Larry Campbell & Teresa Williams “Contraband Love”

(di Freddie del Curatolo) Li hanno definiti ‘la coppia dell’Americana’ e non solo perché sono marito e moglie da trent’anni. La loro carriera musicale da turnisti, musicisti dal vivo e in studio parla da sola. Le collaborazioni di lui con Bob Dylan, Levon Helm, Greg Trooper, Emmylou Harris, Rosanne Cash e moltissimi altri, le produzioni di album – l’ultimo, il pregevole Ain’t In No Hurry del redivivo Jorma Kaukonen – e di tour musicali sono biglietti da visita da Numero Uno. La splendida voce di lei e la capacità di fondersi con quella del partner hanno creato due capolavori nel giro di tre anni. Da quando cioè hanno finalmente deciso di lavorare insieme e per conto loro. Stiamo parlando di Larry Campbell e Teresa Williams e del loro piccolo gioiello dal titolo Contraband Love, pubblicato dalla Red House e distribuito in Italia da IRD. Album che porteranno in tour in Italia a maggio.

Dopo il loro debutto eponimo, che aveva sorpreso ed entusiasmato la critica USA, la quale non si aspettava un’uscita di coppia così coinvolgente, Contraband Love sembra un tributo puro e genuino, con la classe cristallina di due veterani, a tutto ciò che il concetto di ‘Americana’ può racchiudere: country, blues, folk, rock, bluegrass e addirittura un’escursione nel soul con uno splendido brano scritto a quattro mani da Campbell con un’icona della black music come William Bell.

Lo splendore di questo album è rappresentato in primis dalle due voci: quella limpida e versatile di Teresa, già controcanto della band di Levon Helm per tanti anni, e quella precisa e bluesy di Campbell, che mai aveva scoperto così bene le sue carte di singer e songwriter.

È un viaggio che parte con il duetto di “The Other Side of Pain”, forse il brano più pop del disco, perfetto nel suo sviluppo, tanto che viene da chiedersi se non sia un classico di qualche grande del Tennessee. Teresa non ha nulla da invidiare all’altra grande [Lucinda] Williams e le chitarre di Campbell, che in passato hanno impreziosito lavori come Love and Theft di Dylan e Dirt Farmer di Helm, oltre ad aver accompagnato gente come Paul Simon, Jackson Browne, Eric Andersen e Richard Shindell, sostengono tutto con classe ed energia.

La classe e l’affiatamento del duo, che per tanti anni ha scritto e provato queste canzoni solo in famiglia e che raramente le proponeva sul palco, durante i concerti collettivi dell’ex cantante e batterista della Band, esce subito in “Save Me from Myself”. Può essere definita la classica ‘starting ballad’ americana, dove le due voci si fondono in maniera sublime, come probabilmente solo due grandi professionisti che si conoscono da trent’anni potrebbero fare. Il resto appartiene al regno dei geni, che però raramente trasmettono anche questa purezza, tanta onestà.

Guai a chi si attende un album morbido e suadente, o virato pop, dopo quest’inizio: a Larry piace suonare il rock blues e un bel pezzo tirato come “Hit and Run Driver” lo dimostra, grazie anche al ‘tiro’ del batterista e coproduttore Justin Guip. Ci senti un po’ dell’amico John Hiatt e capisci perché per le nuove generazioni di Nashville, come Nathaniel Rateliff e Sturgill Simpson, Campbell sia un vero e proprio mito. Tre minuti e mezzo di pura lezione.

La title track vede il polistrumentista imbracciare il mandolino e tornare al primo amore, il country venato di bluegrass. Musica con la quale Teresa ha flirtato fin da ragazza. Anche qui, in una canzone dallo spartito ineccepibile che già può diventare un anthem, la meraviglia è l’impasto delle due voci, mentre corde e violini fanno salire il brano.

Particolare cura in Contraband Love è andata ai testi, che mostrano il lato doloroso dell’amore, la solitudine e le battaglie quotidiane contro fantasmi conosciuti, come droga e miseria. Ma c’è anche il momento ‘ludico’ per la premiata coppia americana, quando decidono di lanciarsi in cover rilette con maestria: dalla vintage “Turnaround” di Carl Perkins allo swing blues anni ’20 di “My Sweetie Went Away” che fu un cavallo di battaglia di Bessie Smith; e omaggi al blues, quello bello teso di “Three Days in a Row” e quello più roots della conclusiva “Slidin’ Delta”.

In mezzo a questo fantastico ed esaustivo tour musicale del Tennessee e non solo, spunta una composizione senza tempo, frutto dell’incontro tra Campbell e William Bell. Ne nasce “When I Stop Loving You”, che interpretata dalla coppia aggiunge una venatura country al rhythm and blues della stesura, per nulla banale, come sempre è stata la carriera di Bell, uno che ha scelto di non essere popolare come Wilson Pickett e Marvin Gaye ma che ha scritto pezzi fantastici. Eccone uno, con la voce del Campbell più nero possibile.

Per non dire dell’esplosiva “It Ain’t Be a Good Night” e della trascinante “The Wishing Well” che completano il lavoro di coppia.

In definitiva Contraband Love è un compendio di tutto quel che il genere Americana può rappresentare, ed anche di più. Appassionata enciclopedia mai banale e di maniera, scritta e suonata da due mostri sacri della canzone che, guarda caso e per nostra fortuna, sono affiatati come marito e moglie. Forse perché lo sono.

Freddie del Curatolo

La rubrica “A proposito di Americana” è realizzata in collaborazione tra Fingerpicking.net e Buscadero.

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