L’improvvisazione – Dove sono le note giuste?

Davvero, non so se mi addentrerò mai nel “dare esercizi” da fare, quelle sono lezioni che richiedono anni e non so se me la sento di annoiarvi così, proverò però a concentrare alcuni passaggi fondamentali.
Le note più giuste sono le note belle, ma non ci sono “note belle” a prescindere, come diceva Totò, ci sono quelle che noi riteniamo giuste in un determinato contesto, quindi come fare?
Le melodie, innanzitutto.
Se ci piace una canzone, spesso è perché ci piace la sua melodia, le note del cantato; ci può piacere il ritmo, l’accompagnamento, i suoni, molte cose, ma se a una canzone togliamo la linea melodica, nella maggior parte dei casi resta un giro di accordi senza senso o quasi.
Come ci è utile questo?
Iniziate a suonare le melodie delle canzoni che vi piacciono di più, come se foste cantanti, ma con la chitarra: cercate le note del canto e suonatele in ogni possibile punto della tastiera, alte, basse, fino alla nota più bassa dello strumento o a quella più alta, utilizzate i bending o i glissati per arrivare alle note, vibratele. Cambiate le diteggiature, perché ogni sequenza di note, su uno strumento come il nostro, che ha le stesse note in punti diversi della tastiera su corde diverse, può essere suonata in molti modi differenti. Muovetevi in maniera verticale e orizzontale cercando di “sentire” gli intervalli (torno su questo concetto a breve), non solo di pensare ai nomi delle note.
Ma questo è anche un passaggio fondamentale: dovremmo avere sempre chiara in mente la sequenza degli accordi, perché, come dicevo in una puntata precedente, la nota Do sullo stesso accordo è la Tonica, su un accordo diverso può essere una quinta, o una terza o chissà cosa altro. Ed è fondamentale sapere come suona una terza maggiore o una sesta o una settima bemolle, ogni nota ha un suo colore, una personalità.
Se le melodie sono belle e impariamo a suonarle, anche una sola di esse ci darà un quantitativo di informazioni enorme riguardo la disposizione delle note sulla chitarra, informazioni che, una volta acquisite, potremo riutilizzare come ci piace, come facciamo con le parole e le regole grammaticali, e il contesto in cui vengono usate. Immaginate se invece di una melodia ne impariamo cento, allora si che la cosa si fa davvero interessante.
Imparare tante belle sequenze di note in realtà è solo la facciata, quello che accade davvero è che impariamo a “sentire” come si susseguono, con il tempo saranno loro a trovare noi, anziché noi a cercarle; gli intervalli, le distanze fra note saranno sempre più chiare e tutto ciò verrà da noi riutilizzato in fase di improvvisazione, quando inizieremo a “sentire” dove andare, prima ancora di andarci.
È un lavoro lungo e faticoso, non pensiate di cavarvela così, ci vuole davvero molto tempo, ma ce ne vuole per fare qualsiasi cosa bene, in questa vita, quindi anche per suonare.
Il consiglio è di ragionare in due diverse maniere, orizzontale e verticale.
Dobbiamo ricordare che di solito le melodie sono formate da note abbastanza vicine, spesso sono gradi congiunti, non che si suonino solo le scale avanti e indietro, ma neanche intervalli di quinta o sesta a ripetizione, sarebbe come saltare di palo in frasca mentre parliamo.
Quindi?
Quindi impareremo a capire dove sono le note in relazione alla posizione in cui ci troviamo, in ogni punto della tastiera c’è una porzione di accordo, o di scala che potrà essere quella che ci serve, ma essendo la chitarra accordata per quarte tranne che fra la terza e seconda corda (l’intervallo è di terza maggiore), ed essendo frequente il suonare melodie proprio sulle corde più alte, ecco che bisogna fare attenzione, perché le note sono spesso dove non ci aspettiamo di trovarle. Nulla di molto grave, ma confonde.
Ecco che un intervallo di seconda potrà essere orizzontale, due note a distanza di un tono (o semitono) sulla stessa corda, o su due corde diverse, adiacenti. Per l’intervallo di terza possiamo avanzare di due toni sulla stessa corda, o cercare sulla corda sottostante. Gli intervalli di quarta e quinta si allontanano se proseguiamo orizzontalmente, ma restano sulla corda sottostante, quello di sesta è davvero lontano in orizzontale, è anche inutile cercarlo, ma può essere sulla corda sottostante o su quella sotto ancora, più in posizione, quindi più comodo.
Ecco che imparare a “sentire” gli intervalli diventa parte integrante del nostro modo di suonare, provate a esercitarvi sulle varie scale, maggiori, minori, pentatoniche, quelle che volete, su una sola corda, cercando le note in fila e imparando a capire come suona un tono, o mezzo, o uno e mezzo, il fraseggio sarà in grandissima parte composto di questi intervalli.
Poi si può cercare di fare la stessa cosa in verticale, il lavoro è identico ma la modalità opposta, e ci insegnerà molte cose simili ma differenti, come le forme delle scale e le note degli accordi o degli arpeggi su questi ultimi.
Alla fine ce l’ho fatta, mi sono sbilanciato, signore e signori, il primo esercizio.
Prendete canzoni che vi piacciono, con belle melodie, e imparate a suonarle. Le melodie e le canzoni.

PUBLISHED

 

 

 

Chitarra Acustica, 10/2012, p. 66

...sull'Autore

Related Posts

  1. Tony Reply

    A volte le cose semplici sono quelle che alla fine risultano più utili… bell’articolo!

  2. tonello65 Reply

    Chiaro ed utile, ci proverò…
    grazie

Lascia il tuo commento

*

Captcha * Time limit is exhausted. Please reload the CAPTCHA.