L’arrangiamento e la rivisitazione – 1

L’arrangiamento e la rivisitazione #1

La consapevolezza della propria personalità
Ciao a tutti i lettori di Fingerpicking.net da parte dei Bruskers!
Si percepisce chiaramente la passione con cui il portale Fingerpicking.net è portato avanti: la voglia di crescere e migliorare si svela in ogni nuova iniziativa, in ogni dettaglio, evidenziandosi dagli articoli fino alle pagine del forum. Questo è sicuramente da apprezzare, pertanto è nostro desiderio cercare di contribuire attivamente, con la speranza che le nostre idee e i nostri spunti possano risultarvi interessanti e stimolarvi nella vostra attività musicale.
In una serie di articoli tratteremo alcune delle tematiche che ruotano intorno all’arrangiamento e, soprattutto, la rivisitazione con la chitarra di brani scritti per formazioni che non includevano originariamente la nostra amata seicorde. Occorre fare una premessa, poichè due sono, a nostro parere, le vie attraverso cui è possibile avvicinarsi a un brano. Una prima ipotesi è quella di conservare fedelmente la struttura, i temi, l’armonia e il “feeling“ originali, per poi addentrarsi nell’affascinante compito di rendere efficace questo insieme attraverso la chitarra. E’ possibile invece reinterpretare il brano concependo un arrangiamento che non ha più l’obiettivo di essere fedele all’originale: ci si allontana da un percorso già scritto e si entra così nel complicato mondo che per alcuni aspetti è più simile alla composizione che all’arrangiamento, quello della rivisitazione.
Noi ci occuperemo di quest’ultima possibilità, in quanto con il passare del tempo ci siamo semplicemente resi conto di preferire questo metodo di lavoro, che ci fa sentire più liberi, pur consapevoli di poter essere molto più facilmente criticabili. E’ fondamentalmente una questione di gusto: se vi piace quest’idea potete continuare a leggere!
Probabilmente qualcuno di voi potrà obiettare che alcune delle nostre considerazioni vertano su argomenti ovvi. Nel nostro percorso ci siamo però resi conto che una cosa è conoscere l’esistenza di tali questioni, un’altra è possedere questi strumenti ed esserne pienamente consapevoli e di conseguenza saperli efficacemente utilizzare. Ve li sottoponiamo.
In questo primo articolo ci teniamo a sottolineare quello che per noi rappresenta la chiave fondamentale per elaborare efficacemente una reintepretazione e il successivo arrangiamento per chitarra di un brano: la personalità. La vostra impronta deve quindi emergere chiaramente da quello che fate. Ognuno di noi ha un proprio background, una formazione e un’origine musicale che non occorre nascondere. Per essere personali il nostro stile deve poter emergere senza troppi vincoli, pur con l’obiettivo di creare un arrangiamento equilibrato sotto vari punti di vista, che andremo in seguito ad analizzare.
A volte però risulta difficile capire esattamente qual è il nostro stile, dal momento che spesso le nostre caratteristiche personali possono passare inosservate al nostro orecchio, ormai abituato e in un certo senso “assuefatto” dalla nostra musica. Un consiglio che ci sentiamo di dare è quello di riascoltarsi il più possibile e annotarsi tutti gli elementi ricorrenti che possiamo ritrovare nella nostra esecuzione. Alcuni esempi: ripetitività di particolari tecnici (ad esempio un uso personale degli slides, delle legature o degli accenti), fraseggi che si ripetono, utilizzo delle dinamiche, ironia, serietà ecc. Siamo pronti a scommettere che con un po’ di pazienza ognuno di noi può ritrovare almeno una breve lista di particolari che ci rendono diversi dagli altri. Se non li trovate dovete semplicemente ascoltarvi meglio oppure far ascoltare il vostro materiale
a qualcun altro il quale, magari carta e penna alla mano, sarà certamente in grado di ritrovare caratteristiche “vostre” nella musica che suonate. Questo proprio perché ognuno di noi segue un percorso diverso, ascolta musica diversa e incontra nel tempo persone diverse: sono questi gli elementi capaci di influenzarci e di contribuire alla nostra formazione, modellandoci e facendoci diventare, a nostro modo, unici.
Una volta identificate queste caratteristiche potrete approcciarvi al brano e, dopo che vi sarà entrato perfettamente nell’orecchio, lanciatevi nel personalizzarlo, utilizzando gli elementi che avete precedentemente scoperto. Non importa che siano presenti tutti, ma è rilevante che il vostro contributo, il vostro valore aggiunto all’interno dell’arrangiamento, sia chiaro all’ascoltatore.
Qui di seguito il nostro esempio. Come forse avete potuto notare dai video che abbiamo registrato per Fingerpicking.net, e come abbiamo meglio esposto nella nostra spiegazione della rivisitazione e dell’arrangiamento di “A Night in Tunisia”, noi abbiamo individuato come nostre caratteristiche personali la continua opposizione tra uno stile “classico” e uno moderno, rigoroso ed ironico, essendo noi di formazione chitarristica differente, ma anche la possibilità di creare un dialogo tra i nostri strumenti, e infine l’utilizzo massiccio delle dinamiche. Abbiamo cercato quindi di far emergere questi elementi all’interno delle nostre esecuzioni, con l’obiettivo di renderci il più possibile riconoscibili.
A presto per i prossimi articoli, dove, accanto a più dettagliate informazione tecniche, cercheremo di curare e approfondire l’aspetto della creatività.
Per contattarci direttamente e farci sapere opinioni, critiche e suggerimenti vari potete scriverci su questo blog.
Ciao da Eugenio e Matteo
Bruskers

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Redazione

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  1. Forlin Marco Reply

    Grazie a voi ragazzi.
    Dopo lo splendido e ‘illuminante’ cd seguirò volentieri i vostri suggerimenti.

  2. Gabriele Posenato Reply

    Condivido pienamente.
    Gabriele

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