Riflessioni tecniche e regole di sopravvivenza (4) – Live! Paura e problemi vari…

(di Dario Fornara) – Se siete su un palco e provate un misto di emozione, paura, eccitazione, vuol dire che siete persone normali, almeno sotto questo aspetto.

Pregare prima di un concerto non significa aver ritrovato miracolosamente la fede che si era perduta; finito il concerto si rimane atei o quasi, come sempre.

Se siete su un palco e vi state domandando il perché, è comunque troppo tardi.

Respirare è importante, in generale, ma su un palco di più: siamo dotati di polmoni, quindi sfruttiamoli. Respirare regolarmente mentre si suona è di vitale importanza: se vi dimenticate spesso di farlo, allora è bene studiare un espediente che ve lo ricordi costantemente, tipo un limone nella pedaliera, come ho fatto io per diverso tempo.

Se siete su un palco e vi state domandando il perché, la risposta probabilmente è: siete persone fortunate.

Se alla fine di un concerto non vi pagano, la colpa è vostra, sempre (è mia, se non mi pagano)!

Suonare in piedi può aiutare a ridurre la tensione fisica e mentale che sentiamo durante un concerto. È qualcosa che permette di muoverci e di respirare più regolarmente. È altrettanto vero che uno strumento scomodo e inappropriato come una chitarra acustica, quando appesa al collo, carica di peso la nostra povera schiena, che alla lunga non ne sarà felice.

Dobbiamo affrontare il palco ‘attrezzàti’: è buona abitudine portarsi sempre una bottiglietta d’acqua – in estate, quando fa un caldo porco, magari con un integratore di magnesio e potassio – da bere prima e durante il concerto, ripeto… prima e durante, non dopo!

Se siete su un palco e vi state domandando il perché, dopo vent’anni, allora è meglio passare definitivamente al ciclismo.

Live - Dario Fornara

Se la nostra strumentazione ha avuto dei problemi durante l’ultimo concerto, ne avrà sicuramente altri – e di peggiori – nei successivi. Anche in questo caso la colpa è nostra: ci stiamo procurando uno stress facilmente risolvibile, di solito con un centinaio di euro e l’acquisto di qualche nuovo cavo.

Bere un buon bicchiere di vino prima di un concerto non garantisce necessariamente una migliore performance, e neppure aiuta a diminuire l’ansia: io bevo dei bicchieri di vino a prescindere, quando ne ho voglia, perché mi piace. Punto.

Mangiare prima o dopo il concerto? È una nostra necessità, importante e vitale, e lo dobbiamo decidere noi, a costo di mangiare da soli come dei cagnolini. L’obiettivo è suonare al meglio delle nostre possibilità psicofisiche, e per farlo ci serve la giusta ‘benzina’! I brindisi, i ‘prosecchini’, la birretta e tutto il resto sono parte della nostra vita, importante, ma non c’entrano nulla con il concerto e con la musica, in generale.

Sul palco, al buio, i dot sulla tastiera non servono, quelli sul bordo della tastiera invece sì: i segnaposizione in madreperla sono molto (ma molto) più riflettenti di quelli in abalone, e se c’è poca luce la cosa può diventare un vero problema… Vi ho avvisati!

Impariamo ad accettarci per come siamo, con sincerità e umiltà: i nostri errori sul palco non sono mai irreparabili. Ricordiamoci sempre che, se siamo lì, è per una nostra necessità: il bisogno di condividere una nostra passione e dare voce alla nostra anima. Meritarsi l’attenzione e spesso l’affetto delle persone, il pubblico, è un privilegio e un’opportunità che non tutti hanno: non dimentichiamolo mai.

 

Dario Fornara
www.dariofornara.it

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