Le Cinque Giornate di FerentinoLe Cinque Giornate di Ferentino

Sembra ieri (banale, ma vero) ed ecco che siamo già arrivati alla decima edizione di Ferentino Acustica. La rassegna chitarristica, ideata e curata da Giovanni Pelosi, si colloca tra le principali manifestazioni di genere della nostra penisola. A dire il vero, anche a livello internazionale non sono poi così numerosi i festival che possono vantare una durata di cinque giorni e un programma così articolato, difficilmente riscontrabile altrove per varietà, ricchezza e qualità artistica delle proposte. Credo di non sbagliare nel dire che Pelosi, nella sua veste di direttore artistico, ha plasmato, con passione e dedizione, questa sua creatura a propria immagine e somiglianza (non vorrei essere blasfemo… ogni riferimento è puramente casuale): rilassata, amichevole, disponibile, divertente, ma anche suggestiva, coinvolgente e, per noi chitarristi, ricca di insegnamenti. Passiamo quindi alla cronaca delle serate, tenutesi tutte nella bella cornice di Piazza Mazzini e, ovviamente, a ingresso gratuito.

Mercoledì 20 giugno.
Inserita solo in un secondo momento nel programma, che ne prevedeva in origine quattro, questa prima delle cinque giornate del festival la potremmo quasi definire un prologo. A due cari amici di Giovanni il compito di inaugurare questa decima edizione. Apre Giovanni Unterberger, e lo storico creatore della Lizard inizia il suo set, un cameo, con la “Come Back Baby” di Bert Jansch alla quale fa seguire un medley di suoi ragtime. Tocca poi a Riccardo Zappa che con la sua inseparabile dodici corde riesce, come sempre, a dare un notevole impatto sonoro ed emotivo alla sua esibizione. La serata si conclude con l’attesa performance di Nada in duo con Fausto Mesolella. La voce è potente e suggestiva e la presenza scenica notevole. L’interpretazione dal vivo può beneficiare del raffinato tappeto sonoro tessuto dal chitarrista degli Avion Travel, in grado di spaziare dal ‘pulito’ al ‘distorto’ e sostenere con misura la vocalità e la teatralità di Nada.

Riccardo Zappa

Giovedì 21 giugno
Il primo ad esibirsi è Michelangelo Piperno al suo secondo anno consecutivo a Ferentino Acustica, questa volta da solista, per proporre dal vivo con raffinata tecnica fingerstyle il suo recentissimo lavoro editoriale Original Compositions. Il secondo chitarrista a presentarsi sul palco è Gabor Lesko. Anch’egli reduce da una recente pubblicazione, Poesie Fingerstyle, una raccolta di proprie composizioni edita, come quella di Piperno, da fingerpicking.net-Carisch. Propone brani strumentali, tecnicamente complessi, e proprie canzoni. Si prosegue con Bob Bonastre. Il chitarrista francese è difficilmente classificabile, lui stesso definisce come world music le sue composizioni. Bob offre al pubblico un set ricco di suggestioni, di sapori esotici, facendogli attraversare i continenti con le sue note. La serata si conclude con i Castalia (Stefano Cardi: chitarra battente, classica e mandoloncello; Laura Polimeno: voce; Carla Cristofanelli: voce; Claudio Bevilacqua: chitarra acustica ed elettrica; Enrico Mossena: basso acustico; Roberto Capacci: percussioni; Patrizia Mione: tamburello e tammorra; Maurizio Preiti: chitarra battente e acustica). Presentano il loro CD Il sangue e la spina ispirato alla tradizione folklorica calabrese, con testi e musica del compianto Gianfranco Preiti. Gli arrangiamenti sapienti e la pulizia delle esecuzioni sono la cifra stilistica di questo ensemble.

Michelangelo Piperno

Venerdì 22 giugno
Si apre con Leonardo Baldassarri, che presenta i suoi sobri ed eleganti arrangiamenti di classici del pop internazionale, tutti interpretati con sicurezza e partecipazione. È poi il turno di un carissimo amico di Ferentino, Giorgio Cordini, che, come sempre, riesce a toccare le ‘corde’ giuste per emozionare il pubblico, grazie a una scaletta fitta di brani storici dei Beatles, Traffic, De André, Fossati. Il terzo set della serata è affidato a Gabriele Possenti. Il chitarrista marchigiano ha un repertorio basato principalmente sulla musica tradizionale irlandese, ma è padrone di una tecnica chitarristica tale da consentirgli di affrontare generi diversi, avvalendosi questa sera anche della collaborazione del contrabbassista Gianludovico Carmenati. Gran finale con uno dei maestri della chitarra acustica internazionale: Peter Finger. Il musicista tedesco dichiara apertamente di aver finalmente coronato un sogno: ritornare a Ferentino per la seconda volta. C’è poco altro da dire: tecnica mostruosa, tocco incredibile (si stenta a credere che suoni sempre con i fingerpicks), musicalità fuori dal comune e, come se non bastasse, un’abilità liuteristica di grande livello (Peter suona ormai solo chitarre self made).

Peter Finger

Sabato 23 giugno
Il fine settimana viene introdotto dal chitarrista classico, classe ‘94, Michele Di Filippo, che propone tutti brani di sua composizione, tratti dal CD Il suono dell’anima e validi esempi della limpida tecnica di cui Michele è in possesso. La recente pubblicazione del suo CD Sarabande è l’occasione per Giovanni Monoscalco, altro amico di vecchia data di Ferentino Acustica, di presentare il suo brano “On the Road”, un omaggio musicale che il chitarrista classico ha voluto dedicare al fingerpicking. Ecco Andrea Tarquini e Paolo Monesi, chitarra, mandolino e voci degli Acoustic Problem. Presentano un set dalle tipiche sonorità country, ma che riesce a spaziare su più generi, come il jazz e il manouche. La bravura e la simpatia di questi due musicisti sono il giusto viatico all’arrivo sul palco dei titolari del set successivo, Giovanni Pelosi e Leonardo Petrucci. I quattro andranno ad omaggiare il grande James Taylor con due cover di “Frozen Man” e “You’ve Got a Friend”. Il padrone di casa e il liutaio-musicista restano poi da soli sul palco, esibendosi in una serie di arrangiamenti di classici, quasi tutti improvvisati, ma di gran gusto, con il capace mandolino di Leonardo che s’intreccia con l’elegante fingerstyle di Giovanni. Dopo quasi trent’anni d’assenza (fatta eccezione per l’edizione 2007 di Acoustic Franciacorta) ecco il ritorno su di un palco italiano di Stefan Grossman. Il famoso chitarrista americano ha snocciolato il suo classico repertorio blues-ragtime che tutti noi abbiamo provato a suonare, forse non riuscendo mai a riprodurre l’inconfondibile tocco del maestro. Nel finale, Stefan chiama sul palco l’amico Alex Di Reto che accompagna nell’esecuzione di un paio di sue canzoni blues.

Tarquini, Pelosi, Monesi e Petrucci

Domenica 24 giugno
La contemporanea presenza televisiva di Italia-Inghilterra per gli Europei di calcio porta ad organizzare un maxi schermo sul palco e un rinfresco in piazza offerto dal Comune. Anticipo dell’orario d’inizio dei primi due set, partita e poi chiusura con gli altri due set restanti. Tocca, quindi, a Luca Pedroni salire per primo sul palco. Noto per saper coniugare la tecnica chitarristica al sapiente uso dell’elettronica, Luca presenta alcuni brani dal suo CD La fabbrica degli orologi, intervallandoli con i suoi arrangiamenti di “Run Like Hell” dei Pink Floyd e “Personal Jesus” dei Depeche Mode. Il secondo a esibirsi è Daniele Bazzani, che propone con la consueta abilità e pulizia esecutiva un set che vede, oltre ai suoi brani più noti, la presentazione della sua recente composizione dedicata a Stefano Rosso, “Red Steve Boogie”. La ‘pausa partita’ rischia di far slittare troppo la seconda parte della serata musicale e Giovanni Pelosi, per rispetto nei confronti dei musicisti e del pubblico in attesa, decide di sospendere la proiezione sul maxi schermo dei tempi supplementari. È così possibile assistere all’esibizione del duo Massimo Alviti e Francesco Petrucci, che hanno da poco prodotto un nuovo CD, Le ali leggere. Si tratta di loro composizioni originali che sarebbe restrittivo etichettare come jazz, ma che è naturale definire musica da ascoltare. Il degno finale di questa ricca cinque giorni di chitarra è nelle sapienti mani di François Sciortino. Il chitarrista di origini italiane si esibisce in una frizzante ed entusiasmante sequenza di brani tratti dall’ultimo CD Guitar Picking, intervallati da alcune anteprime del prossimo lavoro che dovrebbe vedere la luce il prossimo settembre. Si chiude con un medley omaggio al pubblico italiano (“O sole mio”+”Bella ciao”+”Ciuri ciuri”+”Vitti ‘na crozza”+”Tarantella”+”Funiculì funiculà”) e la classica “Cannonball Rag” come bis.

Daniele Bazzani

Anche quest’anno la passione e la dedizione al progetto Ferentino Acustica profusa da Giovanni Pelosi e dai soci della Pro Loco, rappresentata in primis dal sempre attivo Fabio Podagrosi, ha raggiunto l’obiettivo. Una manifestazione che è giunta al proprio decennale in continua crescita: dal cartellone di anno in anno sempre più prestigioso, alle varie iniziative ‘satellite’ come gli Open Mic, ospitati nel cortile dello storico Palazzo Giorgi-Roffi Isabelli, e la Masterclass ‘Città di Fumone’, che a partire da quest’anno nel mese di luglio ospiterà il Corso di perfezionamento musicale per Musica d’insieme, Chitarra, Canto, Pianoforte e Archi.


Chitarra Acustica, 7/2012, pp. 24-28Sembra ieri (banale, ma vero) ed ecco che siamo già arrivati alla decima edizione di Ferentino Acustica. La rassegna chitarristica, ideata e curata da Giovanni Pelosi, si colloca tra le principali manifestazioni di genere della nostra penisola. A dire il vero, anche a livello internazionale non sono poi così numerosi i festival che possono vantare una durata di cinque giorni e un programma così articolato, difficilmente riscontrabile altrove per varietà, ricchezza e qualità artistica delle proposte. Credo di non sbagliare nel dire che Pelosi, nella sua veste di direttore artistico, ha plasmato, con passione e dedizione, questa sua creatura a propria immagine e somiglianza (non vorrei essere blasfemo… ogni riferimento è puramente casuale): rilassata, amichevole, disponibile, divertente, ma anche suggestiva, coinvolgente e, per noi chitarristi, ricca di insegnamenti. Passiamo quindi alla cronaca delle serate, tenutesi tutte nella bella cornice di Piazza Mazzini e, ovviamente, a ingresso gratuito.

Mercoledì 20 giugno.
Inserita solo in un secondo momento nel programma, che ne prevedeva in origine quattro, questa prima delle cinque giornate del festival la potremmo quasi definire un prologo. A due cari amici di Giovanni il compito di inaugurare questa decima edizione. Apre Giovanni Unterberger, e lo storico creatore della Lizard inizia il suo set, un cameo, con la “Come Back Baby” di Bert Jansch alla quale fa seguire un medley di suoi ragtime. Tocca poi a Riccardo Zappa che con la sua inseparabile dodici corde riesce, come sempre, a dare un notevole impatto sonoro ed emotivo alla sua esibizione. La serata si conclude con l’attesa performance di Nada in duo con Fausto Mesolella. La voce è potente e suggestiva e la presenza scenica notevole. L’interpretazione dal vivo può beneficiare del raffinato tappeto sonoro tessuto dal chitarrista degli Avion Travel, in grado di spaziare dal ‘pulito’ al ‘distorto’ e sostenere con misura la vocalità e la teatralità di Nada.

Riccardo Zappa

Giovedì 21 giugno
Il primo ad esibirsi è Michelangelo Piperno al suo secondo anno consecutivo a Ferentino Acustica, questa volta da solista, per proporre dal vivo con raffinata tecnica fingerstyle il suo recentissimo lavoro editoriale Original Compositions. Il secondo chitarrista a presentarsi sul palco è Gabor Lesko. Anch’egli reduce da una recente pubblicazione, Poesie Fingerstyle, una raccolta di proprie composizioni edita, come quella di Piperno, da fingerpicking.net-Carisch. Propone brani strumentali, tecnicamente complessi, e proprie canzoni. Si prosegue con Bob Bonastre. Il chitarrista francese è difficilmente classificabile, lui stesso definisce come world music le sue composizioni. Bob offre al pubblico un set ricco di suggestioni, di sapori esotici, facendogli attraversare i continenti con le sue note. La serata si conclude con i Castalia (Stefano Cardi: chitarra battente, classica e mandoloncello; Laura Polimeno: voce; Carla Cristofanelli: voce; Claudio Bevilacqua: chitarra acustica ed elettrica; Enrico Mossena: basso acustico; Roberto Capacci: percussioni; Patrizia Mione: tamburello e tammorra; Maurizio Preiti: chitarra battente e acustica). Presentano il loro CD Il sangue e la spina ispirato alla tradizione folklorica calabrese, con testi e musica del compianto Gianfranco Preiti. Gli arrangiamenti sapienti e la pulizia delle esecuzioni sono la cifra stilistica di questo ensemble.

Michelangelo Piperno

Venerdì 22 giugno
Si apre con Leonardo Baldassarri, che presenta i suoi sobri ed eleganti arrangiamenti di classici del pop internazionale, tutti interpretati con sicurezza e partecipazione. È poi il turno di un carissimo amico di Ferentino, Giorgio Cordini, che, come sempre, riesce a toccare le ‘corde’ giuste per emozionare il pubblico, grazie a una scaletta fitta di brani storici dei Beatles, Traffic, De André, Fossati. Il terzo set della serata è affidato a Gabriele Possenti. Il chitarrista marchigiano ha un repertorio basato principalmente sulla musica tradizionale irlandese, ma è padrone di una tecnica chitarristica tale da consentirgli di affrontare generi diversi, avvalendosi questa sera anche della collaborazione del contrabbassista Gianludovico Carmenati. Gran finale con uno dei maestri della chitarra acustica internazionale: Peter Finger. Il musicista tedesco dichiara apertamente di aver finalmente coronato un sogno: ritornare a Ferentino per la seconda volta. C’è poco altro da dire: tecnica mostruosa, tocco incredibile (si stenta a credere che suoni sempre con i fingerpicks), musicalità fuori dal comune e, come se non bastasse, un’abilità liuteristica di grande livello (Peter suona ormai solo chitarre self made).

Peter Finger

Sabato 23 giugno
Il fine settimana viene introdotto dal chitarrista classico, classe ‘94, Michele Di Filippo, che propone tutti brani di sua composizione, tratti dal CD Il suono dell’anima e validi esempi della limpida tecnica di cui Michele è in possesso. La recente pubblicazione del suo CD Sarabande è l’occasione per Giovanni Monoscalco, altro amico di vecchia data di Ferentino Acustica, di presentare il suo brano “On the Road”, un omaggio musicale che il chitarrista classico ha voluto dedicare al fingerpicking. Ecco Andrea Tarquini e Paolo Monesi, chitarra, mandolino e voci degli Acoustic Problem. Presentano un set dalle tipiche sonorità country, ma che riesce a spaziare su più generi, come il jazz e il manouche. La bravura e la simpatia di questi due musicisti sono il giusto viatico all’arrivo sul palco dei titolari del set successivo, Giovanni Pelosi e Leonardo Petrucci. I quattro andranno ad omaggiare il grande James Taylor con due cover di “Frozen Man” e “You’ve Got a Friend”. Il padrone di casa e il liutaio-musicista restano poi da soli sul palco, esibendosi in una serie di arrangiamenti di classici, quasi tutti improvvisati, ma di gran gusto, con il capace mandolino di Leonardo che s’intreccia con l’elegante fingerstyle di Giovanni. Dopo quasi trent’anni d’assenza (fatta eccezione per l’edizione 2007 di Acoustic Franciacorta) ecco il ritorno su di un palco italiano di Stefan Grossman. Il famoso chitarrista americano ha snocciolato il suo classico repertorio blues-ragtime che tutti noi abbiamo provato a suonare, forse non riuscendo mai a riprodurre l’inconfondibile tocco del maestro. Nel finale, Stefan chiama sul palco l’amico Alex Di Reto che accompagna nell’esecuzione di un paio di sue canzoni blues.

Tarquini, Pelosi, Monesi e Petrucci

Domenica 24 giugno
La contemporanea presenza televisiva di Italia-Inghilterra per gli Europei di calcio porta ad organizzare un maxi schermo sul palco e un rinfresco in piazza offerto dal Comune. Anticipo dell’orario d’inizio dei primi due set, partita e poi chiusura con gli altri due set restanti. Tocca, quindi, a Luca Pedroni salire per primo sul palco. Noto per saper coniugare la tecnica chitarristica al sapiente uso dell’elettronica, Luca presenta alcuni brani dal suo CD La fabbrica degli orologi, intervallandoli con i suoi arrangiamenti di “Run Like Hell” dei Pink Floyd e “Personal Jesus” dei Depeche Mode. Il secondo a esibirsi è Daniele Bazzani, che propone con la consueta abilità e pulizia esecutiva un set che vede, oltre ai suoi brani più noti, la presentazione della sua recente composizione dedicata a Stefano Rosso, “Red Steve Boogie”. La ‘pausa partita’ rischia di far slittare troppo la seconda parte della serata musicale e Giovanni Pelosi, per rispetto nei confronti dei musicisti e del pubblico in attesa, decide di sospendere la proiezione sul maxi schermo dei tempi supplementari. È così possibile assistere all’esibizione del duo Massimo Alviti e Francesco Petrucci, che hanno da poco prodotto un nuovo CD, Le ali leggere. Si tratta di loro composizioni originali che sarebbe restrittivo etichettare come jazz, ma che è naturale definire musica da ascoltare. Il degno finale di questa ricca cinque giorni di chitarra è nelle sapienti mani di François Sciortino. Il chitarrista di origini italiane si esibisce in una frizzante ed entusiasmante sequenza di brani tratti dall’ultimo CD Guitar Picking, intervallati da alcune anteprime del prossimo lavoro che dovrebbe vedere la luce il prossimo settembre. Si chiude con un medley omaggio al pubblico italiano (“O sole mio”+”Bella ciao”+”Ciuri ciuri”+”Vitti ‘na crozza”+”Tarantella”+”Funiculì funiculà”) e la classica “Cannonball Rag” come bis.

Daniele Bazzani

Anche quest’anno la passione e la dedizione al progetto Ferentino Acustica profusa da Giovanni Pelosi e dai soci della Pro Loco, rappresentata in primis dal sempre attivo Fabio Podagrosi, ha raggiunto l’obiettivo. Una manifestazione che è giunta al proprio decennale in continua crescita: dal cartellone di anno in anno sempre più prestigioso, alle varie iniziative ‘satellite’ come gli Open Mic, ospitati nel cortile dello storico Palazzo Giorgi-Roffi Isabelli, e la Masterclass ‘Città di Fumone’, che a partire da quest’anno nel mese di luglio ospiterà il Corso di perfezionamento musicale per Musica d’insieme, Chitarra, Canto, Pianoforte e Archi.


Chitarra Acustica, 7/2012, pp. 24-28

Alfonso Giardino
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