, to which we will dedicate like last year a regular journal.


The twentieth birthday of the cultural association “Una Finestra sul Lago”, on May 27th, was the perfect opportunity for Lidia Robba and Domenico Brioschi to give themselves and their many friends a present in the form of a leg of Il segno Tour by Luca Francioso, in their headquarters of S. Maurizio d’Opaglio, Lagna district, that’s also their house.
Some have defined him as a ‘philosophical’ musician, but Luca says this is an exaggeration. Perhaps. But it’s undoubtedly true that thanks to his music, and in particular this tour of ten concerts on eight days, we have all discovered that Francioso is very good at telling stories. And not just any old stories. These could have been about any one of us. They are about that secret that lies hidden in our hearts full of courage and fear, conquests and surrenders.
Il segno is a show made up of prose and music, that becomes almost like a song dissected into two distinct parts. It’s able to evoke a strange magic in the spectator, who is given the time and means to reflect on the words they have just been listening to as Luca plays on. And we never miss a note of his music, that for some unknown reason never gives up its place as star of the show, even when it would seem that it should be in the background. And as such, it is highly appreciated.
And so we allow ourselves to be guided by Luca, by his reflections on the way in which we accept, manage and sacrifice our small and big talents. These are our dreams on a journey marked by beautiful pieces such as  “Scrigni”, “Il dono”, “Roccaforte”, “L’albero nel vento”, “Cuore amante” and the provocative “Falsi riflessi” up to the final encore “Il segno”.
An intimate concert that was rich with a warmth that cancelled out the cold left by the thunderstorm, that had raged all day around the splendid lake of Orta.

And so we let ourselves unwind, and looking around we discover Fedro, the big placid pet dog that wanders through the public looking for cuddles, or Lidia, who is lovingly preparing a snack for her guests the other side of a lit-up window behind Luca and his guitar. And we feel truly at home among friends in a relaxed atmosphere.
Luca’s award ceremony was then a whole lot of fun in which he was presented with the Chianga d’oro – an unusual prize of unusual making – that he immediately put up for grabs again in a burst of generosity, just as other artists who have passed through “La Finestra sul Lago” have done before him, like Guido Ceronetti and Riccardo Cucciolla!
Evenings like this one make you believe in the world. You are sure that while there are people like Lidia and Domenico, and artists like Luca Francioso, there is hope for music and culture in general.
If on your way back a shooting star should cross the starry sky of this May night, then maybe it’s Il segno, ‘The Sign’…

Patrizia & Mauro Gattoni

(photos by Roberto Aquari)
Celebriamo il ventesimo compleanno di “Una Finestra sul Lago”, l’associazione che organizza il festival “Un Paese a Sei Corde”, come un’anteprima dello stesso festival, cui dedicheremo come l’anno scorso un assiduo diario di bordo.


Il ventesimo compleanno dell’associazione culturale “Una Finestra sul Lago”, il 27 maggio scorso, è stata per Lidia Robba e Domenico Brioschi l’occasione per regalare a sé e ai tanti amici una tappa de Il segno Tour di Luca Francioso, proprio nella sede di S. Maurizio d’Opaglio, fraz. Lagna, che è anche la loro casa.
Qualcuno l’ha definito ‘musicista filosofo’, ma Luca dice che è un’esagerazione. Forse, ma è senz’altro vero che, con la sua musica e, in particolare, con questo tour di dieci concerti in otto giorni, si scopre che Francioso è bravo a raccontare storie. E non storie qualsiasi: quella di ognuno di noi, quella segreta che sta nascosta nei nostri cuori, fatta di coraggio e paure, di conquiste e rinunce.
Il segno è uno spettacolo fatto di prosa e musica, quasi canzoni scomposte in due parti distinte, in grado di provocare una strana magia nello spettatore che, mentre Luca suona, ha tempo e modo di riflettere sulle parole appena ascoltate. Senza mai perdersi una nota della sua musica, che per qualche ragione sconosciuta, anche nel momento in cui sembrerebbe dover fare da sottofondo, non rinuncia mai a essere protagonista e come tale è apprezzata.

Così ci si lascia guidare da Luca, dalle sue riflessioni sul modo in cui accettiamo, gestiamo o rinunciamo ai nostri piccoli o grandi talenti, ai nostri sogni, in un percorso scandito da brani bellissimi come “Scrigni”, “Il dono”, “Roccaforte”, “L’albero nel vento”, “Cuore amante”, o il conturbante “Falsi riflessi”, fino al bis finale “Il segno”.
Un concerto intimo e ricco di calore, che ha cancellato il freddo lasciato dal temporale, che aveva accompagnato l’intera giornata intorno allo splendido lago d’Orta.
Così ci si lascia andare, e guardandosi intorno si scopre Fedro, il grosso e pacioso cane di casa, che gira tra il pubblico in cerca di coccole, o Lidia che, dietro una finestra illuminata alle spalle di Luca e della sua chitarra, sta amorevolmente preparando uno spuntino per i suoi ospiti. E ci si sente davvero a casa, tra amici, in un’atmosfera rilassata.
Divertentissima poi la premiazione di Luca con la ‘Chianga d’oro’, improbabile premio d’improbabile fattura da lui subito rimesso in palio in uno slancio di generosità, come del resto prima di lui avevano già fatto altri artisti passati da “La Finestra sul Lago”, come Guido Ceronetti e Riccardo Cucciolla!
Serate così ti riconciliano col mondo, ti fanno credere che, finché ci saranno persone come Lidia e Domenico e artisti come Luca Francioso, c’è ancora una speranza per la musica e per la cultura in generale.
Se poi, sulla strada del ritorno, una stella cadente attraversa il cielo stellato di questa notte di maggio, allora, forse, è Il segno…

Patrizia & Mauro Gattoni

(foto di Roberto Aquari)

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